THE FLASH
Il finale dello scorso anno di The Flash, nel suo scontro finale con il primo “big bad” – in 4 anni di storia della serie – a non essere un velocista, è stato in un certo senso un’introduzione ideale a quella che sarà la nuova stagione dello show. Intitolato We are the Flash, l’episodio ha infatti esaltato il concetto di famiglia, sottolineando la forza del legame che unisce tutti i membri del Team Flash e persino Marlize e suo marito Clifford DeVoe, ma più di ogni altra cosa ha segnato un ritorno a quei toni leggeri che avevano caratterizzato le prime stagioni della serie ed ai quali gli autori avevano rinunciato nella terza stagione in favore di una trama decisamente più cupa, ma anche meno adatta ai protagonisti di The Flash.
Il finale è stato inoltre caratterizzato da tanta azione e soprattutto da buoni sentimenti, a partire dall’idea di Marlize di spedire Barry nella coscienza del marito per ritrovarvi seppellita la parte migliore di lui, fino alla scoperta del protagonista che, ad aggirarsi nella mente del suo nemico, si trovava – vivo e vegeto – il suo compianto amico Ralph Dibny, uno dei personaggi rivelazione della scorsa stagione, e che ritornerà quest’anno come personaggio fisso del cast, che con questa mossa non del tutto imprevedibile, gli autori hanno così fatto risorgere dal mondo dei morti.
Dal punto di vista puramente visivo, We are the Flash è stato caratterizzato da un largo uso degli effetti speciali, ben riuscito per quanto riguarda la corsa contro il tempo del supereroe per fermare il satellite lanciato da DeVoe, ma decisamente meno efficace per quanto concerne invece la soluzione finale “alla Inception“, in cui il Pensatore si moltiplica, all’interno della propria coscienza, per affrontare Ralph e Barry, fino alla sua definitiva capitolazione.
Dal punto di vista prettamente tecnico è infatti sorprendente come gli autori – che avevano girato solo due episodi prima, quando DeVoe usa nello stesso momento tutti i poteri dei metaumani che ha assorbito, una delle scene d’azione migliori dell’intera serie con effetti speciali strabilianti,  – abbiano scelto di concludere la stagione abbassando il livello qualitativo, come se la chiusura della storyline dello scorso anno risultasse per loro meno importante dell’introduzione di quella nuova e che sarà esplorata a partire dalla première e cioè la rivelazione dell’identità del personaggio della ragazza misteriosa, che è comparsa in varie occasioni nell’arco della quarta stagione e che, interrompendo i festeggiamenti per la nascita di Jenna, la figlia di Cecille e Joe, rivela di chiamarsi Nora, di venire dal futuro e di essere la figlia di Barry ed Iris.
A sorpresa, e nonostante l’intervento di Marlize sul casco usato da Harrison Wells, il personaggio interpretato da Thomas Cavanagh, che non riuscirà a recuperare la propria intelligenza perduta per l’eccessivo uso dello strumento che ha contribuito alla sconfitta del Pensatore, ma che verrà comunque salvato da quella sorta di stato di intorpidimento intellettuale nel quale era caduto, darà l’addio al resto del Team, dichiarando di voler tornare dalla figlia, pronto per ricomparire quest’anno sotto forma di una ennesima versione del personaggio di Harry.
Come accennavamo, il concetto di famiglia esplorato nella passata stagione, verrà ulteriormente approfondito quest’anno con l’introduzione del personaggio di Nora (anche lei promossa a series regular) che sconvolgerà, non meno dell’arrivo di Jenna per Cecille e Joe, la vita dei “neo” genitori che si sono ritrovati a ricoprire questo difficile ruolo nel giro di poche ore, con in più il peso di quelle che sanno essere le disastrose conseguenze dei viaggi nel tempo a minacciare la serenità di tutti come una spada di Damocle.

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La quinta stagione di The Flash debutterà negli Stati Uniti martedì 9 ottobre su The CW.

BLACK LIGHTNING
Black Lightning ritorna in onda questa settimana negli Stati Uniti dopo un ottimo debutto nella prima stagione, avendo alzato la barra delle aspettative del pubblico che sperava di trovare nella serie – così come promesso dagli stessi autori – un eroe maturo e nel complesso più “completo” dei suoi cugini dell’Arrowverse.
Il tema portante della serie è sempre stato il legame del protagonista con la propria famiglia, nonché la sua decisione di diventare un eroe ed usare i suoi poteri proprio per difendere le sue figlie e la propria comunità dal crimine che invade le strade di Freeland. Proprio in quest’ottica, il finale della stagione diventa un’omaggio all’importanza del ruolo di padre, non solo quello di Jefferson, ma anche e soprattutto del padre di lui, Alvin. In Shadow of Death: The Book of War, vediamo infatti alcuni flashback di Alvin Pierce, reporter della Freeland Gazette, mentre Gambi cerca di convincerlo a non mettersi contro Tobias o assiste successivamente al suo funerale o mentre parla con il suo figlioletto Jefferson che si scusa per essersi nascosto sotto il letto all’arrivo di Tobias, proprio come l’ormai adulto Jefferson – ora in coma – si scusa con il padre per la violenza che ha dovuto usare nei panni di Black Lightning, per ricevere da lui una sorta di benedizione per i peccati commesse, con la rassicurazione che cercare di ottenere la pace, non è purtroppo una cosa che si possa fare pacificamente.
Questo dialogo immaginario ed insieme molto realistico tra padre e figlio, contribuisce a risvegliare il protagonista che si ritroverà però senza i poteri necessari per affrontare Martin Proctor (una sorta di versione arrowiana di Trump), l’uomo che da anni usa i meno fortunati tra gli abitanti di Freeland come cavie da laboratorio. Senza che lo stesso Proctor sappia il perché, le sue vittime stanno però morendo una ad una, motivo per cui il criminale decide di procurarsi il DNA di metaumani viventi per portare avanti i suoi folli esperimenti, facendo così dei membri della famiglia Pierce le sue vittime sacrificali. Ma proprio quando Jefferson è pronto a compiere l’estremo sacrificio e proteggere i suoi cari anche senza i suoi poteri, un abbraccio di Jennifer, che userà i suoi poteri sul padre, lo farà tornare l’eroe di sempre.
E’ quindi tempo di battaglia per Black LightningThunder che – accompagnati dalle note di Timmy Turner di Desiigner – affrontano le truppe di Proctor il quale, temporaneamente sconfitto, ordinerà la ritirata per poter nascondere alla polizia le sue cavie e portarle in un luogo più sicuro. Lo scontro finale è solo rimandato e quando i nostri eroi saranno di nuovo faccia a faccia con il loro nemico, sarà sorprendentemente Gambi a uccidere a sangue freddo Proctor.
Morto ProctorTobias ne userà il pollice per aprire una valigetta da cui emerge solo una luce verde, senza che sia data al pubblico la possibilità di spiarne il contenuto.
Rinvigorito dalla vista di ciò che ha contribuito a sottrarre a Proctor, Tobias si auto dichiara “Re di Freeland” e promettere di sbarazzarsi per sempre di Black Lightning, che ritiene ancora responsabile per la morte della sorella Tori.

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La seconda stagione di Black Lightning debutterà negli Stati Uniti martedì 9 ottobre su The CW.