Dick, Hank e Dawn sono stati sconfitti, con quest’ultima che lotta tra la vita e la morte. L’insolita “famiglia” che la misteriosa organizzazione intenzionata a catturare Rachel ha mandato si è dimostrata infatti un osso ben più duro di quanto immaginabile, e adesso la giovane ragazza è loro prigioniera.

Sulle loro tracce c’è però Kory, aliena dotata di incredibili poteri che non ricorda nulla della sua vita precedente, salvo il fatto che era anche lei sulle tracce di Rachel. Dopo averla salvata, le due donne si dirigono verso un convento dove potrebbe nascondersi la verità sulle origini della giovane.

Lungo la strada, Rachel si imbatte in Gar, bizzarro ragazzo dai capelli verdi dotato di poteri mutaforma.

Nel frattempo, scopriamo il tragico passato di Dick Grayson: anni prima, dopo essere rimasto orfano, il bambino fu adottato dal miliardario Bruce Wayne, che in questo rivedeva se stesso. Nonostante la vita agiata, l’unico superstite dei Grayson Volanti desiderava però solamente essere libero di vendicarsi degli assassini dei suoi genitori.

Dopo un secondo capitolo apprezzabilissimo e sorprendente, ecco che con Origins la serie TV Titans torna su range più normali, sebbene sempre positivi. Questo è un episodio di transizione, atto a impostare trame di medio-lungo termine, consentendoci anche di apprendere nuovi dettagli suoi personaggi principali della storia.

Abbiamo a che fare con un episodio in cui il girl power scorre potente: l’inatteso team-up tra Raven e Starfire, infatti, ci propone una coppia sulla carta improbabile, ma che poi si dimostra de facto ben più che funzionale.

Nonostante una trama più prevedibile e a tratti esageratemente decompressa, anche in Origins ci sono alcune piacevoli sorprese che si tramutano in ulteriori conferme di come questa serie TV possa rappresentare qualcosa di buono. Un uso importante dell’ironia, a volte con venature decisamente black, si fa sempre più strada nella narrazione. Lo ammettiamo, per quanto grottesche possano essere apparse certe sequenze, non possiamo dire che ci siano dispiaciute. Anche se è sempre raccomandabile un uso più capillare di un tale strumento, per evitare una certa inflazione che possa provocare rigetto. Di contro, l’episodio non brilla dal punto di vista dei dialoghi, a volte scritti in modo evidentemente raffazzonato.

La sotto-trama in flashback che vede i primi giorni da orfano di Dick è la parte peggiore di Origins: si tratta di una sequenza sostanzialmente inutile, nonostante la grande aura di mitologia che aleggia costante tra i corridoi di Villa Wayne. La soluzione di mostrare Bruce Wayne costantemente di spalle, potrebbe inoltre provocare un effetto nocivo, così come è sicuramente rivedibile la computer grafica che accompagna la fuga dalla finestra del futuro Robin, troppo posticcia.

Piacevole, a tratti esaltante, la colonna sonora, composta da temi strumentali così come da classici e brani recenti, tutti molto azzeccati.

Maggiore spazio viene finalmente concesso alle protagoniste femminili dello show: Starfire e Raven. La prima, il cui vero nome è Koriand’r, è un personaggio creato da Marv Wolfman e George Perez apparso per la prima volta sulle pagine di DC Comics Presents #26 (1980). Si tratta di un’aliena originaria del pianeta Tamaran, appartenente alla famiglia reale di questo mondo. Rapita da alieni noti come Psion, viene sottoposta ad alcuni esperimenti che le donano il potere di assorbimento ed emissione di raggi solari.

Sulle pagine dello stesso fumetto fa il suo esordio anche Raven, figlia del demone Trigon dopo l’unione di quest’ultimo con una donna mortale. La giovane possiede incredibili e oscuri poteri, che la rendono potenzialmente molto pericolosa, dato che l’intenzione del padre era quella di utilizzarla come strumento per la conquista della Terra e dell’universo.