A due soli episodi dall’epilogo della terza stagione, le acque si stanno agitando sempre di più in The Man in the High Castle e come sempre l’azione si svolge su diversi fronti: gli Stati Giapponesi del Pacifico e la zona neutrale. In quest’ultima, Juliana mostra il film ai membri della comunità di Sabra, ma nessuno si dimostra disposto a crederle o anche solo a prendere in considerazione l’idea di combattere il regime, troppo spaventati dai rischi inevitabili che correrebbero. Ad emergere dal gruppo ecco spuntare però una voce, quella del dottor Eric Zuckereyck (Bill Dow) un fisico che contribuirà a chiarire gli ultimi dubbi di Juliana sul mistero delle miniere di Lackawanna e dei progetti sottratti a Joe e che appartengono ad un gigantesco dispositivo di trasferimento quantistico, il cui scopo è quello di viaggiare tra diversi mondi, per far funzionare il quale serve un’enorme quantità di energia. Secondo il dottor Zuckereyck il macchinario sarebbe stato inoltre costruito all’interno dei tunnel della miniera perché deve essere vicino ad un’anomalia quantistica, ad un luogo, cioè, in cui la membrana tra mondi è più sottile e quindi più facile da attraversare. Il macchinario si trova inoltre sotto terra per proteggerebbe dai potenziali effetti catastrofici di un’esplosione. Con queste nuove informazioni a disposizione, la missione di Juliana prende sempre più corpo: il macchinario deve essere distrutto ed il multiverso protetto.

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Avendo ormai chiaro nella mente cosa fare, JulianaLiam – che è riuscito nel frattempo a procurarle nuovi documenti per rientrare nel Reich – si apprestano a lasciare Sabra, il che vuol dire che JulianaFrank Frink debbono dirsi addio, cosa che faranno in una delle scene più intense dell’episodio. Nonostante la coppia si sia ritrovata, le circostanze non gli concedono il lusso di vivere una vita tranquilla, amarsi e lasciarsi tutto alle spalle: il ruolo di entrambi è troppo importante in seno alla Resistenza. E mentre Frank ha ritrovato se stesso attraverso i suoi dipinti, che sono di ispirazione a tutti coloro che credono ancora nella possibilità di riconquistare l’indipendenza, Juliana sa di essere destinata a disfare gli scellerati piani del nazisti. Il loro incontro, però, non sarà solo un modo per rivere un passato meno caotico e più felice per entrambi, ma lascerà anche un segno per il futuro, soprattutto in Frenk, il quale troverà nuovamente il coraggio di tornare in prima linea dirigendosi a Denver, per vedere con i propri occhi gli effetti della sua arte, ma senza sapere che sulle sue tracce c’è il più accanito dei segugi: l’ispettore Kido.

Ad essere al centro di Kasumi (attraverso le nebbie) non è però solo l’instabilità quantistica che permetterebbe ai nazisti di viaggiare nel multiverso, ma anche un altro genere di instabilità, questa volta politica, che potrebbe mettere a repentaglio la delicata pace tra tedeschi e giapponesi. L’episodio prende infatti il titolo dal nome con cui il ministro Tagomi battezza la sua ultima mossa kata, dedicata appunto a Kasumi, la donna che ha recentemente conosciuto praticando questa antica arte e della quale si è innamorato. Mentre trascorre una tranquilla serata con la lei, il ministro viene infatti attaccato da un nuovo sicario mandato da Himmler, il quale però – come Joe – fallisce il suo compito, facendo salire alle stelle la tensione tra le due potenze. Come lo stesso Smith aveva obiettato parlando con il suo Führer, un conto è infatti fare uccidere dei tedeschi dissidenti e rifugiati in territorio giapponese, un altro è attentare alla vita di un alto funzionario degli alleati.
Il Reichsführer è però sordo a qualsiasi consiglio e continua imperterrito sulla sua strada di conquista, nonché con il suo piano di azzerare la civiltà americana distruggendone la memoria. L’episodio si apre infatti con una scena dal grande impatto emotivo, in cui si vede Himmler assistere ad una cerimonia in cui la famosa liberty bell, il simbolo più comunemente associato alla Rivoluzione americana e conservata nella città di Philadelphia, viene fusa per essere trasformata in una gigantesca svastica. Una gioia per i revisionisti storici!

A New York, John ed Helen Smith, continuano a sprofondare nel cordoglio per la morte del figlio e mentre il nuovo Reichsmarschall è perseguitato da incubi sempre più spaventosi che si alternano alla visione di filmati in cui trova traccia di di un Thomas in salute e felice, sua moglie si mette nei guai con il dottor Ryan, non solo perché comincia a sviluppare per lui una certa attrazione, nel più classico esempio di transfert, ma soprattutto perché esterna sentimenti anti nazisti, criticando il perseguimento della purezza della razza ariana da parte di un partito che però accetta ipocritamente tra le sue fila uomini come Joseph Goebbels, affetto da un’evidente deformità. Preoccupato per la piega presa dalle sedute con la moglie di un uomo tanto potente, e che lo ha già messo in guardia dal rivelare qualsiasi confidenza la moglie gli faccia in terapia, il dottor Ryan riferisce a John Smith del transfert della paziente e delle sue sediziose dichiarazioni e quest’ultimo, tornato a casa, le proibirà di proseguire la terapia.

A New York si svolge anche un’altra importante trama, che riguarda questa volta Nicole Dörmer e la sua amante, la giornalista Thelma Harris. Nonostante quest’ultima tenti più volte di mettere in guardia la sua compagna, Nicole è convinta di potersi comportare lì come faceva a Berlino, motivo per cui prenderà un grosso rischio quando deciderà di andare in un locale per sole donne, venendo coinvolta in una retata. Mostrando i propri documenti la regista del Jahr Null riuscirà a non essere arrestata, ma Thelma verrà portata via dai nazisti.

L’episodio si conclude, infine, con uno scontro a fuoco sul confine tra il Reich e la zona neutrale: i militari del posto di blocco scopriranno infatti che i documenti di Juliana sono falsi e la riconosceranno, ma lei e Liam riusciranno miracolosamente a fuggire.

La terza stagione di The Man in the High Castle è disponibile su Amazon Prime Video a partire da venerdì 5 ottobre.