Isaac (Jimmy Smits) in ospedale, Simon (Behzad Dabu) che si risveglia dal coma, Bonnie (Liza Weil) sulle tracce dell’hard disk scomparso, Laurel (Karla Souza) che scopre il concorso di colpa di mamma e papà nell’eliminazione di Wes (Alfred Enoch), Asher (Matt McGorry) alle prese col tradimento di Michaela (Aja Naomi King). Vi sembra troppo? È solo una parte di ciò che l’horror vacui degli sceneggiatori di Le Regole del Delitto Perfetto ha generato nel penultimo episodio di una quarta stagione più fumosa che mai.

Com’è facile intuire, nessuno dei suddetti elementi trova, in The Day Before He Died, il necessario spazio vitale per poter respirare a pieni polmoni, soffocato da un sovraffollamento che è uno dei difetti fatali più volte evidenziati nel corso delle nostre passate analisi. C’è, va detto, una maggiore coerenza psicologica rispetto al guazzabuglio proposto dalla puntata crossover con Scandal, ma ciò non basta a garantire a questi quarantadue minuti un mordente drammatico commisurato al carico di tragedia e tensione che propone al suo pubblico.

Poco o nulla c’importa, infatti, della rottura tra Asher e Michaela, sostenuta dalle validissime interpretazioni di McGorry e King: come già avvenuto in passato per gli scontri tra Isaac e Annalise (Viola Davis), ci troviamo davanti a splendide prove d’attori, intense e coinvolgenti fintantoché non ci si sofferma sull’effettiva coerenza dei loro drammi con la storyline principale o, nel caso di Asher e Michaela, della mancata evoluzione del rapporto di coppia dei due giovani all’interno della stagione. Come possiamo dolerci della fine (o minacciata fine) di un legame, se non ci è stato dato alcun motivo per appassionarci alla sua nascita e crescita?

Siamo ormai prossimi a un finale di stagione di cui, al momento, non possiamo prevedere gli inevitabili colpi di scena o cliffhanger: seppur partita senza il gravoso carico di un personaggio – Wes Gibbins – saggiamente eliminato per garantire ossigenoa a figure narrativamente meno asfittiche, la quarta stagione di Le Regole del Delitto Perfetto sembra trascinarsi verso la propria conclusione a passo tanto affannoso quanto sgraziato, affastellando eventi macchinosamente interconnessi e ammantando ogni situazione con un’aura di drammaticità sproporzionata rispetto al reale interesse suscitato nello spettatore.

Attendiamo il season finale con una sincera curiosità nei confronti del cadavere caricato nel veicolo del coroner, a seguito di un misterioso incidente stradale: che sia Bonnie la vittima di questo parabola discendente di eventi? Ci dispiacerebbe, non solo per il piacere sempre nuovo di vedere Liza Weil alle prese con un personaggio tra i più interessanti che la serie ci abbia proposto fino a oggi, ma anche e soprattutto per quel “no more dead people” pronunciato da Laurel nello scambio con Frank: ci piacerebbe che Le Regole del Delitto Perfetto riuscisse a navigare agevolmente in acque finalmente sgombre da un surplus immotivato di cadaveri.