Godspeed, come in molti credevano ha finito davvero per rivelarsi uno dei migliori episodi di questa stagione di The Flash fino ad ora, anche se probabilmente non per i motivi che ci si aspettava, il che è forse l’unico motivo di disappunto che  scaturisce da questa intensa ora interamente dedicata a Nora West-Allen e al suo legame con propria famiglia di origine.

Il motivo di disappunto, come è facile intuire, è legato per lo più alla gestione del personaggio che dà anche il titolo alla puntata – diretta per la prima volta da Danielle Panabaker.
Godspeed, è infatti risultato essere, almeno visivamente parlando, uno dei velocisti meglio riusciti dello show e l’idea che la sua presenza sia legata ad un solo episodio, seppure così importante come la scoperta da parte di Nora della verità sulla sua famiglia e sui suoi poteri, è comprensibilmente fonte di un certo disappunto. Come si scoprirà nel corso dell’episodio, che per gran parte si svolge in un flashforward nel 2049, il personaggio doppiato da BD Wong, interpretato da Kindall Charters e da Ryan Handley quando indossa il costume (che peraltro è anche la controfigura di Zachary Levi in Shazam!), si scopre essere sostanzialmente solo un drogato di Velocity-9, la potente droga della velocità creata, lo ricordiamo, da Hunter Zolomon e Harrison Wells di Terra-2 e Caitlin Snow e Eliza Harmondi di Terra-1, che verrà presto catturato dal Dipartimento di Polizia di Central City con l’aiuto di una Nora in fase di apprendistato senza dare quindi molte speranze ai fan di poterlo rivedere in un prossimo futuro.

Quando Godspeed attacca Nora, un agente della scientifica come suo padre, e la sua partner Lia Nelson, che nei fumetti è Flash su Terra-9, in seguito all’indagine su una serie di sospetti furti avvenuti in città, la ragazza si risveglia in ospedale scoprendo di essere diventata una velocista e convinta che tali poteri le siano stati trasmessi dopo essere stata colpita da un fulmine lanciato da Godspeed, proprio nello stesso modo in cui The Flash ha acquisito i suoi.
La verità, tuttavia, molto più sconvolgente e dolorosa di quanto Nora possa immaginare è ben diversa: grazie alla sua amica Lia, apprende infatti che il minuscolo congegno che è stato ritrovato accanto a lei dopo l’attacco altro non è che un inibitore della Forza della Velocità progettato dagli STAR Lab nel passato, che lei è sempre stata una velocista e che sua madre le ha impiantato tale apparecchio per impedirle di usare i suoi poteri.

Nonostante questa fosse una parte della storia di origine di Nora che, come pubblico, già conoscevamo per averla sentita raccontare dalla ragazza stessa, gli autori sono riusciti a non rendere minimamente ripetitiva la vicenda, sfruttando i flashforward dell’episodio per far capire ancora meglio lo shock ed il dolore di Nora alla scoperta della verità, che la porterà tra l’altro ad avvicinarsi comprensibilmente ad Eobard Thawne.
L’entusiasmo iniziale con cui Nora apprende di essere una velocista ed il modo impacciato con cui cerca di gestire i suoi nuovi poteri, buttandosi nella mischia e finendo per provocare più danni che altro, sono un evidente omaggio all’imbranato Barry della prima stagione con le sue insicurezze, i suoi ritardi cronici ed il suo bisogno di un mentore, che entrambi troveranno appunto in Thawne. Tom Cavanagh, come sappiamo, ha interpretato una vasta gamma di versioni dello stesso personaggio, ma il più affascinante ed il meglio riuscito resta a nostro avviso l’Harrison Wells della prima stagione, il maestro traditore, l’uomo che ha creato dal ragazzo l’eroe solo con lo scopo di sfruttarlo per i suoi scopi e che si trasformerà poi nella nemesi di Barry per eccellenza quando ne ucciderà la madre, in un evento che ha segnato tutta l’esistenza del protagonista della serie.

Attraverso le parole stesse di Nora scritte sul suo diario, che Ralph suggerirà al resto del Team di leggere per meglio comprendere le sue ragioni, scopriamo così come il legame allievo-maestro che ha caratterizzato il rapporto tra Barry e Thawne è stato riprodotto tra Nora ed un Thawne rinchiuso ad Iron Heights ed in attesa di essere condannato a morte. Quando Nora scoprirà infatti di essere una velocista, di essere stata tradita da sua madre Iris e che suo padre è in realtà l’eroe che ha sempre ammirato, non troverà altra persona a cui rivolgersi che il suo più acerrimo nemico, l’unico uomo che lei sappia aver conosciuto Barry Allen, alias The Flash.
Da questo momento in poi il manipolativo Thawne entrerà in azione, insegnando a Nora a gestire i suoi poteri (come non ricordare quando nella 1^ stagione diceva a Barry: “Corri, Barry, corri“, nello stesso modo in cui lo ripete a sua figlia?) e conquistandosi così la sua fiducia anche attraverso una serie di rivelazioni che la porteranno al primo faccia a faccia, anche se solo virtuale, con il padre. L’Anti-Flash dirà infatti alla ragazza dell’esistenza della camera segreta dentro gli ex STAR Lab, diventati ne futuro il Museo di The Flash e quando Nora vi entrerà e scoprirà l’esistenza di Gideon, l’intelligenza artificiale le mostrerà un messaggio registrato dal padre durante quella che è chiaramente un dura battaglia che si svolge durante la Crisi sulle Terre Infinite, come dimostra il cielo rosso alle spalle di Barry, e nel quale sostanzialmente il padre non solo le dice addio, ma si dimostra anche particolarmente felice ed orgoglioso per il fatto che la sua bambina abbia dei poteri proprio come lui, il che non aiuta particolarmente la posizione di Iris e la sua scelta di tenere nascosta alla figlia la verità su se stessa e sulla sua famiglia.

Il messaggio in questione non ha quindi solo lo scopo di anticipare ancora una volta quello che si preannuncia un crossover dalle conseguenze sempre più sconvolgenti, ma ci fornisce anche una timeline per la nascita della futura Nora: se Barry è infatti padre ai tempi della Crisi sulle Terre Infinite, significa che il prossimo anno Nora deve essere nata, anche se Barry – come sappiamo da Nora stessa – dovrebbe in realtà scomparire nel 2024, il che rende le tempistiche di ciò che accadrà il prossimo anno vagamente confusa.

A questo punto dell’episodio è evidente come lo stato d’animo di Nora e la narrazione della sua storia d’origine, abbia lo scopo di alleggerire la colpa della sua scelta di avvicinarsi a Thawne o quanto meno sembra essere sufficiente per il resto del Team Flash e per sua madre, la quale decide infatti di farla uscire dalla cella in cui Barry l’ha rinchiusa lo scorso episodio, concedendole lo stesso beneficio del dubbio che Nora le ha concesso quando l’ha perdonata per averle mentito per una vita sui suoi poteri e sull’identità di suo padre.

Sorprendentemente, a pensarla in maniera completamente diversa ed a decidere invece di riportarla nel futuro senza perdonarla e mettendola in guardia dal viaggiare ancora nel tempo, sarà proprio lo stesso Barry che nel passato ha creato anomalie temporali tali da cancellare letteralmente dall’esistenza alcune persone. Con il cuore chiaramente spezzato e senza riuscire a perdonarle il tradimento, il padre di Nora la allontanerà infatti da sé e da sua madre, senza dare a nessuno l’opportunità di dirle addio in un gesto impulsivo che avrà sicuramente pesanti conseguenze con sua moglie Iris, senza dimenticare però di dire la sua a Eobard Thawne che andrà a trovare, a pochi minuti dalla sua esecuzione, per gridargli addosso tutto il suo disprezzo.

La quinta stagione di The Flash va in onda negli Stati Uniti ogni martedì su The CW, mentre in Italia potete trovarla ogni lunedì su Premium Action.