La grande sfida che Castle Rock lancia a se stesso, e agli spettatori, consiste nella capacità di raccontare una storia che riesca a reggersi sulle proprie gambe, al di là degli attesi riferimenti all’universo di Stephen King. Ci riuscirà? Con questa domanda in bella vista e ben pochi altri punti di riferimento, il blocco di tre episodi rilasciato da Hulu per il debutto della sua nuova serie si rivela finora inconcludente. Dopo aver visto in anteprima la première della serie al Comic-Con di San Diego (ve ne abbiamo parlato qui), proseguiamo il viaggio in questo universo carico di fascinazioni dalle opere di Stephen King.

Intuiamo quindi l’esistenza di una finestra temporale che va dal 1991 al 2018 (27 anni, stesso arco temporale che separa le apparizioni di It), alla quale torneremo ancora e ancora. Se non altro per giustificare il casting di Terry O’Quinn e le parentesi adolescenziali dei personaggi di Henry e Molly. La vicenda si dipana attraverso lunghi agganci emotivi e narrativi con il passato della cittadina e dei suoi abitanti. E dove questi non esplodono improvvisamente tramite riferimenti all’opera di Stephen King (qui verrà citata, tra le altre, la vicenda di Cujo), è la caratterizzazione di Henry e degli altri a trarne giovamento.

L’approccio di Sam Shaw alla storia è decisamente lento. In realtà, più pesantemente ancora rispetto alla première, il ritmo compassato che dovrebbe dare respiro all’ambientazione quasi mitologica di Castle Rock è fin troppo dilatato. La serie di Hulu è un grande calderone di eventi e situazioni tra l’inquietante e il sovrannaturale, con un grave passato alle spalle e molti personaggi confusi sul loro presente. Henry si riavvicina alla madre Ruth (Sissy Spacek), ma sarà il confronto con Alan Pangborn (Scott Glenn) a regalare i momenti migliori. Lo stesso Alan, personaggio che lascia intuire un bagaglio di esperienze molto intense nel proprio passato, non può fare a meno di intervenire rispetto agli eventi di Shawshank, come se fosse, dopo la morte di Lacy, l’ultimo guardiano rimasto nella città.

Qui arriva l’aggancio forte con quello che appare il cuore della storia. L’apparizione a sorpresa del ragazzo misterioso nell’ala dimenticata della prigione è l’evento che ha messo in moto una storia dai contorni ancora molto sfumati. Confermata la contaminazione sovrannaturale e il pericolo che il personaggio potrebbe rappresentare, veniamo trascinati insieme a Henry – che vuole diventare il suo avvocato – in una vicenda che, allo stato attuale, potrebbe muoversi in qualunque direzione. Corre intanto parallela alla storia principale quella di Molly che, nonostante la sua condizione personale, decide di agire per l’interesse della comunità, chiedendo l’aiuto della sorella, interpretata da Alison Tolman.

Forte di un casting davvero azzeccato e di un certo rispetto nei confronti delle opere di riferimento, Castle Rock continua a prendersi il proprio tempo, in attesa di svelare tutte le sue carte.

Gli easter-egg del primo episodio:

  • La prigione di Shawshank è chiaramente un riferimento alla storia Rita Hayworth and the Shawshank Redemption, contenuta in Stagioni Diverse e trasposta nel film Le ali della libertà.
  • Si fa riferimento nell’ufficio del direttore ad un foro nella parete causato da un proiettile. Questo è stato provocato dal suicidio del direttore, narrato nella stessa storia.
  • Quando Lacy guida attraverso Castle Rock prima di suicidarsi, ascolta la stessa sezione delle Nozze di Figaro fatta ascoltare da Tim Robbins in una celebre scena di Le ali della libertà.
  • Alan Pangborn è un personaggio ricorrente in La metà oscura e Cose preziose.
  • Richard Chambers, vittima nominata nell’arringa del processo da Henry, è un personaggio di Stand by Me.

Gli easter-egg del secondo episodio:

  • Quando Henry consulta i ritagli di giornale, vediamo vari riferimenti a Cujo, Cose preziose e Stand by Me.
  • Il nome di Jackie Torrance è un riferimento al Jack Torrance di Shining.
  • Il Mellow Tiger Bar è un luogo presente anche in Cose preziose.
  • Il compagno di cella del misterioso personaggio di Bill Skarsgard sta leggendo Il signore delle mosche. Stephen King ha preso il nome Castle Rock proprio dal romanzo di William Golding, di cui è grande ammiratore.