Gli ultimi momenti del finale della terza stagione di Supergirl sono quelli che hanno maggiormente catturato l’attenzione del pubblico quando, in una Siberia lontana e nevosa, appare un doppelganger di Kara Zor-El, apparentemente creata dall’uso improprio di quella stessa pietra che è servita alla supereroina per sconfiggere Reign e salvare contemporaneamente la vita a  J’onn, Mon-El e Alura.

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L’indizio è stato sufficiente per gli appassionati dei fumetti per scorgere una similitudine tra le ultime immagini dell’episodio e la trama di Superman: Red Son, una miniserie in 3 numeri ideata da Mark Millar, illustrata da Dave Johnson e Kilian Plunkett e pubblicata dalla DC Comics nel 2003, una somiglianza confermata subito dopo la messa in onda del finale di stagione dai produttori esecutivi dello show, Robert Rovner e Jessica Queller i quali, intervistati da TVLine, hanno confermato come la quarta stagione sarà in parte ispirata proprio a quella trama.

Le premesse di Superman Red Son (cliccare per leggere il fumetto) sono molto semplici poiché la storia rilegge, in pratica, in chiave alternativa le origini di Superman mantenendo una certa coerenza con l’originale e più famoso famoso cugino di Kara il quale, invece di approdare negli Stati Uniti fuggendo dalla distruzione del suo pianeta natale, arriva nell’ex Unione Sovietica e, negli anni Cinquanta, con l’America in pieno maccartismo, diventa di fatto il loro paladino, sconvolgendo le sorti della guerra fredda e avendo come unico e strenuo oppositore Lex Luthor, geniale scienziato al soldo del governo degli Stati Uniti. Insomma, l’interrogativo che si era posto l’autore di questa miniserie è cosa sarebbe successo se Superman non fosse nato e cresciuto in una famiglia americana di sani principi, ma piuttosto in Russia? Una domanda alla quale risponderà nell’arco dei tre numeri della miniserie, aggiungendo alla storia diverse versioni alternative di altri famosi personaggi dell’Universo DC, creando un racconto a volte originale a volte piuttosto banale, ma oggettivamente divertente dell’eroe di Krypton.

Come intuibile la trama di Red Son è in sostanza una delle tante realtà distopiche a cui sia i fumetti che le serie televisive ci hanno ormai abituati ed è soprattutto molto simile a quella di Crisis on Earth-X, il grandioso crossover dell’Arrowverse della stagione appena conclusasi in cui, nello specifico, proprio Kara Danvers si è ritrovata ad affrontare una sua versione cattiva nella Overgirl di Terra-10. Considerata l’ottima performance di Melissa Benoist in quel contesto, non ci stupirebbe scoprire che gli autori si siano lasciati quindi ispirare dalla performance dell’attrice per adattare in versione Supergirl il racconto di Millar.
Come è ormai abitudine delle serie dell’Arrowverse il prossimo anno non vedremo ovviamente una storia che rispecchierà pedissequamente quella dei fumetti, ma appunto un adattamento televisivo che prenderà Red Son alcuni elementi adattandoli alle esigenze dello show.

Al momento, tra l’altro, non si ha nemmeno alcuna conferma se il doppelganger di Kara apparso in Battles Lost and Won sarà una versione cattiva della protagonista, anche se le premesse sembrano ovviamente indicarlo, per non parlare del fatto che questa idea permetterà agli autori della serie di sfruttare a piene mani l’opportunità per la Benoist di cimentarsi in un doppio ruolo, qualcosa che peraltro abbiamo visto già accadere nella passata stagione di The Flash con Grant Gustin impegnato nel vestire i panni sia di Barry Allen che Savitar.
Per quanto concerne Supergirl, quel che è certo è che lo show ha molto da farsi perdonare e molto da recuperare in termini di fiducia da parte dei fan, la terza stagione – incentrata per lo più sulla difficoltà della protagonista di conciliare il suo doppio ruolo di civile ed eroe – ha lasciato infatti sia appassionati che critica piuttosto scontenti, spingendo gli autori ad apportare molti cambiamenti nello show e a puntare a quel poco che della stagione ha davvero funzionato.
Dopo aver fatto una scelta definitiva ed essere rimasta sulla Terra rinunciando alla possibilità di ricostruirsi una vita con la madre e con i pochi superstiti della civiltà kryptoniana, Kara sembra infatti finalmente aver trovato la sua strada, ragione per cui un eventuale scontro con una versione malvagia di se stessa potrebbe essere un naturale sviluppo di questo tema ed un modo per rafforzare l’identità un personaggio che in quest’ultimo anno ha perso molta della sua carica positiva.

La quarta stagione di Supergirl andrà in onda negli Stati Uniti a partire dal 14 ottobre 2018 in un nuovo time slot – la domenica invece che il lunedì – con un vero e proprio scossone al suo cast originale imposto dagli eventi del finale di stagione, con Jeremy Jordan (Winn Schott) che passerà da ruolo di regular a quello di ricorrente, venendo sostituito presso il DEO da Jesse Rath, alias Brainiac-5, promosso recentemente a regular, Chris Wood (Mon-El) che ha dato il suo addio ufficiale allo show e David Harewood (J’onn), il cui ruolo il prossimo anno resta per ora velato dal mistero, che ha lasciato il posto del Direttore del DEO ad Alex (Chyler Leigh), pronta a dare originariamente le dimissioni per costruirsi la famiglia che tanto desidera ed alla quale ha dovuto rinunciare dopo la rottura con Maggie.