Nonostante il tentativo riuscito del promo per questo episodio di Supergirl di sviare gli spettatori con la promessa della presenza di Superman, che invece è illustre assente, O Brother, Where Art Thou? è sicuramente uno degli episodi più intensi di questa stagione, se non della serie e non avrebbe potuto essere altrimenti considerato che è anche il primo in cui irrompe nella storia il Lex Luthor di Jon Cryer che, lo ricordiamo, aveva già intrapreso un membro della famiglia Luthor nel lontano 1987, per la precisione suo nipote Lenny nella pellicola Superman IV con il compianto Christopher Reeve nel ruolo del protagonista.

In un episodio che, comprensibilmente, si concentra completamente sul debutto dell’arcinemico dell’eroe d’acciaio e che comincia con un flashback in cui viene spiegato perché il fratello di Lena sia finito in prigione quattro anni prima, dopo aver trasformato il nostro sole in un sole rosso nel tentativo di sconfiggere Superman mettendo così a repentaglio l’intera razza umana, il vero problema non è quindi l’introduzione del personaggio, ma piuttosto i suoi sub-plot e la scelta, da parte degli autori, di inserire sotryline che avrebbero meritato di essere chiuse separatamente o quanto meno un episodio fa, come per esempio la sfida finale tra J’onn e Manchester Black che porterà alla sconfitta ed alla morte di quest’ultimo.
Nonostante la comparsa di diversi “cattivi di puntata” in questa quarta stagione, Manchester Black era stato senza dubbio fino ad ora il nemico più pericoloso da sconfiggere assieme a Lockwood, resta quindi discutibile la scelta per cui, invece di dedicare l’intero episodio della scorsa settimana allo scontro finale tra lui e J’onn, seguendo peraltro un flusso narrativo più coerente considerata la sconfitta subita da The Elite, si sia finito per inserire quasi forzatamente e sicuramente sbrigativamente il congedo del personaggio interpretato da David Ajala, continuando peraltro a riproporre un problema che avrebbe dovuto essere già stato superato in Stand and Deliver, con J’onn J’onzz che si comporta in questa puntata come fosse la prima volta che infrange il patto di non belligeranza fatto al padre quando affronta ed infine uccide il suo nemico.

Un discorso molto simile vale anche per il modo in cui è stato affrontato il cliffhanger con il quale si era conclusa la scorsa puntata e cioè il ferimento di James.
Il suo arrivo in ospedale ed il fatto che la sua vita sia appesa ad un filo, come la consapevolezza che la gravità delle sue condizioni potrebbe renderlo paralitico, avrebbero dovuto essere il fulcro emotivo della puntata, ma il tutto finisce per essere più che altro un pretesto per introdurre la sorella di James, Kelly (Azie Tesfai), che è peraltro stato già annunciato diventerà regular nella serie a partire dalla prossima stagione e presumibilmente per il rapporto che svilupperà con Alex che, non incidentalmente, è l’unica a rimanere in ospedale al capezzale di James mentre Kara segue J’onn e Lena si occupa, almeno inizialmente, del ritorno del fratello.

Il focus dell’episodio è, come avrete quindi intuito, l’introduzione del difficile rapporto che lega Lena (Katie McGrath) al fratello Lex.
Nonostante salti immediatamente agli occhi che la differenza di età tra Cryer e la McGrath sia probabilmente eccessiva (ben 17 anni!), nel complesso l’intento degli autori di separare idealmente il mondo dei due personaggi è evidente dall’atteggiamento paternalistico dell’affettato Lex di Cryer il quale, tra le altre cose, si prende indirettamente il merito dei successi di Lena avendola, secondo lui, sempre spronata con le sue critiche a fare meglio.
E’ altresì evidente, nonostante il Lex che si presenti alla sorella sia indebolito dal tumore che lui stesso si è provocato facendo esperimenti con la Kryptonite, che il suo vero scopo sia impossessarsi del siero Harun-El che Lena ha creato, ma per farlo ha bisogno di una cavia ed è qui che arriva la svolta più interessante dell’episodio in cui Lex confessa alla sorella di aver fatto sparare a James in modo che lei usasse per primo sul suo ex fidanzato il siero, cosa che avviene puntualmente e che salverà la vita del reporter.
Ad essere meno puntuale sarà invece Lena, che si ritrova inutilmente a dire al fratello che non gli darà mai il siero per salvarsi dalla sua malattia, quando è evidente che lui lo ha già preso ed è così libero di andarsene indisturbato con i suoi nuovi scagnozzi, tra cui spicca – in un perfetto omaggio a Superman IV – la signorina Teschmacher che fino ad ora aveva lavorato al fianco di Lena come sua assistente, ma era sempre stata, nell’ombra, fedele a Lex.
Sebbene fosse dunque prevedibile, come avevamo anticipato, che il ferimento di James sarebbe stato solo una scusa per fargli avere dei superpoteri, è più sorprendente che il giornalista facesse parte dei piani di Lex e fosse la chiave per spingere Lena a sperimentare la sua scoperta su una cavia umana, una trovata che, se ben gestita, potrebbe portare a far vivere i nuovi poteri acquisiti da James come un fardello, considerato quello che è costato, suo malgrado, riceverli.

Quel che è certo, è che questo rush finale della stagione ha preso improvvisamente una svolta interessante, coinvolgendo nella storia uno dei cattivi più iconici della DC Comics che, speriamo, potrebbe persino finire per richiamare a National City anche il cugino di Kara per un epico scontro.

La quarta stagione di Supergirl va in onda negli Stati Uniti ogni domenica su The CW, mentre in Italia va in onda ogni mercoledì su Premium Action.