Eccesso di animus, settimo episodio della terza stagione di The Man in the High Castle, è quasi completamente dedicato alla ricostruzione della Resistenza: mentre i nazisti dimostrano di avere un piano ben preciso per fermare l’opposizione dei pochi ribelli americani rimasti, questi ultimi sono fin troppo disorganizzati e dispersi in vari angoli del paese per poter costituire una vera minaccia.

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Tutto, però, è ora nelle mani di Juliana, la quale non solo è tornata in possesso, grazie all’uomo nell’alto castello, dell’originario film per cui sua sorella Trudy ha dato la vita, che mostra la caduta del Reich e che intende far vedere a più gente possibile, ma ha anche compreso – grazie ai ricordi delle sue vite nei mondi paralleli e ai progetti sottratti a Joe – quale sia il vero piano di Himmler: costruire un prototipo che consenta alle truppe naziste di viaggiare nel multiverso, al fine di conquistare nuovi mondi.
La libertà e la sconfitta del Reich non sono più, quindi, un affare che riguarda solo la realtà di Juliana e dei suoi alleati, ma infinite possibili realtà, un fatto che non fa che alimentare la convinzione di Juliana di dover mettere un freno alla folle sete di conquista del Reichsführer. Il suo piano è quindi quello di reclutare nuovi compagni e procurarsi dei documenti validi per tornare Reich e dirigersi verso la miniera di Lackawanna, dove i nazisti stanno costruendo il loro portale.

Mentre Liam la aiuterà a procurarsi nuovi documenti, la missione di “evangelizzazione” di Juliana la porta nella comunità di Sabra dove si riunirà, incredula, a Frank e ad Ed.
The Man in the High Castle non è una serie che si concede molto tempo per analizzare le emozioni dei protagonisti, che spesso vengono investiti da aventi scioccanti che ne cambiano repentinamente la vita; Juliana stessa, per fare un esempio, non ha mai davvero avuto tempo per affrontare la morte di Joe. Pur sapendo di non avere avuto altra scelta, i sentimenti che provava per lui o, quanto meno, per il ricordo dell’uomo che aveva amato, non sono del tutto spariti, come non è scomparsa l’affezione per Frank, nonostante le loro strade si siano separate ed i due abbiano deciso di combattere la stessa battaglia con armi diverse. L’incontro con Frank ed Ed,  con il suo passato, dà quindi in un certo senso a Juliana l’opportunità di riprendere fiato, di ricordarsi cosa voglia dire vivere senza essere costantemente braccata, per ritrovare la pace e la motivazione per andare avanti. Il fatto che lei e Frank tornino quindi, in questa occasione, uno nelle braccia dell’altra, non va visto necessariamente come un ritorno di fiamma, quanto piuttosto come una tregua che due anime tormentate si concedono nel momento in cui il destino si dimostra tanto generoso da riunirli.

Con una delle scene iniziali più brutali che si siano viste nella serie, e l’elenco è obiettivamente lungo, Eccesso di animus è anche un episodio fortemente Takeshi Kido-centrico.
L’ispettore capo della Kempeitai è infatti sul piede di guerra ed a caccia di Juliana Crain e, dopo aver fatto barbaramente uccidere la spia Nakamura, riserva le proprie attenzioni a Robert Childan, tornato da poco dalla zona neutrale e che farà prima picchiare dalla Yakuza e poi torturare dai suoi uomini per fargli confessare l’ubicazione del socio Ed.
Prima di partire a caccia di JulianaKido incontrerà tuttavia un’altra volta il ministro Tagomi, il quale gli chiederà di non consegnare la ragazza al Reich nel caso la dovesse arrestare. In cambio della propria collaborazione Kido pretenderà però da Tagomi la verità e quest’ultimo gli confesserà di essere un viaggiatore, gli racconterà dei mondi paralleli e della realtà in cui gli alleati hanno vinto la guerra, nella quale si è procurato il film che ha impedito che i giapponesi venissero attaccati dai nazisti, e cercherà di fare appello alla sua coscienza per fargli capire come Juliana stia solo cercando di impedire al Reich di conquistare altri mondi. Nonostante le rivelazioni sorprendenti, non ci è dato di vedere la reazione di Kido e considerato il personaggio a cui ci troviamo di fronte, non è affatto detto che l’ispettore accetti di aiutare il ministro: diversamente da quest’ultimo, che crede in un ideale di pace e che per esso è disposto a rischiare la vita, Takeshi Kido è completamente devoto al suo paese e ha spesso dimostrato di non aver problemi a fare scelte moralmente discutibili, se il fine era la protezione della sovranità del Giappone. Cosa dovesse fare nel caso in cui si trovasse di fronte Juliana Crain, resta quindi un mistero.

La terza stagione di The Man in the High Castle è disponibile su Amazon Prime Video a partire da venerdì 5 ottobre.