Evolution, midseason finale di The Walking Dead, è un episodio che si occupa principalmente di introdurre i cosiddetti Sussurratori (The Whispers) – villain capaci di portare con sé nuove atmosfere e una tinta horror che mancava da tempo. Da questo punto di vista, tutto ciò che riguarda loro e la ricerca di Eugene da parte di Jesus, Aaron e Daryl ha funzionato egregiamente. A proposito di questi ultimi, mentre si dirigono verso la baracca dov’è nascosto Eugene, i tre uomini rimangono stupiti di fronte ad una mandria di erranti dal comportamento anomalo. Tra i boschi e le distese campestri, i tre personaggi riunitisi per salvare un loro compagno analizzano le tracce e cercano di trarre delle conclusioni. Il paragone con Aragorn, Legolas e Gimli arriva istintivamente.

Una volta trovato Eugene, quest’ultimo, completamente terrorizzato, riferirà loro di aver sentito sussurrare questi zombie. La sua idea è che siano in qualche modo evoluti. Una teoria un po’ azzardata ma che lascerà soddisfatti tutti coloro che non hanno mai sentito nominare I Sussurratori. L’attesa della scoperta della verità dietro questi erranti è stata costruita molto bene, così come ha funzionato la costruzione della dipartita di Jesus, accoltellato alle spalle nel mezzo di un cimitero immerso nella nebbia da quello che apparentemente sembra essere uno zombie parlante. Una morte forse già preannunciata quella di Jesus, ed è un peccato che un personaggio come lui se ne sia andato in questo momento della storia, dove tutti, nel bene o nel male, possono diventare tutto ciò che non sono mai stati.

Jesus ha provato più volte ad emergere e in diverse occasione sembrava che stesse per farcela; proprio per questo motivo avremmo voluto che gli autori gli avessero lasciato più spazio e gli avessero dato modo di dimostrare il suo potenziale. La sua morte quasi sicuramente costringerà Maggie a tornare per salutare il suo caro amico ed eventualmente nominare un nuovo leader. Questo midseason finale, come vi anticipavamo all’inizio della recensione, si occupa principalmente di impostare le basi per il futuro e di rompere qualche equilibrio. La morte di Jesus avrà sicuramente delle ripercussioni sulla calma che ormai aleggia da tempo tra Alexandria, Hilltop e il Regno. Serviva, infatti, qualcosa di clamoroso per smuovere Michonne e tutto il castello che lei stessa si era costruita per proteggere le comunità.

C’è ancora qualcosa di non spiegato tra Tara, Carol e Michonne e questo è interessante dal punto di vista narrativo, perché per una volta il pubblico non viene assalito da informazioni che preferirebbe scoprire gradualmente da solo: non si possono spiegare anni di salto temporale in un dialogo troppo forzato. Il fatto che Michonne non abbia nessuna intenzione di partecipare alla fiera è solo un piccolo mattone di un progetto più grande. In questo episodio, la donna scopre che diverse persone, compreso Aaron, le hanno mentito e forse questo sarà un altro tassello che la porterà a riconsiderare l’intera situazione. Nel mentre, Padre Gabriel vuole a tutti i costi aiutare Negan e lo fa attraverso delle sedute di meditazione che ovviamente l’ex villain prenderà sottogamba. I due insieme funzionano molto bene sullo schermo, c’è una chimica interessante e in fin dei conti Padre Gabriel è quello che ha passato più tempo insieme a Negan nella serie. Una scelta che inizialmente sembrava azzardata ma che ora appare come la più giusta. Perlomeno, Padre Gabriel con lui ha un trascorso interessante, a differenza del feeling forzato tra il pastore e Rosita (e in precedenza con Anne). Ma cos’è successo con la porta della cella di Negan? Padre Gabriel è stato poco attento oppure c’è ancora qualcuno del team Negan là fuori? Sebbene la sua uscita dalla cella sia stata leggermente destabilizzante dal punto di vista della realizzazione, ciò che è interessante è il pensiero di rivedere Negan di nuovo a piede libero. Quale sarà la prima cosa che deciderà di fare?

Ciò che non avremmo voluto vedere in Evolution è tutto quello che riguarda la storyline di Henry e il suo conseguente ingresso nel gruppo di Gage, Addy e Rodney, la brigata di teenager meno interessante della storia della televisione. È stato dedicato decisamente troppo tempo a un personaggio che non è mai stato incisivo e che ha funzionato sullo schermo solo perché correlato a figure come Carol ed Ezekiel. L’idea di voler raccontare il suo ingresso a Hilltop nel bel mezzo di un midseason finale ha rovinato un episodio che poteva essere perfetto per raccontare l’ingresso di nuovi villain. Il motivo della trasformazione repentina e ingiustificata di Henry risiede solo nell’aver visto Enid baciarsi con un altro ragazzo, Alden (che nei precedenti episodi ci chiedevamo che fine avesse fatto). Carol saluta il suo figlioccio dicendogli di stare lontano dai guai e neanche un’ora dopo Henry si ritrova nella stessa prigione del signor Sutton.

Evolution rappresenta un po’ in sintesi quello che è diventato The Walking Dead negli ultimi anni, ossia una serie in grado di entusiasmare seppur non ai fasti di un tempo e di creare atmosfere interessanti e suggestive ma che – a causa di una sceneggiatura superficiale – ama perdersi in congetture non richieste e che inevitabilmente finiscono per appesantire il ritmo.

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