Quale fosse il limite di Who Is America? è stato chiaro fin dall’inizio: è la riuscita dello scherzo. E perché riesca occorre sia scegliere bene la vittima, sia metterlo in scena al meglio, arte di cui Sacha Baron Cohen è diventato maestro. Trovare gli individui più interessanti tra i gonzi che potrebbero cascare nelle sue messe in scena e idearle su misura per loro, idearle in modo che gli propongano la medesima attraente rete in cui cadere che offrono le più efficaci fake news: qualcosa che non hanno mai visto o sentito ma che è così in linea con quello che già pensano da essere per loro perfettamente credibile, quasi auspicabile.

La forza del programma (ma come sempre per Sacha Baron Cohen) è però che anche quando il gioco non riesce perfettamente, comunque c’è un piano B perché risulti d’intrattenimento.

La quarta puntata dimostra un po’ questo, quanto anche nei peggiori casi gli sketch funzionino, visto che propone situazioni non tutte andate perfettamente come dovevano, in cui tuttavia la struttura salva la riuscita.

Il primo è quello che vede Dr. Nira Cain-N’Degeocello alle prese con il direttore dell’assemblea repubblicana dello Utah David Pyrne, il quale esprime subito visioni molto conservatrici in materia di sesso ed educazione sessuale, esprimendo il desiderio di un’educazione sessuale che inviti all’astensione prima del matrimonio. A lui il personaggio di Sacha Baron Cohen propone prima di farsi chiamare pedofilo nel senso originario del termine (“persona che ama i bambini”) e poi di diventare co-autore di un libro da lui redatto, con tanto di illustrazioni, che spiega come il porno non vada bene tramite disegni di coniglietti che guardano penetrazioni e si masturbano davanti al computer.

Pyrne ha una compostezza esemplare, non presta il fianco al ridicolo, respinge ogni dettaglio o affermazione che possa invischiarlo in idee e iniziative con cui non concorda ed è sempre fermo e calmo. È la risposta che annulla lo scherzo, quella ragionevole e pacata, mai stranita anche di fronte alle svolte più assurde dell’interazione. Addirittura non si mette nemmeno a ridere nei passaggi apertamente più ridicoli come quello in cui il Dr. Nira Cain-N’Degeocello racconta di aver beccato suo figlio a masturbarsi davanti ad un sito porno e per questo l’ha obbligato a farlo davanti a lui su tutte le immagini di quel sito, che tuttavia non sapeva essere 5.800.

Similmente è andata la prima “candid camera” ufficiale vista in Who Is America?, cioè il primo sketch in cui la videocamera è nascosta. Il personaggio di Gio, miliardario eccentrico italiano con la fissa del lusso e della moda, incontra un venditore di yacht per comprarne uno. Il trucco lì sta nel fatto che ben presto Gio rivelerà che lui lo compra a metà con Assad e che quindi gli serve di poter mettere delle armi sulla barca per evitare che i migranti salgano e assurdità simili (un trucco simile l’aveva tentato in Borat, il film, andando a comprare una macchina e chiedendo al venditore se era buona per mettere sotto gli ebrei, ottenendo risposte dalla partecipazione molto maggiore). Il mediatore però è solo un mediatore e può unicamente dirgli “Se lo desideri e se esiste si può fare”, avendo intuito che i capitali ci sono.

Lì il trucco del programma per dare comunque un senso allo sketch nel momento in cui la vittima non si scompone né da idea di poter diventare parte della gag, è creare una situazione che sarà esilarante a prescindere in cui sia che reagisca, sia che non reagisca, il soggetto coinvolto farà ridere perché al centro di qualcosa di assurdo. Così mentre conversa con il mediatore, parlando di sgravi fiscali, metodi di pagamento e tipi di barche, Gio convoca una ragazza e simulando di aver freddo si fa coprire con una copertina mentre lei palesemente lo masturba, anche con una certa difficoltà.

A metà strada si colloca invece lo sketch in cui, nei panni di uno youtuber finlandese, Sacha Baron Cohen coinvolge nell’unboxing di un pupazzetto a forma di ciambella al cioccolato un duro sceriffo degli Stati Uniti, fervente sostenitore della lobby delle armi, che proprio dialogando con la piccola ciambellina, come gli dice di fare lo youtuber, spiega a tutti perché è importante che tutti possano possedere delle armi.

In tutta la puntata dunque solo il buon vecchio colonnello Morad e le sue lezioni su come difendersi dai terroristi dentro gli uffici a colpi di immagini di omosessuali e fette di maiale (stavolta proposte a un manager che ha aiutato la campagna di Trump) possono dirsi uno sketch riuscito, uno cioè in cui la vittima si è prestata ad ogni genere di idiozia, dal travestirsi da musulmano, fino a non accorgersi che sfruttando il cattivo inglese del personaggio Sacha Baron Cohen gli fa dire di voler passare l’HIV a tutti i suoi amici.

Solo qui, in tutta la puntata, Who Is America? ha fatto quel che si propone, cioè mostrare cosa la presenza di una videocamera sia in grado di fare e cosa si sia disposti ad accettare per propugnare pubblicamente le idee da cui si è invasati.