C’è l’interpretazione eccezionale di Michelle Williams a dare sostegno e forma alle movenze di questo primo episodio di Fosse/Verdon, attesa produzione targata FX. Miniserie dichiaratamente di alto livello, che aspira ad inserirsi nella scia di altri drama dell’emittente che corteggiano il genere del biopic come Trust e Feud. Si tratta di uno show che punta moltissimo sulle interpretazioni, sulla danza dei dialoghi e dei personaggi (ballerini anche loro) attraverso il tempo, traendo il proprio ritmo dagli alti e bassi di una relazione instabile. C’è il cabaret, lo show business, i drammi familiari, la voglia di riscatto. E ci sono una già citata Michelle Williams e un Sam Rockwell da tener d’occhio.

I due nomi del titolo si riferiscono a Bob Fosse e Gwen Verdon. Coreografo, regista, attore pluripremiato il primo, attrice, cantante e ballerina la seconda. La storia inizia sul finire degli anni ’60 negli Stati Uniti funestati da un’epoca di cambiamenti. Qui, a partire dal fiasco commerciale del suo primo lungometraggio, Sweet Charity, Bob Fosse cerca di rimettersi in piedi professionalmente. Senza preamboli né giri di parole, inizia il sodalizio professionale con l’artista Gwen Verdon, che va di pari passo con la relazione romantica tra i due. Il primo episodio, intitolato Life is a Cabaret, scavalca ogni fase di presentazione, ogni premessa attesa, per lanciarci direttamente nel cuore di un dramma che basta a se stesso.

Non è il biopic classico e lineare, ma di altissimo prestigio, che poteva essere Feud. Né la sua controparte, sorprendentemente più sperimentale nella forma, Trust. Si tratta di qualcosa che si colloca a metà strada, che funziona su doppi binari, raccontandoci il durante e il dopo, sovrapponendo presente e futuro. Soprattutto, collocando ogni evento in una curiosa dimensione temporale che coincide in genere con eventi tragici, ad esempio una scritta che ci avverte che manca un certo numero di giorni alla morte di qualcuno. Alla produzione e cura del progetto si rinnova la collaborazione tra Lin-Manuel Miranda e Thomas Kail (Hamilton, In the Heigths) e Steven Levinson. Alla produzione anche Nicole Fosse, figlia della coppia.

Nei migliori momenti del primo episodio di Fosse/Verdon la storia viene trascinata dal puro piacere estatico della danza. È il caso dei primi incontri tra i due protagonisti, o dell’esecuzione del pezzo Who’s Got the Pain? Si tratta di momenti in cui la freddezza della messa in scena contrasta con la pura gioia dell’esibizione, e lascia intravedere la forma dei conflitti che verranno. D’altra parte la sceneggiatura, almeno in questa prima puntata, pone di più l’accento sul carattere di Fosse, che tuttavia emerge come il classico autore geniale e problematico, da comprendere e coccolare sul piano umano nonostante tutti i propri difetti. Molto più interessante e vitale, per quanto la scrittura le riservi meno spazio, è la Verdon di Michelle Williams, che ancora una volta si conferma attrice di altissimo profilo, capace di scomparire dietro le pieghe del proprio personaggio.

Fosse/Verdon va in onda in Italia su Fox a partire dal 18 aprile.