I concitati e sorprendenti eventi che hanno caratterizzato il quinto episodio di The Man in the High Castle giustificano il ritmo più rilassato di La storia finisce, una puntata che si concentra – ad eccezione del bellissimo montaggio finale – più sulle persone che sui grandi eventi e che in un certo senso vuole dimostrare come dietro ad ogni battaglia, ad ogni sacrificio, si nascondano esseri umani normali e coraggiosi, disposti a dare la propria vita per un bene superiore, persone a cui questo episodio rende omaggio con toni meno concitati ed un generale senso di speranza che illumina l’oscurità storica ed umana che la serie illustra.

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Nell’episodio John Smith si appresta ad affrontare la cerimonia per la promozione a Reichsmarschall del Nord America, la carica più importante a cui un soldato del Reich americano possa aspirare, ma come sempre accade con questo enigmatico personaggio, l’ufficiale sembra tutt’altro che contento e dimostra di essere dolorosamente consapevole di quanto scivoloso sia il terreno su cui si sta muovendo. La sua nuova posizione, inoltre, gli permette di aggiungere un nuovo tassello al mistero dei viaggi nel multiverso: invitato dal Dottor Josef Mengele (John Hans Tester) a prendere parte ad un esperimento, John assiste sconcertato al risveglio di una viaggiatrice che, appena ripresa conoscenza, scompare misteriosamente davanti agli occhi increduli dei due nazisti.

Come se non bastasse Smith viene coinvolto nello scandalo per la morte di Joe Blake quando il Reich gli chiede di scoprire cosa sia successo. Sul caso indaga attivamente anche Takeshi Kido il quale non impiegherà molto a scoprire che dietro all’assassinio di Joe vi sia Juliana Crain, motivo per cui finirà per affrontare il Ministro Tagomi mettendo in discussione la natura del rapporto che li lega. Tagomi riuscirà tuttavia a sfilarsi da una difficile posizione mostrando all’ispettore capo della Kempeitai i documenti che Juliana stessa gli ha fatto recapitare, dopo averli trovati in possesso di Joe, che provano non solo l’esistenza di una cospirazione nazista volta a liberarsi del ministro stesso, oltre che dei rifugiati del Reich assassinati da Joe, che avevano trovato asilo negli Stati Giapponesi del Pacifico, ma anche la presenza di una talpa in seno alla polizia militare giapponese, che avrebbe cospirato con Joe per aiutarlo nella sua missione. Una talpa che presto avrà un nome ed un volto: quello di Nakamura (Yuki Matsuzaki) il secondo di Kido.

Per conoscere la verità sulla morte di JoeSmith manda J. Edgar Hoover a San Francisco e quest’ultimo – dopo un incontro con Kido – gli riferisce una scomoda verità: il Reichsführer stesso ha ordinato l’omicidio di Tagomi, il che li mette in una posizione piuttosto scomoda con il Governo giapponese.

Nella zona neutrale, nel frattempo, Juliana e Liam – che sono riusciti a fuggire miracolosamente da San Francisco – si riuniscono con  l’uomo nell’alto castello e sua moglie Caroline (Ann Magnuson), ma questa non sarà l’unica o più commovente riunione che vedremo nell’episodio: Mark Sampson incontrerà infatti del tutto casualmente Ed McCarthy, gli rivelerà che Frank è ancora vivo ed ha trovato rifugio nella comunità ebraica clandestina di Sabra e lo inviterà ad incontrarlo. Quando Frank viene a sapere della presenza di Ed, avrà qualche difficoltà a farsi vedere dal suo vecchio amico, preoccupato all’idea che lui lo possa vedere ancora per ciò che è: un assassino.
Quando tuttavia Ed lo riabbraccerà, dimostrando di non giudicarlo per le azioni commesse nel passato, sarà evidente fino a che punto Frank stesso sia cambiato, si sia pentito di aver ucciso tanto persone compiendo le azioni sbagliate per una giusta causa e sia soprattutto in cerca di redenzione, che ha in parte trovato attraverso i suoi dipinti, divenuti ora un simbolo di speranza.

Ma il meglio dell’episodio arriva con il montaggio finale, nel quale si alternano le immagini del bar mitzvah di Frank e della cerimonia per la promozione di John Smith. E mentre nella piccola comunità di Sabra, in un’esplosione di gioia, si celebra l’importanza delle tradizioni come unica risorsa per la sopravvivenza, a New York, con un’imponente ed eccessiva solennità, Himmler inneggia all’inizio dello Jahr Null, decretando la cancellazione del passato e della storia, mentre una folla adorante lo omaggia con il caratteristico saluto nazista.

La terza stagione di The Man in the High Castle è disponibile su Amazon Prime Video a partire da venerdì 5 ottobre.