Mentre le Leggende si stanno abituando alla convivenza con l’ultimo membro della squadra appena aggiunto, Wally West, ecco comparire un nuovo anacronismo nella Memphis degli anni Cinquanta, la città natale del rock ‘n’ roll.

L’improvvisa apparizione del sesto misterioso e potentissimo totem, infatti, porta i protagonisti a incontrare un Elvis Presley agli inizi della sua carriera. Senza saperlo, però, il Re del Rock è entrato in possesso del Totem della Morte, evento che potrebbe radicalmente cambiare la sua storia, così come quella di un intero e seminale genere musicale.

Amazing Grace, quattordicesimo episodio della terza stagione di Legends of Tomorrow, presenta una storia singolare: se da un lato assistiamo a una ricostruzione fedele di un periodo storico di grande fermento artistico e sociale, oltre che alla nascita di un celebre e affascinante personaggio, dall’altro non manca la classica, pittoresca svolta narrativa che porta i protagonisti ad affrontare un’intera legione di fantasmi.

Legends è anche questo, lo sappiamo bene. Quello che manca a questo capitolo della storia è il guizzo vincente che ne ha contraddistinti altri. L’episodio è dunque indubbiamente suggestivo, ma anche abbastanza piatto, a causa di una storia con premesse vincenti che non sono pienamente sfruttate. Se da un lato è curioso immaginare come la nascita di un mito della storia moderna possa essere stata legata, se non condizionata, da una vicenda sovrannaturale ed esoterica – non così distante dalla realtà, ci ritorniamo dopo – dall’altro il secondo e terzo atto della trama sono pesantemente condizionati da un calo evidente in fase di scrittura, e quindi anche di ritmo.

Non siamo sicuri che la storyline principale di questa stagione, quella legata ai sei Totem e al demone Mallus, sia un bene per lo show, dato che finora sembra rappresentare il classico “freno a mano tirato” che ne condiziona l’andamento.

Per il resto, se sul fronte della scenografia assistiamo sempre alla classica penuria degli show dell’Arrowverse, con location che sembrano i set di una messinscena da teatro di parrocchia, dall’altro c’è un buon lavoro sotto l’aspetto costumistico.

È un dato storico che Elvis Presley abbia avuto un gemello di nome Jesse, morto alla nascita. Così come è altrettanto vero che sono in molti ad aver dichiarato come il celebre Re del Rock credesse davvero di essere costantemente accompagnato dallo spirito del fratello, quasi come fosse un angelo custode, tanto da rivolgergli la parola di frequente, anche davanti ad altre persone, come se fosse presente al suo fianco.

Il titolo dell’episodio cita ovviamente la canzone Amazing Grace, uno dei più famosi inni cristiani, composto nel 700 circa. Se siete interessati all’origine di questo brano, vi raccomandiamo il film Amazing Grace (2006) di Michael Apted. Tra le tantissime versioni della canzone, c’é anche quella registrata da Elvis nel 1972, che è anche uno dei suoi maggiori successi.

Il chitarrista Robert Johnson menzionato nelle battute iniziali dell’episodio è anche lui realmente esistito. Si tratta di uno dei musicisti più portentosi della storia – anche secondo il Rolling Stone – morto in circostante misteriose nel 1938, a ventisette anni (e per questo, uno dei membri del tetro Club 27). Non è la prima volta che questo personaggio è menzionato in una serie TV della DC Comics, come testimonia il terzo episodio dello sfortunato show Constantine, intitolato The Devil’s Vinyl.

Mick ha ovviamente chiamato il suo ratto Axl in onore di Axl Rose, in onore del frontman dei Guns N’ Roses. Il nome dell’animale diventa poi Josh Groban, cantautore di musica classica e pop.

Infine, nell’episodio sono menzionati i celebri videgame Pac-Man e Guitar Hero, oltre alla serie TV cult Friends.