Gato/Mis è il miglior episodio di Mayans M.C. fino ad oggi. Si compone di tre storyline separate abbastanza rigidamente, ognuna declinata secondo diversi livelli di violenza, espressa o meno. Soprattutto, ognuna di essa di qualche modo legata alla genitorialità, al rapporto tra generazioni e ai segreti che in qualche modo sono un limite ai rapporti umani. Si tratta di segreti che in alcuni casi verranno allo scoperto, come una liberazione, mentre in altri momenti verranno fatti detonare come minacce improvvise.

Abbiamo EZ e Leti, la figlia di Coco. L’episodio non gioca sul personale con EZ, non lo mette di fronte a conflitti etici particolari. Si tratta semplicemente di una corsa attraverso la città per provare a sopravvivere. In conclusione, e giocando con la giusta tensione soprattutto nel finale, EZ riesce a riportarla da Coco. Per entrambi si apre una nuova parentesi, probabilmente non così sicura come sperano (la serie farà altro con questi personaggi), ma perlomeno i due saranno insieme, e stavolta non ci saranno segreti tra di loro.

Famiglia decisamente più problematica è quella di Galindo. Per una Emily che sembra essersi calmata rispetto alle ultime puntate, c’è una madre che appare decisa a partecipare alla vita del figlio. In ogni caso arriva al termine – durata anche troppo – la storyline del rapimento del figlio della coppia. Adelita chiede un riscatto, Galindo si presenta all’appuntamento. Tutto sembra andare come previsto, il bambino è al sicuro, ma al momento decisivo scatta la trappola. Nella coperta in cui era avvolto il bambino si trovava della droga. Galindo è nei guai. In questo gioco di talpe da un lato e dall’altro, ne fa le spese – scena sorprendente – anche il giovane Andres.

Infine, c’è un lungo dialogo che funge da intermezzo apparentemente tranquillo dell’episodio, tra Felipe e il nipote Jimenez. Si parla di rimpianti, di genitori lontani dai figli, e tutto il resto – la missione di EZ, i segreti di Felipe – passa in secondo piano. Infine, arriva il solito montaggio tenuto insieme dalla musica e da una tranquillità ritrovata, ma non per molto.