Xin, termine cinese che si traduce con “cuore” o “mente“, è – più ampiamente – inteso come un concetto che racchiude ogni reazione emotiva dell’uomo alle vicissitudini di un mondo in continuo mutamento e come tale non avrebbe potuto essere un titolo migliore per il 13° episodio della seconda stagione di The Good Doctor che affronta, in forme diverse, proprio la reazione di alcuni personaggi di fronte ai cambiamenti imposti dalla vita.

Il B-plot di Xin riguarda la riunione di una famiglia decisamente non convenzionale con una figlia ed una madre che non si vedono da 15 anni e si incontrano in occasione del ricovero di quest’ultima in seguito al malfunzionamento del cuore artificiale impiantatole in Cina. In questo lungo tempo, entrambe si sono ricostruite una vita: la madre accanto ad una compagna molto più giovane di lei e che in molti scambiano per la figlia e la seconda coltivando la sua carriera di artista, che la madre osteggiava, e cercando di superare le ferite inferte durante l’adolescenza.
Il rapporto tra le due è così teso che, in seguito ad una discussione, la madre ha un grave scompenso cardiaco che impedisce il suo trasferimento in Cina per l’intervento che dovrebbe salvarle la vita, finendo per obbligare i dottori del San Jose St. Bonaventure ad operarla in condizioni particolarmente critiche, decisione che non solo le salverà la vita ma – grazie in particolare all’intervento del dottor Park – permetterà alle due donne di prendere in considerazione l’idea di ricucire il loro rapporto.
Anche i due protagonisti del secondo caso descritto nella puntata, Anna e Javi, vanno incontro a qualcosa di nuovo. Entrambi autistici, i due giovani coinquilini hanno un rapporto decisamente non convenzionale che nessuno dei due riesce tuttavia a interpretare come una relazione amorosa, fino a che le circostanze e il difficile intervento che Anna dovrà subire, non li convinceranno ad abbracciare il cambiamento ed ammettere i reciproci sentimenti.

Ciò che tuttavia cattura davvero l’attenzione in questo episodio è il cambiamento degli equilibri nel rapporto tra Shaun e Aaron che, non finiremo mai di ripeterlo, meriterebbe probabilmente maggiore visibilità nella serie. Il dottor Glassman, un uomo chiaramente molto indipendente che non riesce a venire a patti con il deterioramento delle sue condizioni di salute, ha dovuto in un certo senso toccare il fondo per capire di non poter affrontare questa battaglia da solo, ma una volta accettata l’idea del coinvolgimento di Shaun, si è trovato di fronte qualcuno completamente incapace di aiutarlo, se non nella forma in cui aiuta tutti gli altri: facendogli da dottore.
Alzi la mano chi non ha perso un battito durante la scena finale, quando Shaun si reca a casa del suo mentore e lo chiama senza ricevere risposta, facendo temere per il peggio.
Nonostante l’episodio non si sia concluso fortunatamente con un cliffhanger, l’impatto emotivo della scena non è stato per questo meno forte: grazie alla sua esperienza in ospedale con la sua paziente Anna ed ai consigli di Lea, Shaun ha dimostrato infatti di saper progredire emotivamente e sapersi mettere in discussione cercando di venire incontro ai veri bisogni del suo amico.
E’ indubbio che la dura reazione di Glassman, quando caccia Shaun di casa dicendogli di non avere bisogno che gli faccia da infermiere, lo ferisca profondamente, ma il bello di questo personaggio è proprio la sua capacità di autocritica, nonché quella di comprendere i propri limiti ed il desiderio di superarli.

Quello che rimane un grande punto interrogativo è invece il suo rapporto con Lea: sebbene la ragazza abbia chiarito i suoi sentimenti, abbia qualcuno nella propria vita e non possa essere accusata di non essere stata sincera – quanto meno dalla sua ricomparsa nella vita di Shaun – la sensazione è che gli autori stiano ancora giocando con i sentimenti del protagonista il quale, pur avendo empiricamente accettato le decisioni di Lea, non riesce a fare comunque a meno di provare ciò che prova per lei, finendo – in maniera adorabilmente impacciata – per interferire persino nel suo rapporto sentimentale, convinto di poter fare sostanzialmente da continuo terzo incomodo tra i due, diventando amico del ragazzo di Lea come lo è della sua coinquilina.
Considerato che siamo a metà della stagione, quello che auspichiamo è che questo impasse venga affrontato quanto prima e gli autori smettano di punzecchiare il pubblico con l’eventualità di un qualcosa che difficilmente si avvererà, lasciando così andare entrambi i personaggi per la propria strada, che questo porti ad una separazione o meno.

La seconda stagione di The Good Doctor va in onda negli Stati Uniti ogni lunedì sulla ABC, mentre arriverà in Italia a partire da venerdì 15 febbraio su Rai 2.