In The Dance, il finale di metà stagione di The Resident, alcune vite sono appese ad un filo e un paio di intensi cliffhanger ci lasciano con il dubbio su quale sarà il destino di alcuni personaggi chiave di questa seconda stagione.

La trama principale di questa puntata vede coinvolti Conrad (Matt Czuchry) e suo padre Marshall (Glenn Morshower), che il figlio scopre essere affetto dalla malattia di Crohn quando l’uomo sviene di fronte a Nic e al dottor Bell mentre ispeziona con loro quella che sarà la futura clinica per indigenti la cui apertura è stata suggerita proprio da Conrad. L’evoluzione del personaggio di Marshall Winthrop nella serie è stata davvero notevole, qualcuno potrebbe definirla perfino brusca, ma dall’affarista senza scrupoli e padre assente che ci è stato presentato alla fine della prima stagione, ci troviamo adesso di fronte ad un uomo per lo più ragionevole, con alcune serie cicatrici che si porta dietro dal passato e che, senza alcun dubbio, ama profondamente il figlio, un’inversione di rotta tale da farci a volte chiedere perché mai Conrad lo abbia odiato tanto in passato.

Il fatto che la vita di Marshall sia quindi minacciata proprio quando i due hanno finalmente trovato spazio per un dialogo maturo e sincero, è il perfetto ed insieme crudele gioco del destino che solo un finale di metà stagione di una serie televisiva può giocare. E sebbene l’ovvia speranza sia che il padre di Conrad non muoia su quel tavolo operatorio ad opera di Bell, questa alternativa potrebbe portare con sé molti interessanti sviluppi per la storyline della seconda parte della stagione. Conrad potrebbe infatti annegare nel senso di colpa per aver perso il padre proprio quando stava cominciando a scoprire tante verità su di lui o potrebbe fare tesoro di questo ultimo periodo vissuto con lui per ripromettersi di essere più aperto, ma soprattutto la tensione nel rapporto con il dottor Bell potrebbe salire alle stelle. Il fatto che Bell combini qualche disastro in sala operatoria proprio quando i suoi problemi finisci sembrano ormai superati, sarebbe un ulteriore scherzo del destino, ma non è detto che Marshall debba morire a causa di un errore medico, se questo è ciò che gli autori hanno davvero deciso per lui. Il padre di Conrad potrebbe essere infatti vittima delle circostanze e Bell potrebbe semplicemente non riuscire a salvarlo come può succedere in molti interventi di routine, ciò che sarebbe interessante sono ovviamente le conseguenze: cosa accadrebbe in questo caso tra Bell e Conrad? Sarebbe, quest’ultimo, in grado di accettare l’idea che Bell non sia diretto responsabile della morte del padre considerata la sua fosca fama?

Randolph Bell, dal canto suo, consapevole dei dubbi di Conrad ha circa le sue prestazioni in sala operatoria, non deve preoccuparsi solo del suo internista, ma – con il ritorno a sorpresa di una pericolosissima dottoressa Lane disposta a ricattarlo per riconquistare la libertà – ha bisogno di procurarsi rapidamente del denaro per pagarle la cauzione ed un buon avvocato e a chi altri finirà per rivolgersi se non al peggiore criminale che la serie abbia mai visto? Nonostante Bell abbia avuto dei dubbi iniziali sull’attività di Gordon Page e della sua fiorente azienda, la QuoVadis, di cui Julian è una rappresentante, finirà infatti per chiedere proprio il suo aiuto nel momento del bisogno, legando così a doppio filo lo sfruttamento della sua immagine professionale ad una società destinata a fallire e fallire nel peggior modo possibile: per frode.

La complessa situazione della QuoVadis ci porta inevitabilmente a parlare anche del modo ingenuo con cui Julian Booth ha gestito la scioccante scoperta che nulla di ciò che la società per cui tanto orgogliosamente lavora, è effettivamente fabbricato negli Stati Uniti come il suo Amministratore Delegato continua ad asserire, frodando sia gli investitori che il Governo, ma importato dalla Cina e poi contrassegnato come americano senza nemmeno essere testato. Un’ingenuità di cui lei stessa si renderà conto quando affronterà suo malgrado Page e si darà poi alla fuga dopo avergli promesso di sparire e di non denunciarlo. Sebbene non ci sia dato di sapere se l’incidente che subisce alla fine della puntata sia effettivamente stato causato dall’autista di Gordon o dal terrore di Julian di essere seguita, come nel caso di Marshall, l’eventuale dipartita del personaggio potrebbe aprire le porte a interessanti future storyline, più di quanto non accadrebbe se si salvasse.

L’impatto che la morte di Julian potrebbe avere in particolare su Devon sarebbe infatti devastante.
Il medico, nel giorno del suo matrimonio è ormai consapevole di provare sinceri sentimenti per Julian, ma si convince inizialmente a sposare comunque Priya per senso del dovere, un peso dal quale però la sua stessa madre finirà per sollevarlo quando gli dirà che la sua felicità è la cosa più importante, trasformando quello che avrebbe dovuto essere un giorno di grande gioia e festeggiamenti in un epilogo molto triste per la coppia Devon/Priya.

Sempre sul fronte sentimentale, sebbene il rapporto tra Nic e Conrad sembri andare a gonfie vele, all’orizzonte si raccoglie qualche nuvola quando l’infermiera, in maniera quasi del tutto casuale, annuncia di non desiderare di avere figli (di recente è stato rivelato che lei e Conrad sono passati attraverso una dolorosa esperienza di aborto spontaneo), una notizia che chiaramente coglie il suo compagno di sorpresa, soprattutto quando si considera quanto Conrad ami i bambini.

Per quanto concerne infine AJ e Mina, il tenero sentimento del mentore per la sua allieva continua ad essere argomento di conversazione dei molti shipper della coppia e nonostante AJ abbia detto chiaramente a Nic che fino a che fosse stato il suo insegnante non avrebbe detto nulla a Mina, l’impressione (o forse la speranza?) è che questo nodo potrebbe venire al pettine prima del previsto.

La seconda stagione di The Resident va in onda negli Stati Uniti ogni lunedì su Fox e tornerà dopo la pausa natalizia il 14 gennaio 2019.