Può una serie che fatica a trovare una ragion d’essere, che arranca da molto tempo tra il mediamente godibile e l’improbabile, tirar fuori, a sorpresa, uno dei migliori episodi della sua storia? Evidentemente è possibile, come dimostra l’ottavo episodio della quarta stagione di The Affair. E, tanto per essere chiari fin da subito, non è il colpo di scena tragico che arriva a coronamento della puntata a decretarne la grandezza. In realtà la morte di Alison, il cui fantasma già aleggia su tutto ciò che vedremo fin a quel momento, è una proiezione lanciata nel futuro, che verrà esplorata meglio nelle sue cause già dalla prossima settimana. Non è un elemento da poco, e ovviamente questo episodio di The Affair non sarebbe nemmeno lontanamente così memorabile se non ci fosse quella svolta, ma c’è dell’altro.

Ed è bene parlarne, anche perché la serie non farà altro fino a pochi minuti dalla conclusione. A due puntate dalla fine della quarta stagione, con un rinnovo già ricevuto per una quinta stagione, che sarà anche l’ultima per la serie di Showtime, The Affair ci racconta un viaggio. Ritroviamo Cole, al termine del suo percorso di riscoperta di se stesso, finalmente pronto ad abbracciare il suo desiderio più intimo, quello che non riusciva a confessare né a Louisa, né – forse ancora più difficile – a se stesso. Poco curato, privo di equilibrio, ma determinato a riconquistare Alison, va alla sua ricerca. E qui qualcosa cambia.

The Affair muta pelle fin da subito, ribaltando quella che avrebbe potuto essere l’ennesima occasione di riconciliazione, distacco, forse dolore (non lo sapremo mai), e trasformandosi in qualcos’altro. Alison è scomparsa, nessuno sa dove si trovi. Ha lasciato tutto ed è sparita. Cole fa un giro di telefonate, e la giostra di ferma sul nome di Noah, che lo accompagnerà in questo viaggio, insieme al terzo incomodo Anton. I tre passeranno una notte movimentata in un motel, con dei momenti di improvvisazione anche molto divertenti, quindi andranno dal padre di Alison, e qui scopriranno la terribile verità.

La particolarità di questo episodio di The Affair è che rifugge da qualunque considerazione pregressa e anticipazione possibile. Lo fa con un equilibrio di scrittura e con una capacità di giocare sulle sfumature dei personaggi che ci riporta ai migliori momenti della serie. Nulla va come ci aspetteremmo. Il viaggio è la dimensione tipica della scoperta, e tra l’altro l’abbiamo visto più volte in questa stagione, non ultima con Cole stesso. Qui nulla è scoperto e nulla è davvero utile. Cole e Noah non hanno un momento chiarificatore, un discorso intenso su quel che è stato e sulla loro condizione attuale, la loro ricerca in realtà si riduce ad un triste vagare in cerca di risposte che giungono a prescindere dal loro intervento.

Forse è questa la grande sconfitta umana, che in qualche modo emergerà anche nel dialogo finale con Ben. Non c’è una risposta, o una grande causa finale. La vita è già accaduta, ed è troppo tardi per rimediare. Per dirla in un altro modo, The Affair la sua storia ce l’ha già raccontata.