Nel solito riferimento settimanale agli animali, piccoli e grandi, che aprono o chiudono gli episodi di Mayans MC, questa settimana tocca allo scarafaggio. L’insetto viene evocato fin dal titolo Cucaracha, e poi lo è ancora nel corso della puntata da Miguel. In realtà tornerà poi in un finale ironico – e molto plateale, ma questa non è una serie sottile – in cui le sue parole e il suo punto di vista gli si ritorceranno contro. Questa è una piccola parentesi in una puntata che presenta quello che appare come il primo grande punto di non ritorno dello show.

Si tratta della vicenda di Coco e della sua disastrata famiglia. La scorsa settimana, anche grazie all’intervento di EZ, l’uomo è riuscito a ricongiungersi con la figlia Leticia, e sembrava che da questo momento in poi le cose sarebbero andate più o meno bene. Ogni buon auspicio cade nel vuoto di fronte agli eventi della puntata. Cecilia, madre di Coco, è una donna intrattabile, e i rapporti tra le generazioni si fanno subito tesissimi. Leticia si provoca delle ferite alla testa e incolpa Cecilia della violenza. La reazione di Coco è feroce e senza appello, con l’uomo che uccide sua madre annegandola.

Si tratta del primo importante punto di non ritorno per la scrittura. Come in Sons of Anarchy, la tragedia si veste sempre di connotati familiari. Si parla di criminalità, del difficile ambiente di frontiera, ma si torna sempre lì, al disfacimento del nucleo più importante. Si tratta di azioni esagerate che provocano reazioni ancor più violente, ma fa parte dello stile della serie e nulla appare fuori posto rispetto a questi personaggi che sembrano vivere per complicarsi la vita.

Il resto dell’episodio vede emergere il personaggio di Adelita, leader degli Olvidados. In un primo momento si reca da Reyes, e qui scopriamo un legame tra suo padre e l’uomo, e poi è sempre lei a incontrare Miguel in carcere. Ecco, sembra un po’ fuoriluogo la proposta di alleanza che la donna espone all’uomo, dopo tutto ciò che è accaduto. Miguel nel frattempo ha lanciato quel riferimento allo scarafaggio, insultando un carcerato (ma qui la sensazione è che si riferisca ad un’intera categoria di persone troppo piccole per lui). Poco dopo, mentre viene ammanettato a casa sua dalla DEA, appena dopo aver riassaporato la libertà, è proprio uno scarafaggio quello che gli passa davanti. Miguel prova ad ignorare il piccolo mondo sotto i suoi piedi, ma quel piccolo mondo si agita e lo fa traballare.