I primi cinque episodi della seconda stagione della serie La fantastica signora Maisel confermano di essere di fronte a un prodotto dalla struttura forse a tratti troppo discontinua, considerando la sua distribuzione sulla piattaforma di streaming Amazon Prime Video che ne consente la visione in binge watching, ma di un’indubbia qualità che ne rende la visione estremamente piacevole e stimolante.
La storia compie infatti alcuni salti temporali che non pregiudicano in ogni caso la comprensione degli eventi, anzi migliorano a tratti il ritmo, passando da una trasferta a Parigi alle vacanze estive, passando per impegni di lavoro che pongono la protagonista nuovamente in contrapposizione con i colleghi di sesso maschile, obbligandola a far emergere la propria personalità determinata e un umorismo tagliente e irresistibile. Midge (Rachel Brosnahan), al ritorno sugli schermi, è stata “declassata” a centralinista, mansione che non le impedisce di farsi notare dalle proprie colleghe per la capacità di destreggiarsi in ogni situazione, anche se il suo sogno è ritornare dietro il bancone di uno degli stand di make up. La sua situazione sentimentale è complicata e la sua carriera nel campo della comicità vive degli altri e bassi, nonostante l’impegno della sua manager Susie (Alex Bornstein), in questa stagione ancora più protagonista tra rapimenti, incontri inaspettati a casa di Midge e un’attività estiva esilarante, senza dimenticare le perle di saggezza elargite alla sua amica-cliente.
Amy Sherman-Palladino e Daniel Palladino, archiviata la necessità di introdurre i personaggi e le situazioni, permettono a tutti gli interpreti di mettere a frutto la propria bravura, assegnando uno spazio sempre più grande alla coppia composta da Rose (Marin Hinkle) e Abe (Tony Shalhoub) e a Joel (Michael Zegen), mostrandone la vita privata e i problemi che stanno affrontando sul lavoro.
Il primo episodio inedito sfrutta in modo intelligente il cambiamento di location, trasportando la storia nell’affascinante Parigi e nelle sue atmosfere quasi vicine ai musical e ai classici del cinema, per rivelare un lato diverso della famiglia di Midge e dare spazio alla storia dei suoi genitori, facendo emergere un’indipendenza e una voglia di vivere che erano rimaste in secondo piano nella prima stagione. I desideri e le speranze di Rose (Marin Hinkle) obbligano inoltre la figlia a riflettere sul proprio matrimonio e, seppur in modo un po’ frettoloso, la situazione fa compiere alla storia degli importanti passi in avanti.

Chi ha amato le performance comiche della fantastica Mrs. Maisel non rimarrà deluso: non appena Rachel Brosnahan sale sul palco e viene illuminata dai riflettori c’è spazio per dei monologhi davvero efficaci e divertenti, ben ancorati alla vita quotidiana della sua protagonista – pur essendo incredibilmente aderenti alla realtà contemporanea – e in grado di spaziare dalle tematiche femministe ai problemi personali con la stessa spumeggiante naturalezza. Le risate sono assicurate grazie allo stile di scrittura dell’autrice della serie, ormai famosa per il ritmo incalzante dei dialoghi che mette a dura prova il cast fin dai tempi di Una mamma per amica, e Susie (Alex Borstein) e Abe (Tony Shalhoub) si rivelano un’inesauribile fonte di ironia e comportamenti al limite della follia che impreziosiscono il progetto targato Amazon.
Un altro elemento che nella seconda stagione si conferma assolutamente vincente è la colonna sonora: le scelte musicali inserite nelle scene o sui titoli di coda rendono ancora più complesso e ricco di significati il contesto in cui si svolgono gli eventi, sottolineando dei passaggi ed enfatizzando le emozioni.
La regia appare maggiormente dinamica e cinematografica rispetto al passato, riuscendo quasi a confezionare dei brevi film con ogni puntata, e nella prima metà della stagione non si può non lodare la gestione della storia ambientata a Parigi, con un’incomunicabilità spassosa e una traduzione simultanea irresistibile, e la vacanza dei protagonisti a Catskills, una parentesi in pieno stile Dirty Dancing in cui ogni personaggio ha uno spazio adeguato, oltre a permettere l’introduzione di Zachary Levi, la cui presenza sembra destinata a regalare molte soddisfazioni ai fan dell’attore e a chi ama delle situazioni sentimentali degne dei migliori classici della letteratura e cinematografici.
I costumi curati da Donna Zakowski contribuiscono in modo significativo a creare il mondo ideato per la serie e l’attenzione dei dettagli della protagonista è evidente in ogni momento, dagli appuntamenti galanti alle performance sul palco (anche se non sempre tutto va come previsto). La scena in cui Midge e la madre preparano i “bagagli” per le vacanze è inoltre un piacevole e simpatico reminder del lato più femminile e trendy dei personaggi femminili, oltre a ribadire in modo sottile e un po’ critico le aspettative nei confronti delle donne da parte della società.
Il vero punto di forza dello show rimane comunque l’interpretazione di Rachel Brosnahan che rende Midge un personaggio dall’incredibile forza di volontà, pronta a dare il meglio in ogni situazione e lavoro, e al tempo stesso rimane una donna “umana” e vulnerabile, in difficoltà nel dividersi tra i tanti impegni, la famiglia (la presenza dei figli rimane marginale, pur mostrando la sua attenzione e preoccupazione da madre), e il desiderio di una vita migliore che la soddisfi pienamente. La sua attività “segreta” è destinata a causarle qualche problema, tra matrimoni che le rendono complicato frenare la sua verve e serate con spettatori inaspettati, tuttavia non si dubita nemmeno per un minuto che la fantastica signora Maisel cercherà in ogni modo di rimediare la situazione e trovare un modo per evitare di ferire gli altri. Se infine si deve proprio trovare un difetto a questo esordio di stagione è la presenza limitata di Lenny Bruce (Luke Kirby) che, non appena divide la scena con la protagonista, dimostra un carisma innegabile e un feeling con Midge che meriterebbe di essere ulteriormente esplorato.