Aftermath, dodicesimo episodio della seconda stagione di The Good Doctor, riprende il giorno dopo la crisi che ha investito il San Jose St. Bonaventure, con tutti i medici coinvolti che si godono un giorno di meritato riposo mentre in ospedale, ed a loro insaputa, si sta decidendo del loro futuro professionale.

Con il solo dottor Andrews a guardia del forte, presso la struttura ospedaliera arriva un commissario del Dipartimento della Salute incaricata di indagare sul comportamento tenuto dallo staff durante la quarantena, che metterà da subito in discussione la gestione del Bonaventure, polemizzando con la scelta del neo Direttore Sanitario di mantenere anche il ruolo di Primario di Chirurgia una volta accettato il nuovo incarico.
Sebbene la crisi affrontata durante la quarantena non sia certo a lui imputabile, è pur vero che ruoli tanto importanti avrebbero meritato la completa attenzione di Marcus che, probabilmente peccando di orgoglio, si è persuaso che avrebbe potuto reggere alla pressione, convincendosi di aver fatto questa scelta per il bene dell’ospedale e per far risparmiare denaro prezioso al Consiglio di Amministrazione. La realtà si è però mostrata molto più dura di quello che lui stesso probabilmente non avesse immaginato tanto che – sia nel ruolo di Primario che in quello di Direttore Sanitario – Andrew scopre di non essere stato a conoscenza del fatto che in quelle difficili ore la dottoressa Lim abbia somministrato forzatamente un medicinale per controllare un paziente riottoso, che il dottor Melendez abbia ignorato un ordine di non rianimazione e che Shaun abbia avuto una crisi che gli ha impedito di adempiere ai suoi compiti, tutti elementi che faranno decidere alla rappresentante del Dipartimento di portare i tre dottori coinvolti di fronte all’Ordine, consigliandone la sospensione.

Ignari di come la loro carriera sia legata ad un filo sottile, Audrey e Neil sono presi da ben altri problemi e dalla gestione della loro relazione.
Nonostante Audrey cerchi in un primo momento di allontanare il suo collega, i due finiranno apparentemente per giungere alla conclusione di voler esplorare le possibilità che questo rapporto potrebbe regalare loro anche se le loro posizioni continuano a sembrare molto diverse. Non dobbiamo infatti dimenticare che il dottor Melendez è un uomo molto tradizionale, con un quasi-matrimonio fallito alle spalle a causa del fatto che la sua fidanzata non condivideva la sua visione di famiglia e che la dottoressa Lim stessa, almeno per il momento, sembra più concentrata sulla sua carriera che sull’opportunità di farsi coinvolgere in un rapporto serio che la distolga dai suoi obiettivi.

Non meno complessa, anche se non di natura sentimentale, è la relazione tra Morgan e Claire: le due colleghe – profondamente diverse – non sono infatti mai andate d’accordo. La dottoressa Reznick non ha mai nascosto l’opinione che Claire sia una persona troppo debole per intraprendere la carriera di medico, desiderosa di voler accontentare tutti, mentre la dottoressa Browne pensa che Morgan sia un’arrivista senza cuore, tutte opinioni che apparentemente le due avranno modo di rivalutare.
Riunite dalle circostanze, nella persona della problematica madre di Claire, le dottoresse troveranno in Aftermath dei punti in comune e finiranno per supportarsi a vicenda e rispettare quanto meno le reciproche differenze, mettendo (forse!) fine ad una silenziosa faida che andava avanti dal debutto di Fiona Gubelmann nello show e che potrebbe cambiare gli equilibri all’interno dell’ospedale.

I rischi corsi dal figlio durante la quarantena e la decisione di Alex di riavvicinarsi a lui, contribuiranno anche a ridare al dottor Park una speranza di riallacciare i rapporti con al ex moglie Mia. Nonostante i due ex coniugi finiscano infatti per accapigliarsi dopo poche ore trascorse insieme, durante quella che avrebbe dovuto essere una piacevole serata in famiglia, riusciranno anche ad essere finalmente sinceri l’uno con l’altra, parlando dei motivi che hanno portato alla rottura del loro matrimonio: dalla tendenza di Alex a chiudersi e non condividere le proprie decisioni ed i propri pensieri, fino alla risposta di Mia, che l’ha condotta a tradirlo. Ed anche se inizialmente la donna non sembra disposta a rischiare ancora e provare a far funzionare il loro rapporto, nonostante i due si confessino di amarsi ancora, Mia finirà per tornare sulle sue decisioni, accettando di fare un nuovo tentativo.

Aftermath si rivela un episodio rivelatore anche per Shaun e Lea: dopo una giornata trascorsa assieme al dottor Glassman, in seguito alla quale Aaron deciderà finalmente di lasciarsi guidare dai suoi dottori e cominciare di nuovo la chemioterapia, Shaun scoprirà anche che Lea sta frequentando un ragazzo, una costatazione che lo ferirà e contribuirà a mettere a nudo i suoi veri sentimenti la sua coinquilina per la quale, evidentemente, non nutre solo sentimenti amicali.

Per quanto concerne lo stato di salute di Glassman, sebbene gli autori sembrino al momento suggerire che il mentore di Shaun potrebbe riuscire a vincere la malattia, è impossibile non rendersi conto del valore narrativo che la scomparsa di una figura tanto importante per il protagonista dello show potrebbe avere sulla serie e sull’evoluzione o involuzione del personaggio stesso. Sebbene Shaun non sia in grado di esprimere le proprie emozioni come le altre persone, non significa che non le provi, cosa che ci spinge a domandarci come potrebbe affrontare la tempesta emotiva che lo investirebbe se davvero dovesse perdere il dottor Glassman. Nonostante questa minacciosa spada di Damocle penda sulla testa del personaggio interpretato dal mirabile Richard Schiff, è plausibile che questa possibilità venga momentaneamente accantonata, soprattutto considerato che Shaun dovrà combattere a breve una battaglia non facile per non perdere il proprio lavoro e la possibilità di diventare un medico.

La seconda stagione di The Good Doctor va in onda negli Stati Uniti ogni lunedì sulla ABC, mentre arriverà in Italia a partire da venerdì 15 febbraio su Rai 2.