Se la barba di Spock (Ethan Peck) non lo avesse già chiarito a sufficienza, la versione diversa del personaggio iconico che verrà offerta da Star Trek: Discovery sarà ben diversa da quella che i fan hanno conosciuto finora.

Ricordiamo che nei nuovi episodi dello show, ambientati diversi anni prima degli eventi della serie classica, il famoso Vulcaniano non è ancora la voce della ragione del capitano Kirk (William Shatner). Star Trek: Discovery presenta infatti un Spock più giovane e trasandato, che lotta per comprendere visioni criptiche di un “Angelo Rosso” che sono in qualche modo collegate a sette segnali rossi misteriosamente comparsi nella galassia. È una battaglia interna che si svolgerà nel corso della stagione ed esporrà un lato di Spock che non abbiamo mai visto prima.

“Tutto l’addestramento logico di Spock non riesce a dare una spiegazione alla sua esperienza con l’Angelo Rosso, ai sette segnali e a queste visioni che ha avuto fin dall’infanzia: queste esperienze hanno praticamente distrutto il suo cervello e lui non ha un livello di comprensione emotiva sufficiente per affrontarle. Quindi, sia la logica che l’emozione hanno fallito con Spock: non è lo Spock che conosciamo nella serie classica, è uno Spock che sta ancora cercando di capire chi sia”, ha detto lo showrunner Alex Kurtzman in un’intervista a TV Guide.

Parte della sua comprensione verrà dal suo rapporto con la sorella adottiva Michael Burnham (Sonequa Martin-Green), con cui non parla da anni. La Stagione 2 non solo spiegherà perché non l’abbia mai menzionata prima nel canone di Star Trek, ma esplorerà anche una dinamica complicata che metterà alla prova il suo personaggio in modi inaspettati e lo trasformerà nel vulcaniano che abbiamo incontrato per la prima volta in The Original Series.

“È attraverso il suo rapporto con Michael e il tentativo di risolvere i loro problemi che Spock arriva a capire dove si trova nella linea tra logica ed emozione e si concretizza come lo Spock che conosciamo da The Original Series. Alla fine della stagione, vedrete come abbia fatto a diventare quel ragazzo”, ha detto Kurtzman.

“Alla fine, diventerà lo Spock di [Leonard] Nimoy, ma siamo ancora in uno stadio in cui ha la barba incolta, il che è una grande esternazione del suo disordine interiore”, ha spiegato Ethan Peck, interprete del personaggio. “La cosa meravigliosa di Spock è che ha questo incredibile conflitto interiore tra il suo lato umano e il suo lato vulcaniano, o il suo lato emotivo e il suo lato logico. Vedrete che la lotta ha portato molti problemi in superficie e quindi, a volte, [Spock] sarà severamente logico e, altre volte, fortemente emotivo.”

Oltre al dramma familiare, la prossima stagione vede Spock e l’equipaggio della Discovery, ora guidati dal Capitano Pike (Anson Mount) della USS Enterprise, alla ricerca di indizi su quegli inspiegabili segnali rossi attraverso la galassia. Secondo Anthony Rapp, quel viaggio vedrà Spock collaborare con Stamets (Rapp) per comprendere i misteri scientifici dietro il fenomeno e, forse, consegnare alla saga un nuovo bromance di cui non sapevamo di aver bisogno.

Inoltre, sembra che vedremo molto di più Tilly (Mary Wiseman), entrata nel Command Training Program. “In questa stagione, incontrerà alcune sfide più personali, alcuni demoni con cui potrebbe dover combattere”, ha detto Wiseman. Queste sfide, tuttavia, la aiuteranno indubbiamente a diventare più simile al fiero capitano che abbiamo visto nell’universo-specchio.

Star Trek: Discovery tornerà per la seconda stagione giovedì 17 gennaio su CBS All Access; contemporaneamente, verrà distribuito su Netflix.

Fonte: TV Guide