Forse qualcuno ricorderà la pubblicità di Marlboro man, quando ancora era possibile parlare apertamente di sigarette in televisione: una rappresentazione un po’ mitica ed un po’ romantica di un moderno cowboy nella sua versione “dell’uomo che non deve chiedere mai“. Ecco, se lo ricordate e se in un certo senso il genere vi affascinava, Yellowstone sicuramente vi incuriosirà.

Lo show, con Kevin Costner nel ruolo di John Dutton, ricchissimo proprietario del Yellowstone Dutton Ranch in Montana, una terra “delle dimensioni del Rhode Island” è ovviamente il protagonista al centro dello show, un uomo di poche parole, ma d’azione, il genere di persona che non mostra le proprie emozioni e che amministra la sua immensa proprietà terriera e la propria famiglia con un misto tra un pugno di ferro e una peculiare forma di amore che riversa sui quattro figli: Lee (Dave Annable), il maggiore, nonché il suo braccio destro e l’unico rimasto ad aiutare il padre al ranch, Jamie (Wes Bentley), un avvocato con velleità politiche, Beth (Kelly Reilly) una donna d’affari senza scrupoli ed infine la pecora nera Kayce (Luke Grimes), un ex Navy SEAL che ha sposato una nativa americana, Monica (Kelsey Asbille) dalla quale ha avuto un figlio di nome Tate (Brecken Merrill) che ha preso le distanze dalla propria famiglia ed ha scelto di vivere ai margini dei confini dei territori del padre, in una riserva indiana con altri nativi americani che lo guardano con un certo disprezzo, non accettandolo come parte del loro enclave.

Tutti e 10 gli episodi di Yellowstone sono scritti e diretti da Taylor Sheridan, l’uomo dietro alle pellicole di Sicario e Hell or High Water, la cui presenza è piuttosto evidente nelle atmosfere della serie, caratterizzata da paesaggi mozzafiato, lunghi silenzi ed improvvisi ed inaspettati scoppi di violenza. Ciò nonostante – o almeno nella lunga première della durata di un’ora – non è chiaro quale sia la direzione che Sheridan voglia imprimere allo show, se quella di un dramma familiare, una sorta di versione televisiva de Il Gigante, una disputa tra proprietari terrieri e nativi americani o quella tra un uomo che rifiuta il progresso e gli inevitabili cambiamenti che arrivano suo malgrado, rappresentati in questo caso dall’imprenditore edile Dan Jenkins (Danny Huston) che vorrebbe la terra dei Dutton per trasformarla in un paradiso terrestre per ricchi cittadini annoiati in cerca di avventura.

John Dutton che, nella sua essenza, appare un uomo tranquillo, nasconde evidentemente una natura focosa, lo si intuisce dal difficile rapporto con i figli, soprattutto con Kayce, e dal fatto che anela a poter costruire una relazione con il nipote che quasi non conosce, ma anche dal pugno di ferro con cui dirige il suo ranch e dalla natura stessa dei suoi più stretti collaboratori che sembrano nascondere una violenza latente, paragonabile quasi a quella di una gang quando si scopre per esempio la discutibile abitudine di marchiare le persone che lavorano nella fattoria come fossero capi di bestiame, con il logo del Yellowstone Dutton Ranch, una sorte toccata peraltro anche al figlio minore di John e forse – la cosa non viene chiarita nel primo episodio – proprio per mano di suo padre.

Dove lo show lascia a desiderare, oltre nella sua incapacità di prendere una posizione, è anche il modo forse un po’ troppo stereotipato ed affrettato di rappresentare i nativi americani, come una comunità chiusa che rifiuta l’idea di proprietà personale e che per questo dichiara guerra ai Dutton distruggendo le recinzioni che dividono i loro confini da quelli della riserva e appropriandosi senza alcuna apparente ragione dei loro capi di bestiame, fino a scatenare uno scontro a fuoco che porterà ad una perdita importante per ciascuna delle due fazioni.

In un ritmo generalmente piuttosto lento, ma non necessariamente pesante o spiacevole e nella quale i cultori dei vecchi film western si ritroveranno, la scena d’azione principale, che arriva a più di metà dall’inizio dell’episodio, irrompe quasi come uno schiaffo inaspettato e avrà appunto ripercussioni davvero pesanti per tutti i protagonisti. Ciò nonostante, come anticipavamo, il cammino dello show da qui in avanti resta velato dal mistero, rispecchiando in un certo senso il carattere enigmatico e sfuggente del suo protagonista che, per ovvie ragioni, è comunque indiscutibilmente il fulcro di Yellowstone grazie ad un ruolo che sembra essere stato ritagliato come un abito sartoriale proprio su Kevin Costner.

Yellowstone, miniserie composta da 10 episodi, va in onda negli Stati Uniti ogni mercoledì su Paramount Network.