È la Norvegia dei nostri giorni l’ambientazione scelta per il penultimo episodio dell’undicesima stagione di Doctor Who, un contesto perfetto per mettere in scena un’avventura che si è inizialmente mossa tra il thriller e l’horror per poi sfociare in una riflessione allegorica su perdita e lutto. Due sentimenti, questi, che hanno contraddistinto quasi tutte le puntate di quest’anno, probabilmente l’unico vero fil rouge a livello narrativo ad aver in qualche modo legato le avventure, autoconclusive, del Tredicesimo Dottore.

Nonostante i primi minuti abbiano fatto presagire il contrario, in It Takes You Away non c’è stato alcun mostro o malvagia creatura dei boschi da sconfiggere, bensì un universo senziente pronto a tutto pur di avere un po’ di compagnia. Un antagonista – se così vogliamo definirlo – di cui è stato possibile comprendere e in qualche modo giustificare le azioni, tanto che lo stesso Dottore non ha potuto fare a meno di rimanerne affascinato e offrirgli la sua sincera amicizia pur di farlo sentire meno solo. Solitudine che ha portato prima Erik e poi Graham a rimanere vittima degli inganni del Solitract, trasformato in copie delle loro defunte mogli al fine di convincerli a non abbandonarlo.

Questo escamotage, oltre ad infondere grande emotività all’episodio, ha permesso a Sharon D. Clarke di fare un breve ritorno nel ruolo di Grace e a Bradley Walsh di offrire una nuova, convincente e commovente prova della sua bravura attoriale, confermandolo come miglior scelta di cast della stagione assieme a Jodie Whittaker. L’episodio ha anche simbolicamente chiuso l’arco narrativo dedicato a Graham e Ryan, con quel “nonno” sussurrato poco prima dei titoli di coda atteso da ormai molte settimane. Per come è stata strutturata la stagione, questi sviluppi non riescono però mai ad avere l’intensità e la forza che ci si aspetterebbe da essi, finendo per avere il sapore di un’occasione persa.

L’unica vera nota negativa di It Takes You Away è stata la personificazione finale dell’universo senziente in una rana, l’animale preferito di Grace. Oltre ad essere stato realizzato in maniera fin troppo posticcia, questa scelta è apparsa incomprensibile in termini puramente narrativi, in quanto la bestiola poco ha avuto a che spartire con il Dottore. Tenendo conto quanto Chris Chibnall abbia voluto tagliare i ponti con il passato, far tornare per un breve cameo un defunto legato al Signore del Tempo sarebbe forse stato chiedere troppo, ma siamo certi che una soluzione più plausibile potesse essere trovata.