Whiskey Cavalier è un procedurale vecchio stile al suo meglio: prima di lui, da Scarecrow and Mrs. King, Remington Steele e Moonlighting fino ad arrivare a Bones e Castle molte serie hanno dimostrato che la formula dell’incessante battibecco e del tira e molla tra due protagonisti di una serie TV con una buona chimica funziona e, se gestito con astuzia, può portarla molto lontano costruendo una solida fanbase.

Nel nuovo show della ABC, l’agente dell’FBI Will Chase, nome in codice Whiskey Cavalier, interpretato da un divertito e divertente Scott Foley e l’agente della CIA Frankie Trowbridge, interpretata da Lauren Cohan, si scontrano sul campo litigando sulla legittima giurisdizione di un caso mentre corrono tra le strade di Parigi a caccia di una fialetta di Ebola e del traditore che la vuole vendere al migliore offerente con un ritmo da rocambolesca spy story che non prende quasi mai fiato. Lo show creato da David Hemingson (Just Shoot Me), prodotto da Bill Lawrence (Scrubs) e diretto da Peter Atencio (Key and Peele) tutti eminenti nomi con un background da commedia, non si prende mai davvero sul serio e gioca con gli spettatori mischiando da subito le carte in tavola.
Il protagonista maschile, ben lungi da essere infatti un tosto agente stile Mission Impossible è piuttosto una versione maschile di Bridget Jones, che viene introdotto mentre piange sulle vestigia della sua naufragata relazione sentimentale con la fidanzata Gigi, accompagnato dalle note di Total Eclipse of the Heart, un uomo a cui i propri colleghi devono ricordare di “non solidarizzare” nel mezzo di una missione, perché potrebbe distrarlo dal suo obiettivo (come effettivamente poi accadrà) e che fa della propria sensibilità un punto di forza.
La sua futura partner, Frankie, è invece una dura concentrata sulle sue missioni come un laser, nonché l’opposto di Will, un opposto che – come già sappiamo – finirà però per attrarlo.

Gran parte del pilot è speso tra battute sparate a raffica che ricordano i ritmi di Gilmore Girls, alcune obiettivamente divertenti, altre più banali (“Quelle non sono le chiavi” dice Will ad Edgar, l’oggetto della sua missione, rinchiuso con lui in un portabagagli mentre gli fruga nelle tasche dei jeans) e sequenze d’azione spettacolari che si bilanciano con equilibrio con l’aspetto più umano dello show il cui palco centrale è ovviamente tutto per la coppia protagonista e lo scontro che il loro diversissimo approccio al lavoro ed alla loro missione provocherà.

I due agenti si circondano ovviamente anche di un gruppo di collaboratori che impareremo sicuramente a conoscere meglio nei prossimi episodi e che, assieme a loro, andranno a formare un’improbabile squadra di spie: Susan (Ana Ortiz) la migliore profiler dell’FBI, nonché migliore amica di Will, Edgar (Tyler James Williams) l’ex impiegato della NSA che Will e Frankie vengono mandati a recuperare in Russia e Jai (Vir Das) l’esperto di tecnologia della CIA, nonché l’unica persona di cui Frankie sembri fidarsi.

In uno stile da dramedy che ricorda molto da vicino i fasti di Chuck e che suggerisce un background dei personaggi che porterà sicuramente a momenti di inaspettata serietà, Whiskey Cavalier è uno show che non si prende chiaramente troppo sul serio, ma che raggiunge perfettamente lo scopo che si prefissa senza troppe sorprese, intrattenendo e divertendo. Probabilmente è anche un po’ sciocco, ma lo sa e non gli importa e proprio questa consapevolezza potrebbe salvarlo dal fatale destino che ha sancito la cancellazione di Take Two, un altro tentativo della ABC di riportare in auge la commedia romantica vecchio stile in un setting ad alto contenuto d’azione.
Lo spazio per il divertimento è assicurato, quella che deve ancora essere davvero testata è l’alchimia tra i protagonisti, che – come hanno dimostrato i predecessori di Whiskey Cavalier – è davvero tutto ed è l’unico elemento che fa la differenza.

Dopo la première andata in onda ieri sera post-Oscar, il resto prima stagione di Whiskey Cavalier verrà trasmesso negli Stati Uniti ogni mercoledì sulla ABC.