Recap

Oliver ha scelto di scendere a patti con gli altri criminali dello Slab, ma alle sue condizioni. L’obiettivo dell’ex vigilante è quello di ottenere informazioni vitali su Ricardo Diaz che possano permettere la cattura del criminale e conseguentemente alla sua famiglia di essere al sicuro. Fare un patto con il diavolo, però, richiede sempre un prezzo: fino a che punto ci si può spingere prima di sporcarsi le mani di sangue e passare definitivamente al lato oscuro?

Nel frattempo, la stessa Felicity non è certo intenzionata a restare con le mani in mano; l’abilissima hacker scopre qual è la nuova fase del grande piano di Diaz: rubare un’arma batteriologica o virale potenzialmente in grado di annientare Star City. Felicity mette quindi in piedi una nuova squadra, contando sulla collaborazione non solo di alcuni membri dell’ex Team Arrow, ma anche dell’FBI. Va dunque in scena una nuova battaglia contro Diaz e i Longbow Hunters suoi alleati, che riserva più di una sorpresa nel suo epilogo.

John, Curtis e Lyla sono intanto impegnati in una missione dell’A.R.G.U.S. oltreoceano, a Zurigo: ci sono delle informazioni vitali in ballo, con il rapporto tra Diggle e sua moglie messo a repentaglio dalle sibilline azioni di quest’ultima.

 

Commento

La settima stagione di Arrow sembra aver ingranato, e anche molto bene. Crossing Lines è infatti un episodio completo e variegato, con diverse trame, nessuna secondaria all’altra, che si intrecciano egregiamente, permettendo alla narrazione di aver un ritmo costante e crescente. Se da un lato la discesa – in senso quanto mai letterale – negli inferi di Oliver si fa sempre più drammatica, rivelando sempre nuove sorprese, ciò che veramente lascia soddisfatti è il ruolo sempre più centrale e dinamico di Felicity. In assenza di suo marito, il personaggio esce finalmente da quell’ombra fisiologica dalla quale era sempre stata anche solo un minimo limitata. Non stiamo qui affermando che Felicity sia un personaggio sottomesso alla sua controparte maschile, ma è indubbio quanto prima d’ora non avesse mai goduto di un tale spazio di manovra, che gli autori stanno sfruttando al meglio.

Anche la scelta di recuperare un po’ il filo della relazione tra John e sua moglie, ora colleghi a tutti gli effetti, è funzionale a permettere un’espansione sempre più evidente della trama dello show, che sta assumendo una dimensione perfino globale, con i suddetti e Curtis impegnati in Svizzera.

Più in generale, tutti i personaggi principali sembrano finalmente aver trovato il loro posto in un’ideale scacchiera, con i villain – ancora un po’ in ombra – che al momento assurgono alla funzione di catalizzatori dell’azione, in attesa di ulteriori sviluppi che iniziamo a intravedere anche grazie al cliffhanger finale dell’episodio.

Da un punto di vista più squisitamente tecnico, ogni combattimento che va in scena in questo capitolo della storia è ben ideato, coreografato e conseguentemente diretto, cosa che permette la messinscena di una storia fortemente action packed, con dei picchi virtuosi a tratti persino entusiasmanti.

Crossing Lines è un episodio che spinge i protagonisti verso nuove direzioni, all’insegna di una crescita costante della narrazione, che si ritrova slancio, ma soprattutto una necessaria diversificazione.

Mancano precisi riferimenti ed easter egg ai fumetti della DC Comics, salvo per il fatto che abbiamo la conferma che il nome di battesimo di Silencer è Honor, così come per la sua controparte originale.