Chi ha seguito la prima stagione di The Terror avrà imparato a convivere col senso di desolata disperazione che percorre tutta la serie della AMC; tuttavia, la puntata finale ha riservato al pubblico un momento di sollievo nello scoprire come, al contrario di tutta la sua ciurma, il capitano Francis Crozier (Jared Harris) fosse riuscito a sopravvivere al gelo, alla fame e agli attacchi letali del mostruoso Tuunbaq, grazie al soccorso offertogli da Silna (Nive Nielsen) all’indomani dello scontro finale con la “creatura fatta di muscoli e sortilegi”.

Nella scena conclusiva di Non ci siamo più, questo il titolo del finale di stagione, abbiamo visto Crozier – ormai stabilitosi tra gli Inuit e ribattezzato Aglooka – trainare una slitta, preceduto da una coppia di eschimesi accompagnati da un bambino. L’ultima inquadratura ce lo mostra nel ghiaccio, con il piccolo addormentato al suo fianco, in silente contemplazione. Sta pescando? È vivo? Molte sono le domande che la lunga inquadratura ha lasciato al pubblico.

Tra i molti dubbi, uno riguarda l’identità del bambino al suo fianco: alcuni spettatori, facendo riferimento ad alcuni eventi trattati nel romanzo originale di Dan Simmons, hanno visto nel bimbo un possibile figlio di Crozier e di una nativa, forse la stessa Silna; lo stesso Jared Harris, pur tenendosi sul vago, sembrava aver smentito questa ipotesi, facendo riferimento al fatto che – in alcune tribù degli Inuit – crescere i bambini è un compito condiviso da tutti gli adulti, non solo dai genitori.

Arrivano ora però Soo HughDavid Kajganic, showrunner della serie prodotta da Ridley Scott, a mettere un punto definitivo sulla questione e spiegare il senso della scena. Ecco quanto detto da Kajganic:

Alcune persone pensano che, nella scena finale, [Crozier] sia congelato; penso che stessero guardando la serie su un iPhone. Quando non riesci a vedere i dettagli, pensi che sia un po una scena alla Jack Nicholson alla fine di Shining. Non è congelato; è vivo e vegeto. È uno dei motivi per cui abbiamo messo questo bambino addormentato sulla sua gamba in questa inquadratura finale. Chiunque presti attenzione alla cronologia saprà che non può essere suo figlio; il bambino è troppo grande [la scena si svolge solo due anni dopo l’ingresso di Crozier nella tribù, ndr]. Ma questa comunità gli ha dato abbastanza fiducia da consentirgli di cacciare con loro e anche di condividere i doveri comuni, come prendersi cura dei bambini o delle cose, e volevamo che ci fosse un piccolo momento di speranza in quell’immagine finale.

Ha aggiunto Hugh:

Alcuni potrebbero non capire cosa sta facendo Crozier, che in realtà sta andando a caccia di foche. All’inizio mi dava fastidio il fatto che il pubblico potesse non sapere cosa stesse facendo Crozier. Ma mi piace che lasci spazio all’interpretazione personale, che ci sia questa ambiguità. Penso che gli spettatori si interrogheranno su domande universali legate alle emozioni umane più basilari. È felice? Ha qualche rimpianto? Penso che sia un’inquaratura così lunga che ti costrunge a riflettere, come si fa a non porsi domande su chi sia diventato quest’uomo?

La prima stagione di The Terror è disponibile in streaming su Amazon Prime Video. Cosa ne pensate? Come avevate interpretato l’inquadratura finale della serie?

Fonte: AMC