Quello che era iniziato come un normale episodio di Lucifer, per quanto il termine sia applicabile ad una serie come questa, ha finito per prendere una piega decisamente inaspettata, dando un’impronta molto diversa a questa terza stagione e cambiando le carte in tavola per tutti protagonisti.

“Lucifer [attraversando una porta e tagliando la strada a Chloe]: dopo di me.”Il caso della settimana, come sempre più spesso accade con lo show, sarebbe di importanza quasi marginale, se non fosse che finirà per impartire un’importante lezione a Lucifer. Quest’ultimo, alla luce degli eventi della scorsa settimana, ha infatti deciso di non aiutare più Caino/Pierce per non provocare suo padre e mettere così a repentaglio la vita di Chloe, una scelta che si fa sempre più convinta quando opterà persino per ignorare completamente la sua partner per evitare di metterla sotto i riflettori.
Da questo momento in poi, la prima parte dell’episodio è commedia in puro stile Lucifer, con quest’ultimo che ne combina di tutti i colori per convincere tutti di non essere interessato in alcun modo a Chloe e lei che comprende al volo le sue mosse, dicendogli candidamente in faccia che fingere di ignorare qualcuno per paura di perderlo, è una tattica del tutto inutile e insensata.
Il Lucifer che vediamo in Let Pinhead Sing!, che fa regali inaspettati ad Ella, organizza concorsi per nominare l’impiegato del mese all’interno del distretto di polizia e dimostra un’attenzione ossessiva ed ingiustificata per la protagonista del caso, la pop star Alexa (Jacqueline Obradors), soprattutto considerato che fino al giorno prima non ne conosceva nemmeno il nome, è l’egocentrico ed ego-maniaco di sempre, ma all’ennesima potenza, perché in più comincia a trattare Chloe con una noncuranza, se non maleducazione, che non gli sono congeniali, il tutto nella convinzione che il suo piano serva in realtà a proteggerla.

Gli eventi finiranno tuttavia per precipitare quando, per difendere la detective, Lucifer si prenderà un coltello nella spalla dalla persona che perseguitava Alexa e con la ferita, realizzerà che il suo piano non ha alcuna possibilità di avere successo, perché gli è impossibile ignorare davvero la sua partner.
Ma cosa accadrebbe se fosse troppo tardi per questa epifania e qualcun altro come Marcus Pierce attirasse l’attenzione della sua Chloe?

Mentre Lucifer segnava infatti il suo destino con le sue stesse mani, commettendo quello che lui stesso, più tardi, definirà con la dottoressa Linda come un “enorme errore“, Pierce/Caino non naviga in acque meno agitate. Dopo il rifiuto di Lucifer di aiutarlo, il tenente è decisamente depresso e convinto che nulla potrà ormai salvarlo dallo scontare la propria punizione divina.
E nonostante i tentativi, per lo più fallimentari, dei suoi colleghi di tiragli su il morale, saranno le innocenti parole di Amenadiel a farlo davvero riflettere e dargli l’insana convinzione che solo conquistare la donna che è riuscita a catturare l’attenzione del diavolo in persona, possa essere la soluzione al problema che lo perseguita da un’eternità.

Una Chloe ferita dall’atteggiamento del suo partner durante il caso e più in generale dal distacco che lui ha dimostrato nei suoi confronti negli ultimi tempi e che aveva peraltro già mostrato un certo interesse per il suo superiore, finirà infatti per scegliere quest’ultimo, accettando sostanzialmente di uscire con Pierce per un appuntamento e lasciandosi alle spalle uno sconvolto Lucifer.
Quello che salta palesemente agli occhi, sia nel caso di Lucifer che in quello della faida che vede protagoniste Maze e Linda, è come queste creature apparentemente superiori, siano in realtà completamente incapaci di gestire le più basilari emozioni umane.
Sia quando una vicenda prende una piega divertente e Lucifer sfoggia tutto il suo egotismo, che quando una situazione si fa più delicata, come nel caso dell’incapacità di Maze di perdonare Linda o ammettere una sua responsabilità nei motivi che l’hanno portata a litigare con la sua amica, è evidente come la verità finisca metaforicamente per esplodere in faccia a questi personaggi, solo quando è potenzialmente troppo tardi per rimediare.

Al prescindere dal fatto se la soluzione del triangolo Lucifer/Chloe/Pierce piaccia o meno, ciò che vedremo probabilmente accadere nell’ultima parte di questa stagione sarà una diretta conseguenza della decisione degli autori di aver messo forse troppo in disparte il personaggio di Lauren German, una scelta che, in un certo senso, potrebbe ritorcersi contro di loro.
Che l’attenzione del pubblico sul possibile coinvolgimento emotivo dei due protagonisti sia stata distolta con altre storyline è piuttosto evidente, ma quello che riteniamo forse l’errore più difficile a cui porre rimedio, non è tanto il recuperare il loro potenziale rapporto amoroso, quanto piuttosto ovviare al problema che lo show si è dimostrato godibile anche senza l’elemento romantico, come a sottolineare che la serie, per funzionare, potrebbe non avere necessariamente bisogno di questo elemento.
Per quanto la nostra sia ovviamente un’iperbole, soprattutto considerata la nuova consapevolezza di Lucifer, è anche vero che l’aver ignorato così a lungo alcune trame fondamentali per il personaggio di Chloe, potrebbe essere davvero un problema per lo show, soprattutto alla luce dall’indipendenza che Lucifer ha conquistato in questa stagione, smarcandosi dal suo rapporto sentimentale e restando comunque la cosa migliore dell’intera serie.

La terza stagione di Lucifer va in onda negli Stati Uniti ogni lunedì su Fox.