Nostalgia canaglia più che il titolo di una loro canzone è il sentimento che il popolo italiano sembra provare, in questo periodo più forte che mai, per Al Bano e Romina Power, la coppia più amata e celebrata della musica italiana. La loro partecipazione, in veste di ospiti, a “Ballando con le stelle” ha raggiunto picchi di share altissimi superando, a sorpresa, l’inaffondabile concorrenza Mediaset e riaccendendo nel pubblico la speranza che il sodalizio tra i due, divorziati ormai da tempo, non sia più solo artistico, ma che nasconda un inaspettato e acclamatissimo ritorno di fiamma.

La settimana tv appena trascorsa è stata così monopolizzata dalla vita sentimentale dei due cantanti, dopo che, a Storie italiane, il programma del mattino condotto da Eleonora Daniele, mentre un variegato parterre di ospiti disquisiva proprio sulla notizia di un probabile riavvicinamento, Al Bano pensa bene di telefonare in diretta per intervenire sulla questione che lo riguarda così da vicino. Il cantante pugliese si dev’essere incarognito non poco nel sentire l’onnipresente Riccardo Signoretti, direttore di quel testo filosofico che è il settimanale Nuovo, uno che ormai rimbalza tra reti Rai e programmi della D’Urso come una pallina da ping pong, giudicare il suo comportamento, nei confronti della compagna Loredana Lecciso, poco chiaro se non addirittura ambiguo. Secondo Signoretti, ora in veste di moralizzatore, ma grande amico di starlette e showgirl di dubbia professionalità e utilità, è ingiusto che i figli minorenni di Al Bano vedano il proprio padre ballare in televisione con l’ex moglie, lasciando intendere che vi sia qualcosa in più dell’impegno professionale. A questo commento crudo e spietato si aggiungono anche le parole di don Bruno Fasani, altro habituée del piccolo schermo che si schiera dalla parte della Lecciso, definendola una donna sgretolata dalle logiche dello show business che impongono al suo compagno, nonché padre dei suoi figli, di simulare una riappacificazione con l’ex moglie Romina ad uso e consumo del pubblico. Ammesso che si tratti solo di una simulazione.

Siamo ad un passo dal grottesco: Albano è un uomo divorziato, quindi per la Chiesa un peccatore, e qui invece abbiamo un prete che fa il tifo per la nuova compagna del divorziato e lo invita a comportarsi bene con lei, come se vivesse in casa con loro e conoscesse ogni dettaglio della loro vita di coppia. Ma Al Bano Carrisi non ci sta, alza il telefono, nega ogni addebito e, cordialmente, come al suo solito, dice a tutti di farsi i fatti propri, aggiungendo che con la Lecciso la storia è chiusa per motivi che lui preferisce non riferire. A quel punto Signoretti, con la faccia da furetto che fiuta la preda, sente aria di scoop e cerca di fare sbottonare il cantante che però è più scaltro di lui e non si fa cogliere in castagna. Questo stralcio di vita vera, torbida quanto una soap opera, sembra si avvii alla conclusione quando la conduttrice Eleonora Daniele, con aria contrita, chiede ad Al Bano se sia possibile recuperare il rapporto con la Lecciso e lui perentorio risponde di no. Don Fasani cerca di minimizzare la risposta del cantante specificando che lui è figlio di contadini e della terra e che non porge l’altra guancia, e mentre noi invece ce le pizzichiamo entrambe per capire se stiamo sognando o siamo desti, colpo di scena, anche la Lecciso telefona in trasmissione. Al Bano allora, in un impeto di ritrovata dignità, mette giù il telefono mentre Loredana grida al mondo intero che lei gli vuole ancora molto bene. Pensavamo che questo lavaggio con prelavaggio, risciacquo e centrifuga di fattacci propri in diretta tv si esaurisse così invece non c’è stata trasmissione che non abbia toccato l’argomento dandone ogni volta una diversa interpretazione, neanche si trattasse di un caso nazionale.

Affari di cuore con mistero invece per Dorinda, protagonista di uno dei casi trattati nell’ultima puntata di Chi l’ha visto, la trasmissione cult condotta da Federica Sciarelli. La signora in questione è una vivace abruzzese di 71 anni e mezzo, come viene bene specificato, in pena per l’improvvisa sparizione del suo compagno Alfonso di anni 48. Già nel rimarcare la differenza di età c’è un giudizio non tanto velato sulla relazione tra i due, ma se a trattare il caso è Gianloreto Carbone, giornalista ed inviato storico del programma, allora siamo nel trash più poetico che ci sia. Dorinda è vedova da qualche anno e purtroppo di recente ha perso anche la figlia, malata da tempo, ma un bel giorno, passeggiando sul lungomare della sua città, conosce per caso Alfonso che la corteggia da subito, finché tra i due non nasce un sentimento che in brevissimo tempo si tramuta in una convivenza. Il racconto di Gianloreto Carbone, intervallato dalle strazianti parole della donna, sembra la trama di un romanzo rosa. La signora si sente ringiovanita dalla compagnia di Alfonso, dice che lui le dà baci dalla mattina alla sera tanto da farle dimenticare la scomparsa dei suoi cari. In cambio di tanto affetto lei gli ha trovato un lavoro e l’ha guarito dal vizio del bere. Da un mese però lui è scomparso, non è più rientrato da Roma, dove era solito andare di sovente a svagarsi un po’. La sua compagna è disperata, lo chiama tutti i giorni al cellulare, qualcuno risponde dall’altro capo del telefono, ma rimane in silenzio. Allora Dorinda tenta il tutto per tutto, compone il numero e passa il telefono a Gianloreto Carbone, sperando, nell’attesa di un miracolo tv, che Alfonso, udita la voce dell’inviato icona della trasmissione, decida di parlare. La scena è surreale, ma dato che Alfonso non ha risposto temiamo di doverla rivedere altre volte.

Ma le atrocità della settimana non terminano qui. L’immondizia, che il portiere Buffon in un momento di totale perdita di autocontrollo ha visto nel cuore dell’arbitro, noi l’abbiamo invece realmente trovata in qualche programma dei giorni scorsi. Menzione speciale a tale riguardo va fatta a Pomeriggio Cinque dove si è toccato anche stavolta il fondo. Il programma dovrebbe riportare la scritta che ironicamente compare invece durante la messa in onda di Emigratis, nuoce alla salute dei più giovani. Stavolta, tanto per trattare argomenti interessanti, si parla di ritocchi estetici in compagnia di Antonio Zequila, er mutanda, fresco di intervento di blefaroplastica e due ex del Grande Fratello, la sguaiatissima Guendalina Tavassi e un belloccio di nome Mario Ermito. In collegamento con lo studio c’è tale Fabiana Britto, procacissima brasiliana, una sorta di Ana Laura Ribas al quadrato, playmate di Playboy, dotata da madre natura di componenti fisiche che potrebbero andare ridistribuite con più equità tra almeno tre o quattro donne. Insieme a lei troviamo Paola Caruso, di professione ex bonas di “Avanti un altro” ed ex concorrente de “L’isola dei famosi”. Il discorso verte sull’abbondanza delle forme, a suo dire naturali e da nessuno smentite, della brasiliana che, fasciatissima in un abitino bianco seconda pelle, continua ad alzarsi per mettere in mostra le sue grazie. Qualcuno dallo studio dice che bellezza non fa rima con magrezza e che le forme morbide sono sempre gradite, allora la Caruso, forse sentendosi trascurata dalla conduttrice, dà aria ai polmoni, dice che l’altra è grassa, che pesa almeno venti chili più di lei, che ha rotoli sulla schiena e aggiunge “ se avevo tutta ‘sta ciccia mi suicidavo, già sto in crisi così, figuriamoci fossi come lei”. Ecco un esempio chiaro e lampante di essere umano che l’immondizia ce l’ha nel cervello.

Osservazioni non proprio delicatissime sull’aspetto fisico hanno riscaldato anche le studio de L’aria che tira. Nel talk show di Myrta Merlino si parla con vari ospiti, tra cui Daniela Santanchè e Luca Telese, della recente campagna elettorale e dell’influenza dei social e, a tal riguardo, anche se non ci è parso ben chiaro il fine, la Merlino mostra una foto in costume pubblicata dalla stessa Santanchè sul suo Facebook e che la ritrae in splendida forma. Telese insinua che il cappello sia l’unico elemento vero della foto e che il corpo sia frutto di un fotomontaggio. La diretta interessata ribatte che, avendola in fianco, lui dovrebbe constatare che invece è proprio fatta così e magari farle anche un compimento. Lui allora, senza pensarci un attimo, non si risparmia un affondo greve e commenta che lei non ha mai rivelato la quantità di plastica che ha nel suo corpo. La parlamentare si offende, gli dice che è un cafone invidioso, in quanto visibilmente appesantito e che pertanto dovrebbe mettersi a dieta. Diciamoci la verità, attaccarsi reciprocamente per il proprio aspetto fisico è davvero cosa da personcine piccole piccole che raschiano il fondo del barile.

Ma si riesce a grattare anche più in basso nel corso della puntata infrasettimanale de Le iene. L’inviata Roberta Rei cerca di ottenere una spiegazione plausibile da Luca Barbareschi, dopo le sue dichiarazioni rilasciate ai giornali in cui l’attore e produttore ha definito il movimento contro la violenza e le molestie sulle donne #metoo, “roba da mentecatti”, sostenendo che tutte le donne famose che si sono messe a capo della crociata non siano le vittime che vogliono fare credere di essere. Opinione personale e discutibile, toccherà ai giudici stabilire le verità, ma la iena intanto gli chiede spiegazioni e lo invita a scusarsi con tutte le donne che sta deridendo. Lui scappa, non vuole parlare, poi bofonchia qualcosa, lei è sempre più insistente ed arrabbiata, lui la prende in giro e alla fine, in tutta risposta, le fa delle sonore pernacchie. E pensare che poco prima, per convincerlo a rispondere al suo microfono lei si era rivolta a lui come “uomo di cultura”. La pernacchia involgarisce chi la fa, non chi la riceve, così diceva Alberto Sordi in un vecchio film. Ma Forse Barbareschi non lo sa.