C’è una bella idea visiva e narrativa nel quinto episodio di Castle Rock, intitolato Harvest. Un incendio sta consumando i boschi circostanti. La città è stretta nella morsa se non di un caldo soffocante, quantomeno di un abbraccio rosso che riempie il cielo e filtra ogni immagine all’aperto con un retrogusto asfissiante. È una buona idea perché contribuisce ad acuire quella sensazione di microcosmo separato dal mondo – la barriera di fuoco è poi un’immagine molto forte – e in cui può accadere di tutto. Qualcuno nel corso della puntata dichiarerà di rimpiangere gli anni ’80, quando tutto era possibile e Castle Rock era una città molto più movimentata. Eppure, dopo quello che è successo nel finale della scorsa puntata e in questa, possiamo dire che qualcosa si sta ridestando.

Ci sono cani che abbaiano senza motivo, episodi di violenza domestica che scoppiano in case apparentemente serene, statuine di cera che fanno capolino negli ambienti, forse anticipando tragedie. E c’è sempre quella patina sottile che separa il presente dal passato, e che quindi allontana i protagonisti dalla comprensione di quel che sta accadendo. Alan Pangborn traccia un bilancio della propria vita mentre riceve un riconoscimento, e dichiara di sperare di aver lasciato Castle Rock un po’ meglio di come l’aveva trovata. Onore a lui e a ciò che ha fatto, ma l’episodio, e in particolare la scena finale, ci dicono che il personaggio dovrà affrontare un’ultima sfida prima di riposarsi.

A questo proposito, per la prima volta vediamo il ragazzo senza nome fuori dalla prigione. La strage nel carcere di Shawshank della scorsa settimana ha portato il luogo sulle prime pagine dei giornali, ma, essendosi già conclusa la vicenda nel più violento dei modi, al tempo stesso quel momento di rottura fortissimo appare già archiviato come uno dei tanti incidenti che costellano la storia di Castle Rock. Ci concentriamo allora sul ragazzo, accolto da Henry, talvolta spaesato, talvolta fin troppo consapevole, come se il suo involucro umano fosse posseduto dalla parte più oscura. Un personaggio che compie atti malvagi, ma di cui ancora non conosciamo i motivi. Per Alan si tratta del diavolo, come testimonierebbe il fatto che non sia invecchiato negli ultimi 27 anni. Ma forse c’è dell’altro.

La stessa Molly trova un nuovo senso nel suo rapporto con Henry, tramite i propri poteri. È lei ad avvertirlo che c’è qualcosa di strano nel ragazzo senza nome, quasi un tramite per avvertire tutta la sofferenza del luogo. Castle Rock continua a soffrire in certi momenti nel ritmo, ma in questo caso ci appare come una lentezza calcolata. Siamo al giro di boa della stagione, e siamo curiosi di scoprire cos’altro accadrà.

Gli easter-egg del quinto episodio:

  • Il cane che abbaia ferocemente, anche se di razza diversa, potrebbe essere un riferimento a Cujo.
  • Jackie cita gli eventi di Cujo e La Zona Morta.
  • La parentela di Jackie Torrence con il personaggio di Shining trova conferma. Era suo zio, di cui lei, che in realtà si chiama Diane, ha preso il nome.
  • Quando il ragazzo senza nome sale sulla cima di un palazzo e sente delle voci, una di queste ripete la frase “Wanna see a dead body?”, che è un riferimento a Stand By Me.