Le cold open di Preacher sembrano provenire da uno spazio che è altro rispetto al resto della serie. Sono piccole parentesi esplosive e ispirate in cui collidono tutte le sperimentazioni – e a volte le blasfemie – più interessanti della serie, forse perché svincolate da una narrazione non sempre a fuoco. Nel caso di Gonna Hurt, terzo episodio stagionale, a prendersi la luce sotto i riflettori è Tulip. Ma potrebbe essere un problema, nel momento in cui la luce accecante è quella di Dio, che si manifesta più o meno palesemente alla nostra protagonista. Se nel fumetto originale Dio è ancorato ad una rappresentazione oggettiva e chiara, qui assume le fattezze sia di un uomo in un costume fetish da cane, sia dell’attore che lo impersonò tempo fa.

Se Dio, inteso nella serie della AMC come simulacro di un ordine a cui obbedire, appare, lo fa allora nelle fattezze di una versione finta, idealizzata di sé. E Tulip, una a cui le regole vanno strette, non ci sta a sopportare il paternalismo (anche se forse andrebbe scritto con la lettera maiuscola) dell’Essere che è di fronte a lei. Il risultato è grottesco, ma è perfettamente in linea con quello che Preacher vuole, e probabilmente deve essere. Per il resto, la puntata si sofferma per il terzo episodio consecutivo ad Angelville, raccontandoci la difficile permanenza e prigionia della mente di Jesse e degli altri. Il resto del mondo, lo scorso episodio nelle fattezze di Starr, si presenta nella proprietà di Madame l’Angelle, e anche in questo caso non ci muoveremo da qui.

Rinunciando a replicare la brutalità della graphic novel, Preacher si accontenta di suggerire un senso di paura latente in Jesse. Esiste un campanello d’allarme che impedisce la fuga e la ribellione, e che infine fa cadere i tre protagonisti in una rete di pericoli. C’è una scena, che non sembra casuale, in cui viene sottolineato il legame tra Jesse e Cassidy. Per lungo tempo la serie ha giocato sulla loro divisione dovuta ai sentimenti provati per Tulip, ma è tempo di ricordare il legame tra i due personaggi, migliori amici. Ci pensano le circostanze a mettere in pericolo i due, con la scoperta del vampirismo di Cassidy.

Jesse, esibendosi in un’interpretazione che intuiamo essere solo l’ultima di molte, tenta il tutto per tutto, spingendo l’amico in un’arena sotterranea contro un altro prigioniero. Uno scontro all’ultimo sangue nel quale Cassidy non dovrebbe avere problemi, quando invece sembra che la minaccia sarà altrove. Madame l’Angelle appare pochissimo nell’episodio, ma il suo unico colloquio con Cassidy contiene in sé un barlume di umanità – giusto un piccolo retroscena suggerito – che arricchisce il personaggio e promette sviluppi, mentre ci pensa un flashback dal retrogusto di horror d’annata a ricordarci quanto sia malvagia.

In ogni caso, e vale la pena ricordarlo, in ogni momento di incertezza, anche da parte dei due protagonisti maschili, Preacher può sempre contare sull’apporto fondamentale di Ruth Negga, volto e personaggio più interessante della serie.