Homecoming, la nuova serie di Amazon Prime Video con protagonista Julia Roberts alla sua prima esperienza televisiva, che debutterà in Italia il 2 novembre p.v. è un esperimento magnificamente riuscito sotto molti punti di vista. Ispirato all’omonimo podcast in 12 puntate creato da Eli Horowitz e Micah Bloomberg e portato sullo schermo da Sam Esmail (Mr. Robot) è uno show ricco di mistero che vi accompagnerà in un viaggio affascinante e ricco di tensione per tutto il corso dei suoi brevi 10 episodi.

La serie è un sperimentazione sotto molti punti di vista: dalla durata insolita – per un dramma – di ogni episodio, che non supera quasi mai la mezz’ora, all’impatto visivo dato dalla regia che divide le inquadrature tra orizzontali e verticali (pronte per essere fruite comodamente su un cellulare), a seconda che la storia si svolga nel passato o nel presente, fino ad un largo uso di panoramiche, grazie alle quali si seguono i protagonisti mentre si spostano all’interno del misterioso e labirintico Homecoming Transitional Support Center.
Tutto in questa serie è a servizio della storia che racconta e del mistero che la pervade e che coinvolge in prima persona il personaggio della RobertsHeidi, una consulente/terapista assunta presso il Centro, con sede in Florida, voluto dalla multinazionale Geist con lo scopo di aiutare i soldati reduci dalla guerra a riadattarsi alla vita civile grazie alle sedute obbligatorie con Heidi e ad una serie di “giochi di ruolo“, come finti colloqui di lavoro o serate con gli amici, che permettano loro di rilassarsi e combattere il latente o conclamato (a seconda dei casi) disturbo da stress post-traumatico che potrebbe impedire loro di tornare a fare una vita civile normale.

Ma tutto ciò fa solo parte del passato che ci viene mostrato nello show e che è ambientato nei giostri nostri, mentre il presente, che si svolge invece nel 2022, descrive una realtà ben diversa in cui una Heidi molto più stanca e molto meno donna in carriera in continuo contatto con il suo invadente capo Colin (Bobby Cannavale), lavora come cameriera in un diner, vive con la madre e non è per nulla entusiasta all’idea di condividere la sua passata esperienza con Thomas Carrasco (Shea Whigham), un agente del Dipartimento della Difesa, che irromperà inaspettatamente nella sua vita a fare domande sul progetto Homecoming alle quali la donna non vuole, o non può, rispondere.

Che la serie sia ispirata ad un podcast, oltre che dall’insolita durata degli episodi, si nota da alcuni particolari scelte per uno show televisivo, come le frequenti telefonate a cui assistiamo tra Heidi e Colin, un espediente apparentemente noioso, in cui lei lo aggiorna sui progressi del proprio lavoro o lo mette a parte delle novità del progetto sperimentale a cui dimostra di credere molto, grazie anche all’affezione che svilupperà, in particolare, nei confronti di uno dei suoi pazienti di nome Walter Cruz, interpretato da Stephan James. E proprio come in un podcast, la serie trova anche nella musica un’alleata fondamentale, che sottolinea momenti di particolare importanza o colpi di scena e cambia radicalmente di genere a seconda che la scena sia ambientata nel presente o nel passato.

Sotto ad un’apparenza tranquilla – lo scopo del centro Homecoming, dopotutto, è restituire la serenità ai propri ospiti – la serie nasconde un’insidiosa e raccapricciante tensione di hitchcockiana memoria che mostra senza rivelare e insinua senza mai apertamente minacciare, fino al climax finale ed alla risoluzione del mistero che accompagna lo spettatore in un avvincente viaggio alla scoperta della verità, il tutto in un perfetto equilibrio tra recitazione, espedienti narrativi, colonna sonora ed improvvisi cambi di inquadrature.

In Homecoming nessuno è quello che sembra, la verità è oggettivamente relativa e gli eroi si possono persino nascondere sotto le noiose spoglie di un burocrate ministeriale, tutto – insomma – finisce per essere una sorpresa ed ogni particolare contribuisce a rendere questo show un gioiello da non perdere, grazie anche alla performance della protagonista che, tra passato e presente, rende unico, e con caratteristiche ben distinte a seconda del periodo storico in cui la ritroviamo, il proprio personaggio, contribuendo a rendere questo thriller estremamente avvincente sia dal punto di vista narrativo che umano.

Homecoming sbarcherà in Italia su Amazon Prime Video a partire da venerdì 2 novembre.