La Doom Patrol è praticamente la versione degli X-Men della DC Comics o sarebbe meglio dire che gli X-Men sono la versione della Marvel della Doom Patrol, precisazione che spiegheremo più avanti, un team di peculiari supereroi guidati da un uomo costretto su una sedia a rotelle che cerca di proteggere quello stesso mondo che li teme e li tratta come degli outsider, dei freak.
Quel che è certo è che i membri della Doom Patrol sono ben lontani dagli eroi dalla faccia pulita della Justice League e della Justice Society of America e si considerano loro stessi afflitti, piuttosto che dotati, da poteri che non hanno mai voluto e che hanno cambiato per sempre e loro malgrado le loro esistenze, impedendogli di vivere una vita normale.

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I MEMBRI
I team da cui è composta la Doom Patrol negli anni hanno subito diversi cambiamenti, ma il cuore del gruppo è rimasto più o meno sempre lo stesso con il professor Niles Caulder, detto The Chief, a fungere da loro guida e salvatore. Almeno inizialmente sarà il professore ad insegnare loro a gestire i propri poteri ed usarli a fin di bene, sebbene trame successive dei fumetti lo trasformeranno più in un cattivo che in un eroe, rivelando persino come sia stato proprio lui ad aver causato gli incidenti che hanno portato gli eroi della Doom Patrol a diventare quelli che sono.
Cliff Steele, alias Robotman, è l’unico personaggio ad essere presente in ogni versione del team, con il suo cervello impiantato nel corpo di un robot in seguito ad un catastrofico incidente avvenuto durante una corsa automobilistica, un particolare che è stato cambiato nell’adattamento televisivo della serie andato in onda sulla piattaforma DC Universe.
La star di Hollywood Rita Farr, alias Elastic-Womanacquisisce il potere di allargarsi e restringersi a causa di un gas vulcanico che respira in un incidente avvenuto sul set di un film che stava girando in Africa, potere che inizialmente non riesce assolutamente a controllare.
Il pilota Larry Trainor, alias Negative Mansi trasforma invece dopo essere stato esposto a potenti radiazioni che lo rendono altamente pericoloso per le altre persone, motivo per cui si ricopre di bende come l’Uomo Invisibile. I suoi poteri gli danno anche la facoltà di liberare dal proprio corpo una sorta di spirito negativo che può volare, correre ad altissima velocità e far esplodere oggetti.
Dopo essere stata esposta all’esplosione di una bomba genetica creata dai Dominatori (gli stessi alieni protagonisti del crossovers dell’Arrowverse Invasion!) la personalità di Kay Challis si divide in 64, ciascuna con un potere specifico e con quella di Jane Morris, alias Crazy Jane che diventa la personalità dominante.
Il personaggio di Victor Stone, alias Cyborg – che comparirà nella serie TV a partire dal secondo episodio e sarà interpretato da Joivan Wade – come Robotman viene trasformato in un androide in seguito ad un terribile incidente, ma secondo le indiscrezioni sarà molto diverso dalla versione del personaggio sviluppata per Justice League e Teen Titans. Sarà infatti un Cyborg alle prime armi, trasformato da poco e che fatica ad accettare la sua condizione, cosa che lo renderà molto meno sicuro di sé rispetto alla sua versione cinematografica.

DOOM PATROL VS. X-MEN 
La Doom Patrol ha debuttato nelle pagine della DC Comics a giugno del 1963, nel numero 80 di My Greatest Adventure, nata da un’idea di Arnold Drake e Bob Haney, con la collaborazione dell’artista Bruno Premiani, 3 mesi prima degli X-Men della Marvel.
Le somiglianze tra i due concept sono indiscutibili e tali da rendere evidente che Marvel e Dc Comics si marcassero strette.
Sia la Doom Patrol che gli X-Men sono guidati da un genio su una sedia a rotelle e sono composti da un insieme di emarginati che difendono lo stesso mondo che li esclude, anche se una grande differenza è data dal fatto che gli X-Man sono mutanti, mentre la Doom Patrol è composta, per loro stessa definizione, da un generico gruppo di strani fenomeni da baraccone.

A giudicare tuttavia dalle parole di uno dei creatori della Doom Patrol, Arnold Drake, non vi era dubbio circa l’opinione che quest’ultimo avesse sugli X-Men e sulle azioni della Marvel:

… sono sempre più convinto che (Stan Lee) abbia coscientemente copiato gli X-Men dalla Doom Patrol. Negli anni sono venuto a sapere che molti autori ed artisti lavoravano di nascosto sia per la DC che per la Marvel. Motivo per cui, quando presentai la mia idea nell’ufficio di Murray Boltinoff (editor della DC), sarebbe stato facile per chiunque entrare e sentire che stavo lavorando ad una storia su un gruppo di riluttanti supereroi guidati da un uomo su una sedia a rotelle, il che mi ha fatto capire che Lee era a conoscenza della cosa molto prima della pubblicazione, probabilmente 5/6 mesi prima“.

Nonostante le sospette similitudini, non vi sono prove ufficiali che fosse esistita davvero una talpa nella DC che avesse portato l’idea alla Marvel e quello Doom Patrol vs. X-Men non è nemmeno il primo caso in cui le somiglianze tra personaggi dei fumetti hanno destato dei sospetti. Un altro esempio sono Fantastic Four (Marvel) ed i The Challengers of the Unknown (DC Comics).
Questi ultimi furono creati da Jack Kirby nel 1957, quattro anni prima che il fumettista facesse squadra con Stan Lee per dare la luce ai Fantastici Quattro, una versione di fatto più moderna ed accattivante del quartetto della DC, che privilegiò il desiderio di Lee di affrontare problemi reali, con cui i lettori potessero relazionarsi e che presero forma nei Fantastici Quattro in termini di complesse dinamiche e relazioni familiari.

Il punto è che a quei tempi i confini tra Marvel e Dc Comics erano molto meno netti di adesso e tutti prendevano spunto (se proprio non vogliamo usare la parola copiare) da tutti, e alla fine dei giochi chi ha avuto più successo in termini di vendite è chi è riuscito a realizzare la storia più attuale, sebbene sia la Doom Patrol che gli X-Men abbiano faticato a trovare, almeno inizialmente, un pubblico affezionato. La pubblicazione degli X-Men fu temporaneamente interrotta agli inizi degli anni Settanta, mentre la DC staccò la spina della Doom Patrol nel 1968, per poi farla tornare in un revival ben 10 anni dopo, con storie che si focalizzarono tuttavia più su normali avventure di supereroi che sulle loro iniziali peculiari caratteristiche.

Perché la Doom Patrol tornasse ad avere successo bisogna aspettare 1989, con l’arrivo di Grant Morrison, che riprese, riformulandolo, il concept iniziale della serie, arricchendo le storie con personaggi già esistenti nell’Universo della DC Comics ed creandone di nuovi e dando nel complesso al racconto un tocco di surrealismo che fece tornare il team sotto le luci della ribalta.

Dopo l’uscita di scena di Morrison ed un nuovo calo in termini di popolarità, nel 2004, e sotto la guida questa volta di John Byrne, la DC tentò un reboot della serie, riscrivendo completamente la storia d’origine dei protagonisti che tuttavia non ebbe il successo sperato e spinse il colosso editoriale a tornare sui suoi passi e ripristinare il team originale.

Recentemente, nel 2016, a riprendere il controllo dell’opera è stato Gerard Way, un fan di vecchia data del team e, non incidentalmente, autore di The Umbrella Academy, la serie a fumetti che ha debuttato il 15 febbraio su Netflix.

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Che cosa ne pensate della versione televisiva di Doom Patrol uscita sulla DC Universe venerdì 15 febbraio e a quale delle tante versioni del team sperate si ispiri lo show?
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