C’è un nuovo gruppo di disadattati supereroi in città e le Leggende hanno finalmente trovato dei pericolosi contendenti all’ambito ruolo di famiglia più disfunzionale dell’universo televisivo della DC Comics. Tratto dall’omonima serie a fumetti nata agli inizi degli anni Sessanta da un’idea degli autori Arnold Drake e Bob Haney e disegnata da Bruno PremianiDoom Patrol ha debuttato ieri sera sulla piattaforma DC Universe come offshoot di Titans, ma – a differenza di quest’ultimo – usa la maggiore libertà espressiva concessa dal servizio streaming affidandosi a toni arguti e divertenti, piuttosto che a quelli decisamente più cupi e tetri del suo show genitore. “Ancora supereroi. Proprio quello di cui il mondo aveva bisogno. Non vi è ancora venuta voglia di ammazzarvi?”

Affidato alla brillante voce narrante di Alan Tudyk che si scoprirà essere anche il misterioso cattivo di stagione Mr. Nobody, il pilot è accompagnato – in un perfetto stile Deadpool – dalle costanti canzonature del personaggio nei confronti dei protagonisti che erano già stati introdotti nel quarto episodio di Titans e che sono senza dubbio il cuore della pulsante della serie.

Brendan Fraser interpreta Cliff Steele, un famoso pilota automobilistico il cui cervello, in seguito ad un grave incidente e grazie all’intervento del professor Niles Caulder, detto The Chief (Timothy Dalton) viene preservato ed impiantato nel corpo di un androide che prende il nome di Robotman, interpretato in questa versione da Riley Shanahan. Sebbene la storia d’origine del personaggi vari rispetto a quella dei fumetti, aggiungendo in questo caso un elemento umano che contribuisce fortemente alla sua caratterizzazione, quello di Robotman si conferma uno dei personaggi più interessanti dell’episodio, grazie all’incredibile lavoro che Fraser Shanahan riescono a fare per dare uno spessore emotivo ad un robot incapace produrre una qualsiasi espressione e sentire, come lui stesso ammetterà, qualsiasi sensazione umana legata ai cinque sensi che ha ormai perduto.

Ad aver trovato rifugio nella Doom Manor assieme a Robotman, l’ultimo arrivato (al quale si aggiungerà a partire dal secondo episodio anche il Cyborg di Jovian Wade) vi sono poi la bellissima ed egocentrica Rita Farr (April Bowlby), star Hollywoodiana degli anni Cinquanta che, dopo essere caduta in un fiume in Congo, si trasforma in Elastic-Woman, una sorta di blob senza forma incapace di controllare questo suo potere e condannata a nascondersi al mondo dopo una vita trascorsa sotto i riflettori, Larry Trainor, un eroico e bellissimo pilota dell’aeronautica americana interpretato da Matt Bomer che dà volto e voce al personaggio prima dell’incidente che lo trasforma in Negative Man (a cui Matthew Zuk presta invece il corpo quando avvolto dalle bende) ed infine Crazy Jane (Dianne Gurrero) una ragazza costretta a convivere con le sue 64 personalità, una delle quali finirà per mettere nei guai i suoi amici approfittando dell’assenza del professor Caulder.

Rispetto all’episodio che abbiamo visto in Titans, il personaggio di The Chief,  interpretato lì da Bruno Bichir, è anche colui che ha subito maggiori cambiamenti.
In quell’occasione il professore non tarda infatti a mostrare il suo lato oscuro quando cerca di imprigionare Rachel Roth (Teagan Croft) contro la sua volontà per studiarne gli immensi poteri, mentre nel pilot di Doom Patrol è molto più simile al personaggio nelle premesse dei fumetti, un paraplegico dotato di un intelletto superiore che usa le proprie conoscenze per sviluppare invenzioni che gli permettano di aiutare gli altri e se stesso, nonché il fondatore del team formato da persone sfortunate e speciali quanto lui (la Doom Patrol, appunto) creato inizialmente per combattere il crimine e proteggere gli innocenti. Grazie ad un copione che ha permesso all’attore di giocare con le sfumature di un personaggio molto più complesso e sfaccettato di quanto visto in Titans, il professor Caulder di Timothy Dalton acquisisce uno spessore che lo rende anche più interessante e pericoloso del suo predecessore, dimostrando fino a che punto questa serie faccia affidamento su personaggi divertenti ed umanamente accattivanti e profondi, più che sulla trama stessa.

Nonostante infatti questa strana famiglia cerchi di vivere una vita normale nell’isolamento imposto dalla loro condizione, ognuno sviluppando un hobby che permetta loro di distrarsi, Rita ricamando all’uncinetto e guardando vecchie “pellicole” (non film!), Larry trasformando un vecchio scuolabus in un giardino pensile e Cliff costruendo complessi e realistici modellini di piste per automobiline radiocomandate, a disturbare la loro quiete giungeranno le 64 personalità di Crazy Jane, la quale li convincerà ad uscire dal loro rifugio per trascorrere una giornata in città in un’impresa che non solo li esporrà al mondo, ma attrarrà anche l’attenzione di Mr. Nobody.

Tra tutti i membri della Doom Patrol quella che risulta forse meno credibile finisce però per essere proprio la Crazy Jane della Gurrero che ha il difficile compito di interpretare un personaggio che richiede continui cambi di ritmi e necessiterebbe forse di una maggiore diversificazione, come a soffrire – nell’episodio – è anche la trama che non introduce in maniera consequenziale alcuni eventi come l’arrivo sulla scena di Mr. Nobody, né spiega l’improvvisa apertura di un portale in seguito al peto di un asino; delle stranezze che nel complesso e nonostante la confusione che provocano, contribuiscono comunque a creare quell’atmosfera di eccentricità che pervade l’episodio, rendendolo decisamente godibile.

Se c’è una lezione che la DC ha appreso da Legends of Tomorrow, i cui protagonisti ed il cui tono generale hanno subito un notevole cambiamento rispetto alla più seria, posata (e noiosa!) prima stagione è che “strano è bello” e, considerate le stuzzicanti premesse di Doom Patrol non vediamo l’ora di immergerci in questa anticonvenzionale avventura.

Doom Patrol va in onda negli Stati Uniti ogni venerdì sulla piattaforma streaming DC Universe.