Il terzo episodio della seconda stagione di The Good Doctor inizia nel modo più adorabile: invece di far soffrire il pubblico (e Shaun) per il fato del dottor Glassman, nei primi minuti di 36 Hours apprendiamo che il mentore e amico del protagonista ha superato senza problemi l’intervento, che i suoi valori sono ottimi e che è sulla via della guarigione, il tutto annunciato da un entusiasta Shaun che non riesce a contenere la propria gioia e va in giro per tutto il St. Bonaventure Hospital a dare la lieta novella a chiunque voglia ascoltarlo.

Da qui la trama dell’episodio si dividerà, come il team del dottor Melendez, per trattare diverse storyline.
Mentre Shaun e la dottoressa Morgan Resnick (Fiona Gubelmann) verranno chiamati ad assistere, per un turno di 36 ore, la dottoressa Lim in pronto soccorso, Neil Melendez, Claire BrowneAlex Park seguiranno invece il caso di una paziente di nome Gina, affetta da endometriosi, il cui sogno è sempre stato quello di avere dei figli. Quando il trio si trova in sala operatoria, le condizioni della donna risultano però molto più gravi del previsto e quella che avrebbe dovuto essere un’operazione di routine, si trasforma in un faticoso intervento di circa 27 ore che costringe tutti i medici a prendere decisioni difficili e ad affrontare un clima spesso molto teso.
Nei primi momenti dell’operazione e dopo aver raccontato ai suoi colleghi come il dottor Andrew abbia scartato con una certa prosopopea la sua idea per distribuire più equamente gli estenuanti turni dei medici, tra il personale presente in sala operatoria comincia una sorta di diatriba sessista. Claire lamenta il fatto che, dopo averle chiesto di essere più risoluta, il dottor Andrew abbia finito per rimproverarla per averci provato, quando quindi il dottor Melendez le chiede di andare ad aggiornare il marito di Gina sulle condizioni della moglie, la dottoressa metterà in discussione la sua decisione, chiedendogli per quale motivo non abbia scelto il suo collega per il compito. Dopo averle risposto che lei è la migliore nel trattare con i familiari dei pazienti, in sua assenza, Melendez chiederà però perché la Browne sia così nervosa, aggiungendo che magari “è uno di quei giorni“.
La scena risulta insieme divertente e vagamente preoccupante: mentre tutte le donne in sala operatoria si volteranno infatti a guardarlo con aria di rimprovero e l’infermiera Flores, in particolare, lo rimbrotterà per la mancanza di rispetto dimostrata, Melendez si giustificherà dicendo di essere stato frainteso, ma la tensione in sala – complice la delicatezza dell’intervento ed una serie di complicazioni che sopraggiungono a cascata – sarà salita ormai alle stelle e lo scontro tra il chirurgo e l’infermiera non avrà più nulla di buffo.
In quasi tutte le serie statunitensi, negli ultimi tempi e sull’onda del movimento #MeToo, è inserito almeno un episodio in cui, in un modo o nell’altro, viene affrontato l’argomento del diverso trattamento riservato alle donne rispetto agli uomini: The Good Doctor non fa eccezione, ma quanto meno – nel cavalcare l’onda della denuncia sociale – riesce ad evitare un eccesso di acredine tra i personaggi. Finita l’estenuante operazione, infatti, i tre contendenti, chiamati a rispondere del comportamento poco professionale tenuto in sala operatoria, finiranno per coprirsi a vicenda, riconoscendo la natura particolarmente stressante delle circostanze che potrebbe aver portato tutti a reagire in maniera eccessiva.

Per quanto concerne invece Shaun Morgan, la loro faticosa giornata porterà ad un passo avanti nella risoluzione delle tensioni tra Lea (Paige Spara) ed il dottor Murphy, il quale – dopo lo sfogo della scorsa settimana – rifiuta di rispondere ai messaggi dell’amica o anche solo di parlarle. Quando Lea si presenterà fuori dall’ospedale per affrontarlo, la sua pazienza sarà arrivata però al limite e, cogliendolo completamente di sorpresa, lo accuserà senza mezzi termini di essersi comportato da egoista e di essere stato talmente concentrato a difendere se stesso dalla sofferenza che lei avrebbe potuto procurargli, da ignorare che il suo comportamento stava ferendo lei. Le parole di Lea e la sua rabbia, così come la sua incapacità di filtrarla, dimostrano però senza ombra di dubbio come la ragazza non abbia mai trattato Shaun come un diverso e come soprattutto lo ritenga più che capace di gestire la verità, anche quando questa dovesse risultare particolarmente scomoda. E sebbene Shaun abbia le sue responsabilità nella vicenda di cui dovrà tener conto a Lea, c’è qualcuno che ha agito nell’ombra ed ha peggiorato la situazione, dimostrandosi particolarmente disonesto.

Al suo debutto, il personaggio della dottoressa Resnick, ci era stata presentata per lo più come un’antagonista di Claire, un medico con caratteristiche diametralmente opposte a quelle della sua collega, ma umanamente, ed in rapporto ai suoi colleghi, Morgan continua ad essere una manipolatrice che pensa quasi sempre solo al proprio tornaconto, una caratteristica che dimostra anche in queste circostanze nei confronti di Shaun.
Dovendo affrontare con lui un turno di 36 ore e quasi a voler scongiurare di dover gestire la tensione e la distrazione del collega, preoccupato per il suo rapporto con Lea, soprattutto dopo che Claire gli ha consigliato di smettere si evitarla e di chiarire con lei, Morgan gli dirà che sia la loro collega che la sua amica lo trattano in realtà come una sorta di cucciolo di cui avere cura, qualcuno di cui avere sostanzialmente pietà e che nessuna delle due – Lea soprattutto – lo considera davvero un uomo.
Come c’era da aspettarsi da una mente analitica come quella di Shaun e da una persona più che consapevole dei propri limiti, lui finirà per crederle, sviluppando, se possibile, una rabbia persino più pronunciata nei confronti di Lea. Non solo Morgan non aveva però alcun diritto di intromettersi in una situazione che non le competeva, giudicando qualcuno che non ha mai visto e parlando per Lea come se avesse qualche diritto di dire la sua solo perché appartenente al genere femminile, ma ancora una volta ha dimostrato la propria superficialità ed ha soprattutto manifestato cosa davvero pensi di Shaun, attribuendo ad altri quella che quasi sicuramente è la sua stessa opinione nei confronti del collega.

A differenza dell’incipit più che positivo dell’episodio, nelle ultime immagini si vede infine un nervoso dottor Glassman risvegliarsi da un sonno agitato e parlare con una ragazza che si rivelerà essere Maddie, la figlia defunta del medico. Perché Aaron dovrebbe quindi avere delle allucinazioni se il suo intervento fosse andato davvero bene come i medici hanno detto a Shaun?

La seconda stagione di The Good Doctor va in onda negli Stati Uniti ogni lunedì sulla ABC.