Sono trascorsi esattamente venticinque anni dalla trasmissione del pilot di X-Files sulla Fox. La serie di Chris Carter debuttava così, con la sua coppia indimenticabile di protagonisti e i primi misteri lanciati allo spettatore. Era un’altra televisione, un altro piccolo schermo, completamente diverso da quello di oggi. Eppure, tra i pochissimi prodotti capaci di superare la prova del tempo e di resistere ancora oggi – Twin Peaks su tutti, che è tornato con un revival – figura proprio X-Files. La serie, partita nel 1993, sarebbe andata in onda ininterrottamente fino al 2002. Nel 2016 sarebbe avvenuto l’atteso ritorno, con due stagioni evento che hanno segnato, forse, la fine di tutto.

Nel mezzo, 202 puntate “classiche”, due film e 16 episodi speciali andati in onda tra il 2016 e il 2018. La premessa è tra le più conosciute ai fan delle serie tv. Due agenti dell’FBI, Fox Mulder e Dana Scully (David Duchovny e Gillian Anderson) si trovano a indagare su una serie di fatti sconcertanti, che vanno dalle presunte apparizioni di creature aliene a fenomeni inspiegabili. Il senso profondo del personaggio di Mulder, ossessionato da ciò che viene tenuto nascosto, è ben chiarito dalla tagline dell’intera serie: “La verità è là fuori”. E la stessa Scully, più pragmatica, vedrà le sue certezze scosse.

Tra episodi che introducevano una certa mitologia ricorrente – primi anni ’90, non era un elemento così scontato – e i classici monster-of-the-week, X-Files è diventato un oggetto di culto, serie manifesto degli anni ’90, prima dell’esplosione della grande serialità dal 2000 in poi.