Il secondo episodio di Mayans M.C. conferma la buona impressione che avevamo già avuto dal pilot. Più di ogni altra cosa, dimostra l’apprezzabile tentativo di non tergiversare di una serie consapevole che, con i tempi di una serialità più serrata e sempre più affollata, non c’è tempo da perdere e bisogna coinvolgere fin da subito lo spettatore. Ovviamente l’approccio varia secondo le esigenze, ma Mayans non è quel tipo di serie che ha necessità di una lunga rincorsa, ma deve al contrario premere fin da subito sull’acceleratore. Escorpion/Dzec (caratteristica della serie saranno questi titoli doppi per le puntate) inizia con una cold open molto forte e impernia il resto dell’episodio su quella svolta.

Il figlio di Emily viene rapito dal gruppo degli Olvidados. Il cartello di Galindo non può dimostrarsi debole, nonostante il fatto che la donna chieda al marito di evitare dure reazioni per timore di mettere in pericolo il figlio. L’appello cadrà un po’ inascoltato, ma nel frattempo sono i Mayans a doversi attivare per risolvere la situazione. Mentre Galindo dimostra tutta la propria spietatezza, ci viene mostrato il primo riavvicinamento di Emily nei confronti di EZ.

Tra le maglie di una narrazione che si mostra più serrata di quanto i 55 minuti della puntata lascerebbero immaginare, Mayans MC azzecca l’idea migliore. Non racconta i personaggi tramite monologhi o dichiarazioni d’intenti, ma lo fa tramite l’azione. Galindo deve essere il mostro da odiare: molto bene, lo si mostrerà pronto a sfregiare un bambino, ancorato al timore di perdere il potere prima ancora che alla tutela del figlio. Quanto ai Mayans, prosegue l’opera di umanizzazione di questo gruppo. Con umiltà e pazienza, e anche con la giusta dose di ironia, che nella serie principale non mancava, proprio perché è uno degli attributi centrali del senso di fratellanza che si vuole costruire tra questi personaggi.

Ecco allora che, nel momento in cui EZ si farà avanti, anche con una risposta molto sfacciata nei confronti di Galindo, sono gli altri ad intervenire per evitare reazioni dure da parte dell’uomo (EZ rimane una recluta). Ci sono scazzottate che creano complicità e hanno l’effetto di alleggerire la tensione, e ci sono minacce plateali contro persone, che poi si risolvono in una grande presa in giro. Funziona l’umiltà con cui la serie chiede fiducia nei confronti di questi personaggi. EZ e Emily rimangono un po’ intoccati da questo trattamento (soprattutto con la seconda non è facile empatizzare), ma diamo tempo al tempo.