Nei momenti peggiori, Mayans M.C. soffre il gigantismo della peggiore televisione contemporanea. L’idea, più commerciale e meno creativa, che ogni episodio meriti di superare l’ora di durata, e che in qualche modo un senso alla storia si troverà. Non accade sempre così, e l’ottavo episodio di una stagione che, pur con le sue dieci puntate complessive, appare già troppo lunga, lo conferma. Dopo le sorprese della scorsa settimana, sia nella storyline di Coco che in quella di Galindo, arriva una puntata stanca e di transizione. Qualcosa cambia nel finale, ma è difficile trovare un punto di interesse nel complesso intreccio.

Ritorna ancora pesantemente il procuratore Lincoln Potter, che già era apparso in Sons of Anarchy. Stavolta è ben deciso a inserirsi nelle maglie del sistema criminale al confine per utilizzarlo e, in qualche modo, manipolarlo. Allora è impossibile pensare di non discutere con Galindo, che non è più solo il nemico, ma un mezzo per entrare in contatto con la criminalità. Tutti cercano accordi con lui, dagli Olvidados della scorsa settimana a Potter stavolta. E c’è sempre il rischio della presenza di una talpa, anche se il titolo e le solite immagini di apertura e chiusura ci mostrano un topo.

Anche se la crisi viene tenuta sotto controllo tra i Mayans, il pericolo si fa sotto sia per quanto riguarda Riz che per quanto riguarda EZ e Coco. Il primo viene accusato di aver utilizzato un tunnel al confine, i secondi sono alle prese con il cadavere della madre di Coco. Passiamo molto tempo nell’appartamento, mentre Letty viene tenuta all’oscuro dell’accaduto (lei che è responsabile con la sua bugia). In conclusione i due lasciano l’appartamento, ma vengono fermati da degli agenti che fanno la macabra scoperta. Adelita intanto potrebbe cercare una vendetta personale.

Con venti minuti in meno a puntata e il recupero di un intreccio più semplice e immediato come negli esordi, questa prima stagione di Mayans si sarebbe potuta avvicinare al finale con più energia. Invece, tra simbologie animali ormai stancanti e flashback malriusciti, ormai emerge un generale senso di stanchezza.