L’amica geniale conclude la sua prima stagione (la serie è già stata rinnovata da Rai e HBO) con i due episodi I Fidanzati e La promessa che chiudono definitivamente l’adolescenza delle due protagoniste, ormai diventate adulte a causa di una situazione economica e sociale che le obbliga a prendere delle scelte importanti fin da giovanissime, spesso dovendo inoltre pagare le imprevedibili conseguenze delle proprie decisioni.
La storia delle due sedicenni riprende da dove si era interrotta la settimana precedente: Elena (Margherita Mazzucco è fuggita da Ischia dopo la violenza subita e per aiutare la sua amica Lila (Gaia Girace), alle prese con un “fidanzamento” indesiderato con Marcello Solara (Elvis Esposito) a cui vuole porre fine sfruttando i sentimenti che prova nei suoi confronti Stefano Carracci (Giovanni Amura), il figlio di Don Achille. Il ragazzo sembra in grado di assicurarle quella sicurezza economica e sociale che lei e la sua famiglia cercano e, al tempo stesso, non si comporta con Lila come se fosse una proprietà da acquistare, pur sfruttando le stesse debolezze. L’atteggiamento di Stefano è meno autoritario ed esplicito e il suo approccio riesce dove quello del rivale ha fallito, conquistando Lila e la sua famiglia, a cui permette di espandere il negozio e iniziare la produzione della linea di scarpe lussuose disegnate dai giovani Cerullo. La tensione nel quartiere è però particolarmente alta, arrivando persino all’incendio della macchina dei Solara, dopo che la giovane infligge un duro colpo all’orgoglio del suo ex pretendente e tra gli abitanti iniziano a circolare delle voci diffuse per distruggere la reputazione di Lila che si è trasformata completamente dopo l’annuncio del suo fidanzamento, presentandosi con abiti eleganti e atteggiamenti più maturi.
La sua amica Lenù, invece, cerca di lasciarsi alle spalle le molestie di Donato Sarratore sfruttando l’interesse che Antonio prova per lei, sfruttando inoltre il suo passato per affrontare l’orco che torna a tormentarla durante l’estate. La regia di Saverio Costanzo gestisce molto bene la scena del confronto nel tunnel tra i due uomini, con una delle migliori sequenze della serie che mostra la ragazza allontanarsi insieme al suo “cavaliere”, rendendo visivamente chiara la sua illusione di poter chiudere definitivamente con il passato. Il rapporto del personaggio interpretato da Margherita Mazzucco con il figlio di Melina non viene però approfondito in modo adeguato, abbozzando solamente una parte della storia che tra le pagine aveva uno spazio maggiore e faceva emergere un lato diverso della personalità di Lenù, sullo schermo un po’ ridotta alla figura della prima della classe che non riesce a superare i suoi sentimenti per Nino, situazione resa evidente quando in un inaspettato momento di ribellione viene allontanata dalla classe e si riavvicina al giovane, ottenendo la possibilità di scrivere un articolo per una rivista di cui si occupa il giovane.

Nel season finale il matrimonio di Lila, considerato quasi una sconfitta dalla Maestra Oliviero (Dora Romano), che si rifiuta persino di accettare l’invito della sua ex studentessa sottolineando che non la riconosce, viene messo a rischio dalla necessità di chiedere aiuto ai Solara pur di far decollare il commercio delle nuove scarpe Cerullo. Silvio Solara, dopo un acceso diverbio tra i promessi sposi, viene così coinvolto nelle nozze, mentre Marcello non dovrà partecipare alla cerimonia.
La puntata dà spazio agli eventi che precedono l’atteso avvenimento: dall’aiuto dato da Lila all’amica quando deve scrivere il pezzo da consegnare a Nino, con un misto di invidia e dolore, alla scelta del vestito che fa emergere il livello di cultura ormai raggiunto da Elena che si distingue nel modo di parlare, e di pensare, dalle sue coetanee e dalle donne del rione.
Le due protagoniste condividono poi un momento molto intimo quando Elena lava il corpo dell’amica la mattina del matrimonio, mentre Lila non nasconde i suoi dubbi e il timore di aver preso una scelta che la rinchiuderà per sempre in una gabbia, pensiero che la spinge a farsi promettere che almeno la sua amica del cuore continuerà a studiare e non si adeguerà alle imposizioni sociali.
I momenti gioiosi delle nozze vengono mostrati sfruttando delle immagini in formato Super 8, ricreando in questo modo con efficacia un’atmosfera tipica dei filmini realizzati in famiglia durante gli eventi più importanti. Il ricevimento che dovrebbe essere all’insegna della gioia per le due protagoniste si rivela invece fonte di nuove delusioni: Nino tratta con freddezza Elena, mentre Lila vede concretizzarsi le sue paure quando Marcello si presenta inaspettatamente alla festa.

La conclusione della prima stagione enfatizza molto bene le dinamiche esistenti nel rapporto tra le due amiche e la loro lotta per un cambiamento che sembra essere sempre negato da una realtà ormai consolidata che opprime e nega la possibilità di un miglioramento, non solo personale. Il finale, con un semplice scambio di sguardi, pone al centro la triste realtà che nessuna delle due ha veramente il controllo sulla propria esistenza, nonostante possiedano intelligenza, determinazione e voglia di allontanarsi dagli schemi del passato.
Saverio Costanzo gestisce, anche in queste ultime due puntate, molto bene i dettagli della messa in scena e per enfatizzare, anche con sapienti contrasti tra luci e ombre e sfruttando le scenografie, le emozioni delle protagoniste concentrando l’attenzione sulle loro espressioni più che sulle parole pronunciate. L’apparente sicurezza di Lila, nell’affrontare Marcello o la propria famiglia, si nasconde dietro un’aggressività che appare in più momenti costruita come una corazza per difendersi, mentre la semplicità di Lenù cela un turbamento emotivo che non è da meno rispetto alla passionalità dell’amica.
Gaia Girace e Margherita Mazzucco, complice anche la poca esperienza, risultano nella loro recitazione più statiche di quanto si potrebbe sperare e il confronto con le giovanissime colleghe Elisa del Genio e Ludovica Nasti, anche in queste ultime due puntate, le vedono penalizzate in quanto a naturalezza e intensità.
Lo spazio dato a Dora Romano si conferma poi purtroppo davvero limitato, lasciando un po’ di dispiacere nel poter apprezzare la sua presenza, ben equilibrata tra il calore materno e la durezza di chi è consapevole di quanto talento venga sacrificato con delle nozze in giovane età, solo in un paio di sequenze.

L’adattamento televisivo dei romanzi di Elena Ferrante ha trovato un buon approccio per proporre a un pubblico molto ampio una storia particolarmente complessa, tuttavia gli autori hanno inevitabilmente dovuto compiere delle scelte narrative per condensare il materiale originale e tradurlo in modo adeguato in immagini, sacrificando forse eccessivamente alcuni dei personaggi secondari e dei lati della personalità delle due ragazze che avrebbero reso più affascinanti le dinamiche e meno prevedibili i loro comportamenti, ponendole su due dimensioni che sul piccolo schermo sembrano destinate a non incrociarsi mai a causa di differenze quasi in opposizione e che, invece, tra le pagine, possiedono il potenziale per intrecciarsi e sovrapporsi in più passaggi della storia.
L’amica geniale ha comunque saputo trovare una propria dimensione all’interno delle produzioni televisive internazionali e al tempo stesso mantenere la propria identità italiana, proponendo un racconto in grado di parlare del passato della nostra nazione attraverso lo sguardo due adolescenti che diventano adulte in un’epoca in cui inizia a emergere la voglia di mettere in discussione le convenzioni sociali. Sarà quindi interessante scoprire se la qualità tecnica e artistica si manterrà agli stessi livelli nella seconda stagione che porterà sul piccolo schermo quanto raccontato tra le pagine di Storia del nuovo cognome.