Recap

Dopo essere stato incastrato e aver accoltellato una guardia carcerata, Oliver viene confinato in isolamento nel cosiddetto “Livello Due” dello Slab. Qui, l’ex vigilante è sottoposto alle cure dello psichiatra Jarrett Parker: con un procedimento più simile a una tortura che a una terapia, Oliver è costretto a tornare con la mente indietro nel tempo, all’epoca del naufragio su Lian Yu e della morte di suo padre, perdendo progressivamente il suo appiglio con la realtà.

Nel frattempo, Felicity ha catturato Silencer, che sottopone a un trattamento brutale. Per far parlare la criminale, così che possa svelarle dove si nasconde Ricardo Diaz e quali sono le sue reali intenzioni, la donna chiede aiuto a Laurel, nuova procuratrice distrettuale della città ed ex Black Siren. Pur di raggiungere il suo obiettivo, Felicity sembra disposta anche a perdere la sua umanità.

Nel frattempo, una serie di attentati trascina nel caos i quartieri poveri di Star City, con il nuovo e misterioso Green Arrow che salva a Zoe, la figlia di Rene. Proprio quest’ultimo inizia a indagare assieme a Dinah sull’identità del nuovo arciere mascherato. I due hanno posizioni diverse sul vigilante, e questa premessa porta a un’inevitabile frattura.

Nel futuro, intanto, William e Roy giungono in una Star City devastata e distopica. Qui continuano le loro ricerche, incontrando due vecchie conoscenze.

 

Commento

Iniziamo dalla fine: il filone narrativo in flashforward della settima stagione di Arrow si fa sempre più interessante, proponendo molteplici misteri e relativi colpi di scena uno più avvincente dell’altro. Il potenziale di questa sotto-trama è sostanzialmente infinito, una pagina bianca da riempire a proprio piacimento, consentendo alla storia presente e futura di prendere qualsiasi direzione. È inoltre stuzzicante iniziare a intravedere le connessioni tra presente e futuro, come nel caso della spilla data da Dinah a Zoe. Resta ancora da scoprire chi ci sia sotto la maschera e il cappuccio del nuovo Green Arrow, e come questo sia giunto nel presente dal futuro, postulando che sia uno tra Roy e William.

Nella storia ambientata ai giorni nostri, prosegue la drammatica odissea di Oliver, sempre più imprevedibile, mentre Felicity porta avanti la sua personale agenda, sempre più oscura. In questo senso, il team-up tra quest’ultima e la “nuova” Laurel ha delle indubbie potenzialità. Nel frattempo, lo sviluppo della narrazione procede anche in altre direzioni, con la sotto-trama legata ai subbugli nei quartieri popolari della città, con l’improvvisa ma sensata frattura tra Rene e Dinah che mette nuova carne al fuoco.

Sopra ogni cosa, è sorprendente come e quanto gli autori stiano tenendo Oliver lontano dal palcoscenico principale, limitandone anche considerevolmente il minutaggio in scena. Nonostante una relativa, ma importante, assenza del protagonista, lo show procede spedito, con un piglio di freschezza e originalità che mancava da tempo.

Episodio con diversi riferimenti ed easter eggs targati DC Comics, a partire dall’esordio del dottor Parker, che ha una controparte a fumetti creata da Mike Baron e Mike Collins sulla pagine di Flash vol. 2 #10 (1988): si tratta di uno psichiatra che, dopo essere stato imprigionato in una dimensione alternativa, rimane affascinato dalla mancanza di limiti della mente (super)umana.

Il futuro post-apocalittico di Star City ricorda quello della recente maxi-serie Futures End, che raccontava di un potenziale futuro dell’Universo DC, nel quale, tra le altre cose, Freccia Verde sembrava morire. Attendiamo conferme, in questo senso.

Infine, ritorna Beebo, il pupazzo più amato dei bambini dell’Arrowverse, grande protagonista di alcuni episodi di Legends of Tomorrow.