Doom Patrol Patrol, sesto episodio della prima stagione di Doom Patrol è un vero e proprio tuffo nel passato, precisamente nella Doom Patrol della Silver Age della DC Comics che tratta delle conseguenze che si pagano a combattere il male, nella persona di Mr. Nobody, e di cosa alcuni eroi abbiano dovuto lasciarsi alle spalle per una scelta di vita tanto pericolosa e coraggiosa.

Spinta dai suggerimenti di Mr. Nobody di trovare la Doom Patrol, Jane porta Larry e Rita nella scuola fondata da Niles Caulder per incontrare l’originale Doom Patrol, un team di supereroi degli anni Cinquanta andati ormai in pensione dopo aver aperto un’accademia per insegnare ai più giovani come affrontare “il mestiere”. Qui facciamo la conoscenza di Steve Dayton, alias Mento (Will Kemp), che scopriremo essere stato in passato l’amante di Rita, Arani Desai, alias Celsius (Jasmine Kaur), che dirà a Larry di essere la moglie di Niles, Rhea Jones alias Lodestone ed infine Josh Clay, alias Tempest (Alimi Ballard), al quale Niles ha affidato la direzione della scuola in sua assenza.

L’episodio, inframezzato da flashback della vita di Rita, si regge sul concetto che tutto ciò che i nostri antieroi vedono non è altro che un’illusione, che la scuola non è in realtà mai esistita e che è in verità una casa di riposo per eroi distrutti mentalmente dal loro compito a causa del quale sono divenuti solo l’ombra di ciò che erano stati in passato dopo aver affrontato Mr. Nobody ed essere stati sconfitti da quest’ultimo, tanto da portarli alla follia.
Come racconteranno in una narrazione congiunta sia Steve che Arani, rispettivamente a Rita e Larry, il loro ultimo scontro con quello che si sta rivelando un nemico sempre più temibile, avvenne in un giorno di sole in cui scese dal cielo, appeso ad un pallone aerostatico a forma di sedere (fosse mai gli spettatori dovessero dimenticare che questa è la serie più folle della TV!), un gigantesco jukebox che suonava a ripetizione “Hot Diggity” di Perry Como facendo impazzire tutti presenti e trasformando i poliziotti giunti in soccorso in pignatte, che vennero eviscerate dai presenti con le interiora trasformate in caramelle e da loro divorate come zombie che si gettano famelici su una preda. Nel racconto fatto ai nostri eroi, la Doom Patrol portò a casa una schiacciante vittoria, ma – come abbiamo già anticipato – tutto quello che ci viene detto è un’illusione, compreso il loro trionfo.

Coinvolti in questo perverso gioco, Rita, Larry e Jane vedono solo ciò che in realtà un vecchio e stanco Mento dalla mente ormai compromessa vuol far credere, fino a giocare con le loro stesse paure in un episodio che prende una piega sorprendente dark per una serie che fino ad ora ha saputo prendersi sempre bonariamente in giro. In una scena che omaggia e richiama The Shining di Stanley Kubrick, vediamo per esempio Jane inseguita da un mare di pezzi di puzzle, come il sangue che irrompe nel film inondando l’albergo, dal quale emerge la mano del padre di Jane/Kay – colui che ha abusato di lei da bambina – pronta per ghermirla. Allo stesso modo Rita è perseguitata dal terribile ricordo del suicidio di una donna di nome Mary Beth e dal pianto di un neonato, mentre deve contemporaneamente affrontare i ricordi del proprio passato che la fanno chiaramente soffrire.

Doom Patrol Patrol, ed ero probabilmente ora, è infatti anche la puntata del riscatto di Rita, una donna che non solo deve venire a patti con quanto è accaduto al suo corpo, ma anche con le discutibili scelte che ha fatto per la propria carriera, finendo per trasformarsi in una persona quasi priva di sentimenti, che vive del ricordo patinato della star che era stata un tempo. Già da quale puntata, come abbiamo avuto modo di dire nelle precedenti recensioni, questa corazza aveva cominciato ad incrinarsi, mostrando qualcosa sotto la superficie, una vulnerabilità a cui Rita finirà per aggrapparsi quando prenderà la decisione di lasciarsi alle spalle il personaggio Rita Farr e tornare ad essere se stessa, riprendendosi la propria umanità, anche se ciò significherà entrare per lei in un terreno inesplorato, ma dimostrando anche come questa immersione nell’illusione abbia avuto per lei, per contrasto, l’effetto di un brusco risveglio nella realtà.

Ad affrontare un’altra scomoda verità, una volta fuggita ai suoi terribili ricordi, sarà anche Jane la quale non solo comincerà ad avere sentore del fatto che il loro salvatore Niles Caulder potrebbe non essere poi così perfetto come lo hanno sempre visto e che, nello stesso modo in cui ha abbandonato a loro stessi Steve, Arani e Rhea potrebbe voltare le spalle anche a lei ed ai suoi amici, ma capirà anche grazie Josh, lo psicologo metaumano che si occupa dei membri della Doom Patrol degli anni ruggenti, che Mr. Nobody li ha portati lì per metterli tutti in guardia, mostrandogli cosa potrebbe succedere se davvero decidessero di incrociare la spada con lui, un avvertimento che probabilmente la Doom Patrol 2.0 deciderà di ignorare.

La prima stagione di Doom Patrol va in onda ogni venerdì su DC Universe, la piattaforma di video-on-demand della DC Comics.