Habemus Spock. Dopo aver trascorso quasi metà stagione in attesa che la presenza del vulcaniano più famoso dell’universo si concretizzasse al di fuori dei discorsi dei suoi amici e congiunti, Star Trek: Discovery ci presenta la sua versione del signor Spock (Ethan Peck) in uno degli episodi più brevi finora visti in questa seconda stagione. Chi si aspetta di ritrovare il personaggio visto e apprezzato nella serie classica dovrà fare i conti con una figura lievemente diversa: il giovane che ci viene mostrato in Luci e ombre è tormentato da una bizzarra follia, che gli preclude una normale comunicazione con la sorella Michael (Sonequa Martin-Green) come con i genitori.

Il ricongiungimento tra i due fratelli copre una metà dell’episodio, mentre il resto è incentrato su una missione che vede il capitano Pike (Anson Mount) e Tyler (Shazad Latif) alle prese con una preoccupante anomalia temporale. Quest’ultima situazione offre svariati momenti godibili, ma risulta un po’ la brutta copia di altri momenti analoghi già visti nella prima stagione della serie; le distorsioni spazio-temporali non sono certo una novità nell’universo di Star Trek, e Luci e ombre è lungi dall’offrirci qualcosa di nuovo su questo fronte.

La visita su Vulcano da parte di Michael ci svela, attraverso qualche flashback, un lato inedito della figura di Spock nonché, a oggi, l’unico reale motivo d’interesse per questa reinterpretazione del personaggio: a quanto pare, durante l’infanzia egli era affetto da dislessia, forse ereditata da sua madre. Questa nuova digressione rispetto al canone potrebbe infastidire alcuni fan, ma serve qui a rafforzare l’atteggiamento protettivo di Amanda (Mia Kirshner) nei confronti del figlio, ribadendo quanto la sua vita debba sfidare i criteri imperanti su Vulcano. Nel momento del bisogno, nessun altro al di fuori di lei si sarebbe preoccupato di soddisfare le esigenze di un problematico bimbo mezzosangue. L’unione tra Amanda e Sarek (James Frain) non è facile. “E ora Spock ne paga il prezzo, come ha sempre fatto”, dice la moglie all’ambasciatore, intenzionato a consegnare Spock alle autorità.

Altro punto di luce della puntata è l’interazione di Burnham e Georgiou (Michelle Yeoh), specialmente quando durante il combattimento inscenato, anche se giocato sul vecchio dilemma: dovremmo fidarci di questa versione dark di Georgiou? Si tratta pur sempre di una dittatrice sanguinaria. A spostare il focus dell’attenzione interviene la rivelazione che il Capitano Leland (Alan Van Sprang) sia responsabile della morte dei genitori naturali di Burnham. È una distrazione di poco conto, perché per ora il personaggio del capo della Sezione 31 non ha offerto allo spettatore alcun reale motivo d’interesse.

Luci e ombre si chiude con un doppio cliffhanger, che vede l’ufficiale di bordo Airiam (Hannah Cheesman) infettata da una specie di virus connesso all’Angelo Rosso, e la successiva scoperta che i numeri ripetuti ossessivamente da Spock nel suo delirio sono coordinate che indicano la posizione di Talos IV, il pianeta presentato in Lo zoo di Talos, primissimo episodio del franchise che vedeva proprio Pike come protagonista. È una connessione diretta e fondamentale col canone di Star Trek, e la prossima settimana scopriremo che direzione intende percorrere Discovery nel rivisitare un momento pivotale della saga creata da Gene Roddenberry.