Nel 20° episodio di Grey’s Anatomy, torna a far visita ai medici del Grey Sloan Memorial Hospital, Megan Hunt (Abigail Spencer), la sorella di Owen, portando per Catherine un paziente molto speciale di nome Caleb, il quale avrà un ruolo molto importante per la rivoluzionaria procedura del trapianto del pene ideata dalla madre di Jackson, ma servirà anche come risveglio – o almeno così speriamo – da quella sorta di coma emotivo in cui da ormai troppo tempo il personaggio di Owen Hunt si è rinchiuso.

Non importa quanti amici intorno a sé una persona possa avere, a volte solo qualcuno che ci conosce bene come una sorella può dirci davvero in faccia le cose come stanno, facendoci affrontare la verità per quella che è.
In questo senso il personaggio di Megan, che è stata una meteora nella serie, servita più che altro a far uscire di scena il personaggio di Nathan Riggs (di cui si fa appena menzione in The Whole Package facendoci capire che i due stanno ancora insieme), sembra interpretare la voce di molti dei fan della serie, stanchi del comportamento di Owen e della sua incapacità di prendere una decisione per ciò che concerne Teddy.
Uno degli aspetti più interessanti dell’episodio è che gli autori, nonostante fosse tutt’altro che facile, sono in qualche modo riusciti a dare una giustificazione ed una scappatoia ai comportamenti del personaggio, attribuendo la sua instabilità sentimentale al rifiuto di affrontare i suoi passati traumi. Nonostante il rifiuto iniziale di Owen di ascoltare le parole della sorella, qualcosa, alla fine, farà breccia nella sua mente: per quanto infatti si ostini a ignorare la portata del problema, come giustamente Megan gli farà notare andare a letto con l’ex moglie, per poi cercare rifugio nelle braccia della donna che ha probabilmente sempre amato e tornare subito dopo con Amelia per mettere su famiglia con lei in un contesto a dir poco complesso, non è esattamente sinonimo di equilibrio ed è arrivato il momento che Owen trovi un po’ di pace e di equilibrio emotivo, cosa che ci auguriamo accada non in maniera troppo repentina, considerata la gravità della situazione e da quanto tempo questo stato di cose affligga il personaggio.

Per una storyline che si trascina da così tanto senza una soluzione e che sembra aver finalmente preso la strada giusta, un’altra viene introdotta in questa puntata, figlia del bellissimo episodio della scorsa settimana che ha visto protagonista Jo.

Rientrata da Pittsburgh dopo il devastante incontro con la madre Jo è infatti caduta in un preoccupante stato di prostrazione e non sembra riuscire a trovare un modo per reagire al dolore delle notizie che ha ricevuto sul suo passato e sulle persone che l’hanno generata.
Nonostante Alex sia consapevole dello stato in cui versa la moglie, sembra anche sottovalutarlo pericolosamente e nonostante sia proprio lui a chiedere a Link di provare a parlare con Jo, che rifiuta da una settimana di lasciare il letto o andare al lavoro, qualcosa delle sue stesse esperienze passate sembra impedirgli di leggere davvero la gravità dello stato d’animo di Jo, per paura probabilmente di essere lasciato di nuovo, una possibilità peraltro più che concreta.

Nonostante sappiamo davvero poco del rapporto tra Link e Jo, è evidente che il legame che li unisce è molto forte e che Link, in un certo senso, è un’eccezione nella vita di Jo, essendo una delle poche persone da cui – per sua stessa ammissione – non sia mai fuggita. Agli occhi di Jo, l’incontro con la madre sembra essere infatti più che altro servito a dare una spiegazione alla sua tendenza a fuggire da colore che le dicano di amarla, nello stesso modo in cui sua madre è fuggita dalle responsabilità di crescerla, abbandonandola sulle scale di una stazione di pompieri.
La cosa preoccupante è che Jo sembra però chiaramente vivere questo comportamento come una personale colpa, mettendo nel mix persino il marito che per così tanto tempo ha abusato di lui e attribuendosi la responsabilità di essere fuggita persino da lui per le stesse ragioni. Questa consapevolezza, oltre ad atterrirla, sembra averla portata ad allontanarsi da Alex e a trovare rifugio nell’alcool.
Come se la situazione non fosse già di per sé preoccupante, il marito – come accennavamo – non sembra pienamente cosciente della gravità della depressione in cui è caduta, come dimostra il fatto che, tornato a casa, e vedendo Jo in preda alle risate isteriche davanti ad un cartone animato e con due bottiglie di vodka vuote davanti a sé, dica a Link di trovarla meglio di quando era uscito, attribuendone a lui il merito.

Come nel caso di Owen, è evidente che anche Jo, se vuole davvero superare il trauma dell’incontro con la madre, non può affidarsi solo all’affetto delle persone che la circondano, ma deve ricevere l’aiuto di un professionista per superare questo momento che potrebbe portarla a fuggire ancora, a discapito dell’amore di Alex. O riuscirà a lasciarsi finalmente e per sempre alle spalle il suo doloroso passato o il suo rapporto con il marito potrebbe uscirne irrimediabilmente compromesso.

La quindicesima stagione di Grey’s Anatomy va in onda negli Stati Uniti ogni giovedì sulla ABC ed in Italia ogni lunedì su Fox Life.