Dove eravamo rimasti
La seconda stagione di The Man in the High Castle, distribuita da Amazon Prime Video a dicembre del 2016 si era conclusa con un episodio ricco di eventi provocati dalla morte del Führer. L’instabile situazione politica ha scatenato la reazione della Resistenza, per sedare la quale il Gruppenführer Keller vorrebbe radere al suolo la città di Savannah, mentre a Berlino, il cancelliere Martin Heusmann (Sebastian Roché) – il padre di Joe Blake (Luke Kleintank) – è intenzionato bombardare con l’atomica Tokyo ed altri obiettivi sensibili in America, con lo scopo di mostrare che la morte del loro leader non ha indebolito il Reich. A salvare tuttavia più di 20 milioni di potenziali vittime, sarà fortunatamente Juliana Crain (Alexa Davalos) la quale – dopo aver aiutato la Resistenza a far trapelare la notizia della morte del Führer – metterà in moto una serie di eventi, uccidendo George Dixon in un vicolo ed impedendogli di denunciare John Smith (Rufus Sewell) per aver tenuto nascosta la malattia del figlio Thomas, al quale la ragazza si era sinceramente affezionata.
Nel frattempo, il Ministro Nobusuke Tagomi (Cary-Hiroyuki Tagawa) ritorna nella sua realtà con una pellicola presa in prestito da sua nuora Juliana, in cui si vedono gli effetti devastanti dell’esplosione di una bomba all’idrogeno in mano ai giapponesi e la mostrerà all’ispettore Takeshi Kido (Joel de la Fuente) il quale la porterà a sua volta a New York per consegnarla nelle mani di John Smith ed evitare così la guerra tra America e Giappone.
L’Obergruppenführer
Smith porta la pellicola a Berlino e, senza rivelargli che proviene da un’altra realtà, la mostra a Joe Blake nella speranza di ottenere udienza presso il Cancelliere Heusmann e convincerlo che è sul punto di far scoppiare una guerra basandosi su informazioni sbagliate. Riuscito nel suo intento, al cospetto dei massimi rappresentanti del Reich, John Smith rivela al Reichsführer Heinrich Himmler l’esistenza di una cospirazione ordita dal Cancelliere Heusmann per avvelenare il Führer e prendere il suo posto.
Heusmann viene così arrestato insieme a suo figlio Joe, mentre Smith è osannato da una folla festante di soldati riunita originariamente per assistere al discorso del Cancelliere.
In America si festeggia lo scampato pericolo e Juliana riesce a fuggire e lasciare New York per arrivare nella zona neutrale dove incontrerà finalmente l’uomo nell’alto castello, nonché il collezionista di film di altre dimensioni Hawthorne Abendsen (Stephen Root), che le rivelerà di essere sempre stata la chiave di tutto e che nel visionare tante versioni diverse della realtà, lei era l’unica persona a non cambiare mai, nonché la sola a poter evitare una strage. Nonostante Juliana sia riuscita a salvare così tante persone, è comunque disperata perché pensa di essere rimasta sola al mondo, ma Abendsen le mostra la sorella Trudy che la attende per abbracciarla.
Nel frattempo, a New York, Thomas – il figlio dell’Obergruppenführer Smith – osserva in televisione una folla festante osannare suo padre e per rendergli omaggio decide di autodenunciarsi e si consegna nelle mani degli uomini che gli daranno la morte a causa della sua malattia.

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Il primo esodio della terza stagione di The Man in the High Castle ha una trama a lenta combustione e inizia aggiornandoci sullo stato dei vari protagonisti: Juliana vive nella zona neutrale assieme ad Hawthorne, la sua compagna ed alla versione della sorella di lei, Trudy, proveniente da un’altra dimensione, Joe Blake è detenuto assieme al padre Martin Heusmann e sottoposto a terribili torture e ad un continuo lavaggio del cervello, il Ministro del Commercio Tagomi, assieme ad alti dignitari del governo giapponese, assiste alla sperimentazione di devastanti bombe in una corsa agli armamenti con il Reich, mentre John Smith – tornato dalla famiglia a New York con una promozione ed una medaglia sul petto – cerca di affrontare la morte del figlio e di gestire la moglie Helen che si è data alla bottiglia in seguito alla scomparsa di Thomas.

Le storyline dell’episodio si svolgono quindi per lo più su tre fronti diversi: la zona neutrale, la prigione di Berlino dove sono incarcerati Joe e suo padre e New York.

La pace di Juliana e dei suoi compagni viene bruscamente interrotta quando nel loro nascondiglio irrompe un agente del Reich che tenta di ucciderli, costringendoli a fuggire, sperandosi. Giunte in città, ad Austin, Juliana e Trudy fanno conoscenza con un nuovo personaggio (interpretato da Jason O’Mara) di nome Wyatt Price, un irlandese fuggito dall’Europa poco prima dell’invasione nazista e rifugiatosi nella zona neutrale dove è diventato un faccendiere. Sarà Wyatt ad aiutare Juliana e Trudy a trovare l’indirizzo, del ministro Tagomi a San Franciscopresso il quale le due sorelle cercheranno rifugio.

Nel frattempo Joe viene ripetutamente torturato e costretto, infine – come ultima prova della sua fede al Reich ed in cambio della libertà – ad uccidere a sangue freddo suo padre. Premiato per le sue azioni, il giovane viene poi spedito a San Francisco in missione diplomatica ed in America gli saranno date un nuovo nome ed una nuova identità. Qui riallaccerà i rapporti con Nicole Dörmer (Bella Heathcote), concepita come lui in seno al Progetto Lebensborn, la cui finalità era quella di creare una generazione di perfetti ariani. Joe sembra tuttavia avere una missione tutta sua da portare a termine e, negli ultimi scioccanti minuti dell’episodio, ucciderà il suo contatto con il Reich con una pala, prima che un paio di scagnozzi ne seppelliscano il corpo nel cemento in una scena che sicuramente preannuncia un riscatto per un personaggio che, nella scorsa stagione, ha subito, più che gestire, gli eventi a cui è andato incontro.“Tuo figlio è un’ispirazione per i giovani dell’intero Reich, un eroe che sarà ricordato per i prossimi 1000 anni.”

Le scene più difficili da guardare sono tuttavia quelle che vedono protagonista la famiglia Smith e l’agghiacciante cerimonia a cui sono chiamati a prendere parte per l’inaugurazione di un liceo che viene eretto per onorare il figlio Thomas. Sarà in quest’occasione, e per voce del Reichsmarschall del Nord America Lincoln Rockwell (David Furr), che gli autori daranno infatti il meglio di sé nel far pronunciare al personaggio un discorso dai contorni terrificanti.
Seduti in prima in fila e nel tentativo di rimanere impassibili, HelenJohn Smith – il cui figlio si è consegnato alla giustizia in seguito alla diagnosi di distrofia muscolare – sono costretti ad ascoltare Rockwell parlare della morte di Thomas come dell’azione di un eroe le cui decisioni si sono “mirabilmente riflesse” sul padre, come la consapevole scelta di un ragazzo che ha compiuto l’estremo sacrificio per il bene di una causa e obbligati a sentirlo definire un “modello impareggiabile di gioventù ariana con un sogno nel cuore“.
Considerato ciò che suo padre ha rischiato nel tentativo di impedire la morte di Thomas, la scena – che assume contorni grotteschi quando una folla adorante inneggia al Reich – si fa esponenzialmente sempre più difficile da guardare mentre gli Smith rimangono impassibili, inchiodati alle loro sedie e all’orrore delle parole che vengono pronunciate al loro cospetto. Come abbiamo già in parte accennato lo scorso anno, il personaggio interpretato da Sewell è uno dei più interessanti di questa serie proprio a causa ai suoi contrasti. John Smith è infatti ben lontano dall’essere un buono, è un uomo che ha consapevolmente scelto di stare dalla parte sbagliata della storia e, sia che lo abbia fatto per proteggere la propria famiglia, che per una questione di fede nella causa a cui ha aderito, ha pagato a caro prezzo la sua scelta. Il terrore che gli si legge negli occhi quando vede le figlie alzarsi in piedi per prime tra la folla e fare il saluto nazista per rendere omaggio al fratello, è un evidente segnale di cosa gli passi davvero nella mente. Pur non avendo potuto fare nulla per salvare il primogenito, sarebbe davvero disposto a perdere un altro dei figli? E se davvero si fosse unito al Reich per proteggere la sua famiglia e il Reich stesso contribuisse a strappargliene un altro membro, a cosa sarebbe valso il suo sacrificio? Ma più di ogni altra cosa, l’anima di un uomo come John Smith può essere redenta?

La terza stagione di The Man in the High Castle è disponibile su Amazon Prime Video a partire da venerdì 5 ottobre.