Non si può conoscere la storia del fumetto ed essere contrari alla piega di denuncia sociale presa da questa stagione di Supergirl, gli esempi in cui i comics hanno servito esattamente lo stesso scopo della quarta stagione della serie sono innumerevoli ed è per questo che, al di là delle reinterpretazioni dei personaggi che popolano questo show, quello di Melissa Benoist è forse uno dei ruoli che più si avvicina all’ideale trasposizione di un eroe del fumetto in una serie TV tra tutte quelle che compongono l’Arrowverse.

Come Superman, Supergirl è sempre stata un faro di speranza, il simbolo di un personaggio capace di fare la cosa giusta anche nelle situazioni più disperate, qualcuno i cui valori morali prescindono da ogni circostanza. Ecco perché fino a Stand and Deliver, Supergirl non ha voluto prendere posizione nella faida tra anti-alieni e loro avversari in una delle storyline forse tra le più interessanti proposte in questa stagione.
Kara è un’aliena, ma – come succede spesso nella realtà e con personaggi di successo che fanno comunque parte di una minoranza – è facile che questi vengano usati come un’arma da coloro i quali si oppongono alla stessa minoranza di cui essi fanno parte. Sei uno straniero, omosessuale, la tua pelle è del colore sbagliato? Allora ci sono tutti i motivi di temerti, ma sei sei un uomo o una donna di successo, allora non sei più un problema, non sei una minaccia o qualcuno da cui guardarsi con sospetto, diventi accettabile, addirittura “un eroe“, al punto tale da chiedersi legittimamente quale sia il vero problema, se l’essere diverso o semplicemente non essere al top degli standard che la moderna società ritiene accettabili.
E’ una sottile eppure evidente differenza che evidenzia la disparità di trattamento tra Supergirl e qualsiasi altro alieno presente sulla Terra percepito, diversamente da lei, come un pericolo, nonché una trama che culmina con la presa di pozione di Kara, che decide di unirsi alla pacifica manifestazione come aliena proveniente da Krypton ed ospite del pianeta Terra, una scelta che finirà per dare i suoi frutti, assieme alle foto (peraltro artisticamente non molto esaltati) scattate da James, che ritornerà per un breve momento alla sua vecchia passione della fotografia con conseguenze inaspettate.

E’ da qualche tempo che il personaggio interpretato da Mehcad Brooks fatica a trovare un’identità nella serie, motivo per cui sarà certamente interessante vedere dove il suo ferimento alla fine dell’episodio lo condurrà. La sua strada potrebbe per esempio incrociarsi nuovamente con quella di Lena, che potrebbe essere forzata ad usare la sua cura su di lui per salvarlo, consegnandolo definitivamente alla schiera degli eroi con poteri sovrumani e permettendole di fare quelle sperimentazioni sugli umani che il Governo vorrebbe che iniziasse. Oppure le ferite di James potrebbero essere più gravi del previsto e potrebbero condurlo ad un difficile viaggio di accettazione di se stesso, magari dopo che si scoprirà paralizzato in seguito al colpo ricevuto alla schiena.

In quanto alla faida Ben Lockwood/Manchester Black che, per la fine dell’episodio, sarà peraltro l’unico membro dell’Elite a non venir catturato, pur avendo rischiato la vita, questa parte della trama è quella il cui ritmo risulta più affrettato, come se gli autori avessero avuto la necessità di liberarsi rapidamente del problema costituito dal gruppo in vista della sfida che attende Supergirl nel prossimo episodio e che evidentemente necessiterà di tutta la sua concentrazione.
Dopo che Lockwood annuncia di voler abolire l’Alien Amnesty Act, che permette agli alieni di vivere pacificamente sul nostro pianeta, Manchester decide di attaccarlo apertamente, dimostrando come il vero pericolo non siano necessariamente le folle, ma piuttosto coloro che le agitano, soprattutto considerato quanto scarna sia la presenza dei supporter di Lockwood durante la manifestazione. L’intervento di Supergirl e dei suoi amici riuscirà a far ristabilire l’ordine, ma sopra ogni cosa l’attacco incrociato a cui verranno sottoposti tutti i manifestanti, finirà per metterli in una posizione in cui alieni e umani torneranno ad aiutarsi gli uni con gli altri.

Supergirl è sempre stata una serie profondamente ottimista nella sua semplicità, uno show che intende trasmettere un messaggio positivo alle giovani generazioni, dimostrando come non servano necessariamente un mantello e dei poteri per essere degli eroi ed episodi come Stand and Deliver rinforzano sicuramente questo genere di messaggio positivo, pur perdendo per strada qualche occasione, come per esempio il modo sbrigativo con cui è stata trattata la fine di The Elite o la difficile posizione in cui viene messa Alex quando le viene ordinato di proteggere Ben Lockwood, che non viene analizzata con la dovuta cura, ma dopotutto queste sono solo delle piccole macchie in una puntata complessivamente ben congegnata soprattutto quando accompagnata da una scelta musicale forse non particolarmente originale, ma di sicura efficacia come Mad World.

La quarta stagione di Supergirl va in onda negli Stati Uniti ogni domenica su The CW, mentre in Italia debutterà a partire da mercoledì 13 marzo su Premium Action.