Mayans M.C. arriva ad un passo dal finale di stagione, e in qualche modo prepara il terreno per gli eventi del season finale. Ancora una volta c’è una metafora animalesca alla base di tutto – stavolta si tratta del serpente – ma soprattutto ci sono segreti che vengono a galla, innescando risentimenti, e vendette portate a compimento. Galindo, gli Olvidados e i Mayans si incontrano e sorge una fragile tregua che non sappiamo quanto durerà.

In realtà gli elementi per farla saltare sono già pronti. L’arresto di EZ e Angel porta alla luce il doppio gioco del primo. Potter si insinua come può anche qui, e costringe i due a lavorare per la CIA. Al di là del rischio in sé, qui c’è del risentimento famigliare che viene fuori, e che in qualche modo li condizionerà anche nel prossimo futuro. Galindo viene fuori dall’ennesimo arresto con nuovi propositi e nuove alleanze da sistemare. Tutto culmina in un incontro in cui le fazioni in gioco si ritrovano. Niente di esaltante, se non i dovuti incontri e le solite sottolineature dei conflitti e dei rapporti sospesi. Fino ad una conclusione che vede Adelita e i suoi uccidere gli uomini responsabile del massacro della propria famiglia.

Mayans MC dà sempre l’impressione di raccontare molto di meno di quanto la durata spropositata di ogni episodio lascerebbe immaginare. E Kurt Sutter, che sulla pesantezza di stile ci ha costruito la serie madre, non riesce, o chi per lui, a riversare quella stessa importanza presunta anche nei contenuti della serie.

La metafora animalesca ridondante e grezza – per carità, è lo stile della serie – non può reggere un’intera narrazione. A quel punto ogni analisi ulteriore diventerebbe una sovrainterpretazione superflua.