Non sempre di mamma ce n’è una sola, e lo sa bene Michael Burnham (Sonequa Martin-Green), che nel nuovo episodio di Star Trek: Discovery. La vulcaniana (d’adozione) più tormentata della galassia si trova, in questo decimo episodio, a fare i conti con la rivelazione sconvolgente che no, sua madre non è più solo Amanda Grayson (Mia Kirshner), la donna che l’accolse in seno alla propria disfunzionale famiglia molti anni addietro. Dalle viscere dello spazio, armata di una tuta in grado di farla viaggiare attraverso il tempo, accorsa per soccorrere una Michael consapevolmente ridottasi in fin di vita proprio per intrappolarlo, discende dal cielo l’Angelo Rosso, alias la sua genitrice biologica (Sonja Sohn).

L’Angelo Rosso è forse l’episodio più ambizioso che Star Trek: Discovery abbia finora confezionato per il proprio pubblico; ciò non equivale, si badi, a dire che sia anche il più riuscito, ma dimostra un’impavida ambizione eclettica che lo rende indubbiamente emozionante, seppur non sempre coerente a livello di ritmo. L’inizio ci ricorda la dolorosa perdita della splendida puntata precedente: Airiam sta subendo una bizzarra autopsia, che ne decreta la cancellazione dei ricordi. Una trovata drammatica crudele quanto realistica, che riporta la defunta su un piano completamente umano: parafrasando Blade Runner, tutti i nostri ricordi sono destinati a perdersi come lacrime nella pioggia.

Nel frattempo, l’intero equipaggio si riunisce per commemorare l’eroico sacrificio del membro immolatosi per la loro salvezza. La scena è certo foriera di una sincera commozione e ha i suoi momenti di vibrante verità: Tilly (Mary Wiseman) termina il suo elogio funebre dicendo semplicemente “Era mia amica”, Detmer (Emily Coutts) ricorda come Airiam l’abbia aiutata a fare i conti con l’integrazione robotica che ha subito; tuttavia, è un segmento narrativo che si trascina troppo a lungo e ci ricorda che non abbiamo mai veramente conosciuto Airiam o, peggio ancora, il suo rapporto con questi personaggi.

Non si può negare che L’Angelo Rosso abbia una componente verbosa piuttosto gravosa, che non incide favorevolmente sulla resa finale del capitolo. Sappiamo bene che Star Trek: Discovery ha la necessità di preparare il terreno per l’ultima parte di stagione, ma la tendenza a voler spiegare tutto per filo e per segno cozza talvolta con quella che è la parte migliore della serie, affidata alla psicologia dei suoi protagonisti. A tal proposito, i tempi sono maturi per elogiare la performance di Sonequa Martin-Green che, in questa puntata, riesce a colmare con la propria vibrante intensità alcuni passaggi un po’ deboli della sceneggiatura, tra cui il macchinoso scontro col fratello Spock (Ethan Peck).

Quindi, dopo aver passato la maggior parte dell’episodio con l’errata convinzione che il viaggiatore del tempo sia in realtà una versione futura di Burnham, scopriamo che l’Angelo è in realtà sua madre. In breve, qualcuno che non abbiamo mai incontrato prima e verso cui proviamo un mero attaccamento di riflesso. Ancora una volta, la rivelazione finale funziona grazie a Martin-Green. In quel fatidico istante in cui riconosce la propria genitrice e pronuncia la parola “mamma”, sembra quasi di vederla tornare bambina. Sono momenti come questi, sfumature attoriali come queste a costituire la linfa vitale più dolce e intensa di Star Trek: Discovery.

L’Angelo Rosso paga il prezzo di un mistero tenuto in piedi per troppo tempo senza aver offerto indizi tali da poterci sorprendere in modo significativo al momento della rivelazione finale; non abbiamo avuto reali false piste da seguire, il che non è per forza un male, ma la ricomparsa della signora Burnham deflagra vagamente in sordina rispetto al proprio potenziale. La scorsa stagione di Star Trek: Discovery ha riservato al pubblico numerose sorprese, ma ha sempre anteposto lo sviluppo dei personaggi ai colpi di scena. Le rivelazioni sono state funzionali allo sviluppo di Burnham e degli altri protagonisti, e abbiamo imparato ad apprezzarli in virtù dei loro cambiamenti. Sembra che questa stagione stia procedendo in senso inverso, piegando l’indagine psicologica al servizio del mistero dell’Angelo Rosso e delle storyline circostanti: speriamo che le ultime puntate possano tornare a mettere in luce i punti di forza della serie, riprendendo vigore grazie a questo inatteso ricongiungimento madre-figlia.