Selena ha rivelato la sua vera natura e il suo piano: risvegliare Reign, annientare la popolazione terrestre e trasformare il pianeta in un nuovo mondo kryptoniano. Nel mentre, Kara è rimasta intrappolata nella città di Argo, nello spazio profondo, assieme a sua madre Alura e a Mon-El: riuscirà a tornare sulla Terra prima che sia troppo tardi?

Intanto, J’onn si prepara a dire addio a suo padre M’yrnn.

La terza stagione di Supergirl si avvia verso la sua conclusione con un penultimo capitolo che risolleva le tristi sorte dello show. Finalmente, infatti, la storia svolta, e sebbene poggi su di un impianto narrativo scricchiolante, in qualche modo Make It Reign è un episodio piacevole, che diventa quasi una goduria se confrontato con quelli che lo hanno direttamente preceduto.

Nonostante soluzioni narrative pretestuose ed evidentemente raffazzonate – c’è più di un passaggio della trama che non ha senso logico – solo in questo momento riusciamo davvero a cogliere la reale portata della minaccia che la protagonista e i suoi alleati hanno dovuto affrontare nel corso di questa annata: adesso, lo scontro finale può dirsi davvero atteso, e con qualche sparuto spunto interessante.

Quello che ci chiediamo, oggi, sperando in un season finale apprezzabile, è: davvero dovevamo sorbirci tutti questi momenti di noia e momenti dozzinali per arrivare a una conclusione decente? Ciò che sembra oramai evidente è che Supergirl non abbia sufficienti risorse autoriali – e forse anche di budget – per durare in modo dignitoso per ben ventitré episodi. Perché dunque non seguire l’esempio di Legends of Tomorrow, programmando stagioni più brevi? Ovviamente, la risposta a questa domanda non dobbiamo né possiamo fornirvela voi.

Ciò che dispiace, e tanto, è vedere uno show con delle oggettive potenzialità, a partire dal retaggio di determinati personaggi fino ad arrivare alle capacità di un buon cast, a partire da Melissa Benoist, divenire, talvolta, qualcosa di tranquillamente paragonabile al peggior pattume televisivo.

Si deve pianificare meglio, si deve scrivere (molto) meglio, si deve avere maggior rispetto non solo dell’audience, ma anche degli stessi personaggi. Anche con un finale degno, la terza stagione di Supergirl non potrà che essere definita fallimentare.

E a poco serve l’inutile storyline secondaria che ha per tema principale la tanto annunciata scomparsa di M’yrnn. Già nei primi minuti di Make It Reign i personaggi piangono, commossi. Ma alla lacrime di disperazione versate da noi spettatori nel corso di mesi e mesi nessuno sembra pensare.

Questo si è rivelato un episodio ricco di rimandi ed easter eggs, a partire da una certa somiglianza tra la trama del finale di stagione e quella dell’orrendo film Supergirl – La ragazza d’acciaio (1984) diretto da Jeannot Szwarc: anche in quel caso trovavamo Kara intrappolata – nella Zona Fantasma e nella stessa Argo – mentre una strega malvagia di nome Selena combinava guai. Non mancano riferimenti anche alla pellicola L’Uomo d’Acciaio (2013) di Zack Snyder, in cui dei kryptoniani malvagi minacciavano di distruggere la Terra mediante un processo di terraformazione (anche se non si capisce perché in Supergirl ci sia bisogno di terraformare il pianeta).

Una nuova versione dello stesso personaggio di Selena è stata introdotta nel numero #10 della più recente serie dedicata a Supergirl: anche in questo caso, si tratta di una potentissima sacerdotessa malvagia.

Infine, il processo di “fusione” con lo stesso pianeta Terra che al quale M’yrnn si propone di andare incontro è anche il fato finale del personaggio di Martian Manhunter nella futuristica realtà narrativa dei titoli classificati come DC One Million.