Il midseason finale di Lucifer si è rivelato uno degli episodi più frustranti ed insieme soddisfacenti di questa stagione, con il merito di aver fatto sicuramente fare un enorme passo avanti alla storyline principale della stagione dedicata a The Sinnerman, pur lasciando gli spettatori – se possibile – con più interrogativi che risposte, sia sullo stato dell’arte della relazione tra il protagonista e Chloe, sia sulla crociata di Lucifer contro suo padre e a favore del libero arbitrio.

Prima di analizzare i principali eventi di The Sin Bin, vorremmo aprire una breve parentesi sul midseason première, la cui data non è stata ancora ufficialmente annunciata, e che forse potrebbe deludere i fan che fremono per avere risposte dopo questo finale di metà stagione, poiché l’episodio con il quale lo show tornerà nel 2018, sarà in realtà l’ultimo dei quattro prodotti lo scorso anno e concepiti come stand-alone, nonché quello che ci racconterà le origini del protagonista della serie ed il suo primo impatto con Los Angeles dopo aver deciso di lasciare l’Inferno e vivere tra gli uomini. Nonostante questo episodio ci fornirà probabilmente interessanti indizi mancanti sull’eccentrico Lucifer e sul suo primo approccio con l’umanità, contribuirà anche a spezzare ancora una volta il ritmo della stagione che, al netto di questi quattro episodi extra, ha sicuramente sofferto di una certa mancanza di linearità. La buona notizia è che da City of Angels? in poi, sarà tutta strada in discesa verso il finale di stagione.

Quello che ci ha lasciati più interdetti circa la direzione presa dagli eventi in questa puntata è che ha contribuito ad aggiungere ulteriore carne al fuoco quando la serie non ha ancora risposto ad un enorme interrogativo lasciato in sospeso dal finale di stagione dello scorso anno. Della rivelazione che Chloe sia stata messa sul cammino di Lucifer da suo padre non si è infatti più parlato, come gli autori non hanno più affrontato ciò che il protagonista possa ancora provare rispetto a questa scoperta. Che Lucifer e Chloe si siano allontanati in questa quest’anno è piuttosto evidente, ma è anche altrettanto palese che lui tenga infinitamente alla sua partner e che tutto ciò che fa – così come ci viene confermato in questo episodio – ha lo scopo di preservare il loro legame, anche se le vere motivazioni che lo muovono, continuano a non essere note al detective Decker.

Come avevamo anticipato nella recensione dello scorso episodio, The Sinnerman, interpretato da Kevin Carroll, ci aveva lasciato con una strana sensazione di delusione, come se egli apparisse molto meno minaccioso di quanto avrebbe dovuto in realtà essere e nascondesse quindi qualche segreto.
L’incipit di The Sin Bin non ha cambiato la nostra impressione e sebbene le minacce del personaggio continuino per buona parte della puntata, con tanto di dichiarazione che ci sia “un metodo nella sua follia“, la scoperta finale che egli non è altro che una pedina nelle mani di Marcus Pierce (Tom Welling), il vero “Peccatore“, fa crollare inevitabilmente tutto il castello di carte costruito su e da questo personaggio, rendendolo quasi superfluo e lasciandoci con un ulteriore bagaglio di domande senza risposta: che legame c’era tra lui e Pierce? Perché doveva essere proprio Lucifer a ucciderlo? Qual è lo scopo ultimo del vero Sinnerman e perché ha incrociato il cammino del nostro eroe?

Nonostante l’idea che Lucifer sia talmente ossessionato da questa misteriosa figura da pensare che ucciderlo possa ridargli il potere di tornare a mostrare il suo vero volto e soprattutto liberarlo dalle sue ali, sia affascinante, il fatto che quello che avrebbe dovuto essere un formidabile nemico finisca per dimostrarsi una povera vittima nelle mani di Pierce toglie energia all’iniziale spinta propulsiva di questa trama, soprattutto quando Maze insinua che il loro prigioniero possa addirittura essere un emissario di Dio.
Per contro, questo finale di stagione, dà a Tom Ellis la possibilità di brillare quando viene messo a confronto con il suo nemico e con l’impossibilità, in quanto angelo, di uccidere un essere umano (altra informazione che non ci era stata mai fornita prima).
La scena finale in cui Lucifer accoltella senza esitazione Pierce è forse una delle più intense che abbiamo visto interpretare all’attore, con quel lampo di preoccupazione, nascosto da un prosaico colpo di tosse, mentre attende che il tenente si riprenda come si sarebbe aspettato da un essere immortale ed il sollievo, appena accennato, quando questo, puntualmente, avviene.
La rivelazione che Marcus sia quindi in realtà Caino, il primo assassino della storia, “costretto a camminare da solo tra gli uomini per una tormentata eternità“, pur ponendo i due personaggi su un piano molto diverso, ci fornisce un’interessante dicotomia: entrambi hanno infatti probabilmente qualcosa da recriminare a Dio, ma mentre Lucifer non ha mai fatto nulla per nascondere chi egli sia agli occhi degli uomini, Caino vive da sempre nell’ombra e ha cercato in tutti i modi di mascherare le proprie origini e la sua vera natura che, in una spiacevole scena, vediamo esplodere in tutta la sua frustrazione contro Ella.
Alla luce di questi fatti ed ora che il dado è tratto e la verità è finalmente stata rivelata, vedere interagire questi due personaggi e capire quale sia lo scopo di Marcus/Caino ed il ruolo di Chloe in tutta questa faccenda, sarà quindi davvero molto interessante, ammesso che questo percorso ci accompagni anche nella direzione di risolvere i molti interrogativi lasciati in sospeso dalla serie.

La terza stagione di Lucifer tornerà in onda negli Stati Uniti, presumibilmente a gennaio, con l’episodio City of Angels? su Fox.