Cinico, burbero, arrogante ma dal fascino magnetico ed irresistibile, merito anche di Marco Giallini che gli presta il volto. Rocco Schiavone, il vicequestore di stanza ad Aosta nato dalla penna dello scrittore Antonio Manzini, è stato il personaggio rivelazione della serialità televisiva italiana del 2016, in grado di catturare le attenzioni di pubblico e critica – e anche qualche polemica politica – come non succedeva dai tempi di Montalbano. Questo non solo perché la figura del ruvido poliziotto è scritta con intelligenza e interpretata in maniera convincente dall’attore romano, ma soprattutto perché la serie tv a lui dedicata, trasmessa da Rai 2, gode di un impianto tecnico e di una messa in scena più vicini a quelli delle produzioni nordeuropee o dei grandi successi di Sky.

Visto il successo riscosso dalla prima stagione di Rocco Schiavone, ecco dunque arrivare a due anni di distanza – e in concomitanza con l’uscita del nuovo romanzo della serie, Fate il vostro gioco – il suo naturale seguito, quattro episodi che portano avanti le vicende personali del vicequestore offrendo però anche uno sguardo approfondito sul suo passato romano. Per non arrivare impreparati all’appuntamento con le nuove puntate, in onda a partire da questa sera alle 21.20 su Rai 2, BadTV vi propone una pratica guida che racchiude tutto ciò che dovete sapere sulla serie e sul personaggio.

Un vicequestore sui generis

Trasferito da Roma ad Aosta per motivi disciplinari, Rocco Schiavone (Marco Giallini) è un vicequestore dai modi bruschi e poco conformi a un uomo in divisa. Tratta spesso male le persone con cui ha a che fare, schedandole in base alla somiglianza con qualche animale; si fuma sempre una canna prima di iniziare a lavorare, un’azione che definisce la sua “preghiera laica del mattino”; non si fa troppi problemi a dare una mano ai suoi amici d’infanzia Sebastiano (Francesco Acquaroli), Furio (Mirko Frezza) e Brizio (Tullio Sorrentino) partecipando a qualche furtarello o spartendosi con loro parte dei beni confiscati durante le indagini. Nonostante ciò, quando si tratta di risolvere un caso Schiavone va sempre fino in fondo, spingendosi anche oltre la legalità pur di scoprire la verità e consegnare i colpevoli alla giustizia.

Questo lo rende agli occhi dei suoi colleghi un modello e un punto di riferimento da seguire e imitare, attenzioni che lui non gradisce particolarmente. Rocco è infatti un tipo molto solitario, condizione che si è andata ad accentuare dopo la morte di Marina (Isabella Ragonese), moglie che adesso vede come un fantasma, rimasta uccisa al suo posto in un attentato ordito dal criminale Luigi Baiocchi.

Proprio il fratello di quest’ultimo, Enzo (Adamo Dionisi), diviene nel corso della serie la nemesi principale di Schiavone, dando vita a una serie di eventi che sconvolgeranno nuovamente la vita del vicequestore.

La prima stagione

Andata in onda durante l’inverno del 2016 su Rai 2, la prima stagione di Rocco Schiavone si compone di sei episodi da 100 minuti, adattando fedelmente i primi quattro romanzi dedicati al vicequestore – Pista nera, La costola di Adamo, Non è stagione, Era di Maggio – e due racconti brevi, L’anello mancante e Castore e PolluceDiretta interamente da Michele Soavi, è ambientata prevalentemente nel presente e ad Aosta, città che il regista del cult Dellamorte Dellamore trasforma in una location da thriller nord-europeo.

Pur essendo un classico procedural all’italiana, con singoli casi che vengono aperti e chiusi nell’arco di una puntata, la serie ha una trama orizzontale che diviene via via sempre più centrale con il procedere degli eventi, finendo con il cambiare lo status quo di gran parte dei personaggi al termine della prima stagione. L’omicidio della fidanzata di Sebastiano, uccisa al posto di Rocco da Enzo Baiocchi, stravolge infatti la vita del vicequestore, distruggendo nuovamente quella quiete che a fatica era riuscito a conquistare.

Il passato di Rocco

Le quattro puntate che compongono la seconda stagione della serie tv, in onda da questa sera ogni mercoledì alle 21.20 su Rai 2, ripartono proprio da questo evento, con Schiavone costretto a un lungo interrogatorio per chiarire i suoi rapporti con il killer. Questo escamotage, utilizzato anche nei libri, permette alla nuova stagione di mostrare anche alcune indagini del periodo romano del vicequestore, rivelandoci come era la vita di Rocco prima del suo trasferimento ad Aosta.

I quattro episodi, diretti questa volta da Giulio Manfredonia, sono infatti basati sui romanzi 7-7- 2007 e Pulvis et Umbra e sul racconto Buon Natale Rocco, testi che fanno spesso spola tra presente e passato o sono totalmente ambientanti nella Roma dei primi anni Duemila. Avremo dunque modo di vedere quanto la morte della moglie abbia realmente cambiato Schiavone e quanto quella di Adele influirà sul rapporto con i suoi amici e con i suoi colleghi.